Centocelle si colora: la street art decora le campane del vetro

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Centocelle si colora: la street art decora le campane del vetro

Siamo a Centocelle, quartiere di Roma immerso tra i palazzi, il verde, le persone e… i secchioni dell’immondizia. La questione rifiuti è al centro delle più grandi discussione attuali. Si cercano -invano – soluzioni che sembrano sempre più lontane dalla realizzazione e il risultato è che si vive sempre nel grande limbo delle decisioni mai prese, dei risultati mai ottenuti. Siamo gli eterni fabbricatori di parole e pochi e inconsistenti fatti.

Non sempre però si rimane immobili di fronte il degrado che ci circonda, a volte decidiamo di agire. Così Centocelle si trova immersa e avvolta tra i colori di giovani che hanno investito il loro tempo in un progetto innovativo, ovvero il Progetto Goldstein, che in collaborazione con E45 e Dominio Pubblico presenta l’iniziativa GAU-Gallerie Urbane che come obiettivo ha proprio quello di portare una soluzione al grigiore che viviamo quotidianamente. Un vero e proprio risanamento urbano che nelle periferie cittadine possa ispirare bellezza senza perdere il concetto di funzionalità.

Spieghiamo meglio: il progetto prevede la rivalutazione delle campane del vetro, i cassonetti che raccolgono i nostri rifiuti di vetro. Ancora una volta è l’arte a salvarci il cuore e l’anima, ad accarezzare i nostri occhi con colori che raramente ormai siamo soliti scorgere.  Le campane del vetro presentano dei disegni, i graffiti, che stimolano la fantasia di chi camminando, dopo una giornata piena di impegni, non ricorda nemmeno cosa possa essere la fantasia.

Il progetto ha come modello di ispirazione la Galeria de Arte Urbana che propone la valorizzazione del patrimonio cittadino e al contempo la promozione dell’arte urbana. Insomma: un connubio perfetto. L’intenzione è quella di creare una galleria urbana nelle principali arterie del quartiere romano Centocelle. Sono tanti gli artisti coinvolti, tra cui grandi firme della street art romana come Solo, Diamon, Alessandra Carloni, Eliseo Sonnino e molti altri.

Sono 40 le campane che vengono trasformate in spicchi di fantasia grazie a meravigliosi graffiti che decorano il quartiere Centocelle. I cittadini del quartiere si sono trovati casualmente di fronte queste vere e proprie opere d’arti e il fenomeno è diventato di lì a poco virale. Gli abitanti hanno cominciato a condividere le foto di queste campane che ritraggono i graffiti di vari personaggi, come Spiderman, come dei serpenti. E ancora, tra quelli più suggestivi, di fronte un parco, che ritrae un uomo su una mongolfiera e guarda l’orizzonte. C’è da perdersi guardando questi graffiti profondi, che con poco, abbelliscono un quartiere ridandogli colore, così che una passeggiata per andare a buttare i rifiuti diventa un modo per evadere dalla solita routine fatta ormai sempre troppo spesso di un solo colore.

Questo progetto si può definire una vera e propria galleria a cielo aperto in cui, tra draghi colorati, un uomo con i baffi, c’è davvero da immergersi nei colori più belli. Ormai sono sempre di più queste iniziative che vedono l’arte al centro dell’attenzione e questo non deve di certo meravigliare. L’arte ha il potere di migliorare la percezione che l’essere umano ha del mondo, specie quando il mondo in cui vive non sta confermando le aspettative che avevamo riposto nei cuori.

L’arte è salvifica e ci permette di entrare in contatto con la bellezza che c’è di fuori e dentro di noi, fino a sfiorarla. Ma non solo: l’arte ha la capacità di rappresentare un ponte tra noi e gli altri. Pensiamo infatti proprio a questo progetto che anima il quartiere di Centocelle. Quante persone, fermandosi ad ammirare i meravigliosi graffiti, o a fargli una foto, non si sono ritrovati a comunicare con altri che facevano la stessa cosa? L’arte ci unisce e queste iniziative danno la possibilità di abbellire e rivalutare un quartiere così come di metterci in relazione gli uni con gli altri.

Immaginate che umore positivo potremmo avere se ogni mattina, in viaggio verso la solita quotidianità, fossimo immersi nei colori. Quanto questo potrebbe incidere sul nostro modo di percepire e di affrontare la giornata? È scientificamente provato che il contorno incide sul nostro cervello e se siamo immersi in un contorno che non sia di un solo colore, quanto ne potrebbe beneficiare il nostro umore?

Iniziative del genere vanno incentivate per tutte le conseguenze positive che offrono e in una società che spesso compie azioni da conseguenze nocive, vedere un po’ di colore intorno alimenta la speranza che forse qualcosa di diverso esiste davvero, ci possiamo ancora credere.

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura

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