“Questa nostra Italia”: Corrado Augias alla riscoperta della nostra identità nazionale

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Questa nostra Italia: Corrado Augias alla riscoperta della nostra identità nazionale

Corrado Augias

In un’epoca in cui la globalizzazione ha esercitato la massima attrattiva sull’uomo, in campo sociale, politico e culturale, può risultare a volte difficile trovare alcune linee guida che permettano al singolo individuo di riconoscere la propria identità, specialmente in relazione alla storia e alle tradizione del proprio paese. Corrado Augias, giornalista, scrittore e opinionista del quotidiano La Repubblica ha tentato di dare una risposta a questo tipo di quesito nel suo nuovo romanzo, uscito lo scorso 14 novembre, edito da Einaudi, intitolato Questa nostra Italia – Luoghi del cuore e della memoria.

Dato che questanno compiamo i 70 anni dalla promulgazione della Costituzione della Repubblica, io volevo fare un libro dove raccontare come e da che cosa la nostra vita fosse stata scandita, segnata, promossa. Una storia degli oggetti che ci hanno accompagnato, che alla fine della guerra nel 1945 non cerano e che hanno profondamente cambiato la nostra vita fino a quella che è oggi.

Augias si propone quindi come fine quello di dare una risposta alla fatidica domanda Perché possiamo dirci/definirci italiani?. Egli vuole infatti andare oltre ogni visione critica politico-storica e far comprendere ai lettori che, nonostante le molteplici diversità e complicazioni, l’Italia è stata spesso teatro di sviluppi estremamente distintivi per ciascuno individuo. L’espediente narrativo che propone è quindi quello maggiormente adatto alla narrazione di una storia evolutiva: il viaggio. All’interno di questo grandi e piccoli protagonisti si alternano nel definire i fattori chiave che hanno cambiato lo spazio e il tempo della nostra nazione, con riferimenti chiari e precisi sia all’attualità che ad una veritiera ricostruzione storica.

La presenza dei piccoli protagonisti, cioè del popolo che ha vissuto i grandi eventi come spettatori, riguarda anche e soprattutto parte della biografia dello stesso Augias. L’autore infatti inserisce varie digressioni in cui racconta sé stesso e di come parte della sua vita, svoltasi anche all’estero per ragioni familiari (il padre è stato Ufficiale dell’Aeronautica), sia stata dedicata alla visita di città italiane che hanno accumulato su di sé testimonianze storiche e letterarie.

Ogni città italiana, comprese le minime, è uno spazio in cui si è trasfuso e condensato il tempo.

Si citano infatti centri nevralgici come Milano, Bologna, Roma e Napoli, senza tuttavia dimenticare anche le piccole cittadine di provincia, divenute comunque celebri per la tradizione e l’immaginario comuni. Una di queste è Recanati. Augias non sceglie casualmente il paese d’origine del Giovane Favoloso. Leopardi, infatti, aveva già tentato di definire la stessa identità nazionale del suo tempo, nel Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani, vera e propria guida, e forse anche fonte di ispirazione, per il viaggio contemporaneo intrapreso in Questa nostra Italia.

Per questo romanzo Augias adotta uno stile incisivo ed estremamente preciso, motivato dalla presenza di una conoscenza generale globale che gli permette di spaziare con abilità nelle sue divagazioni, rendendo comunque piacevole la lettura. Questa Nostra Italia si potrebbe anche definire come una lettera d’amore, rivolta a un paese impregnato di memoria, di luoghi che sembrano raccontare da sé, senza bisogno di parole, ciò che è stato e ciò che non dovrà mai essere dimenticato.

La sensazione finale che si prova una volta terminata la lettura è quella di una piacevole sorpresa. Augias ha infatti avuto la capacità di far aprire gli occhi sulle enormi potenzialità che il nostro Paese riserva ancora oggi, analizzate dallo sguardo di chi, guidato da un’intenzione che va oltre un semplice patriottismo, non ha mai voluto smettere di credere nel prezioso valore della sua identità nazionale. Il messaggio finale è quindi un invito a non smettere mai di riscoprire il passato e le numerose testimonianze che permettono ancora oggi di riviverlo appieno: l’Italia merita di essere ammirata e il suo popolo ha il dovere di preservare le sue risorse per permettere l’avvento di un futuro altrettanto memorabile.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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