“Due sotto il burqa”: l’iraniana Sou Abadi prende in giro i fanatici religiosi

0 658

Due sotto il burqa: l’iraniana Sou Abadi prende in giro i fanatici religiosi

Due sotto il burqaDue sotto il burqa (titolo originale Cherchez la femme) è il nuovo film di Sou Abadi, regista iraniana naturalizzata francese. La pellicola, una commedia sagace che ha suscitato parecchie reazioni, è nelle sale italiane dal 7 dicembre. Due parole chiave che descrivono questo film? Radicalizzazione e libertà di scelta.

Una storia d’amore, una complicazione paradossale e tanti spunti di riflessioni: sono questi gli elementi di un film che merita di essere visto almeno una volta. Con la sua leggerezza e la sua ironia diverte lo spettatore senza lasciare da parte la chiave di lettura religiosa, politica e sociale. La regista guarda con occhio critico e con molta ironia la sua tradizione, senza assumere mai i toni dell’invettiva: non è antimusulmana, demolisce quelli che sono alcuni cliché della religione, ma allo stesso tempo si rifiuta di essere oscurantista.

Mahmoud, il fratello della protagonista Leila, è la lente attraverso cui la regista osserva questo mondo. Un uomo che parla per frasi fatte, che crede di possedere la verità assoluta, ma che scopre successivamente di non godere, in fondo, di una conoscenza così approfondita del Corano. Mahmoud ritrova una fede che è molto più di un dogma, ma un messaggio di pace che vuole essere ascoltato senza gli eccessi tipici dei fanatismi religiosi. Una caratteristica che accomuna tutte le religioni del mondo. Quello di Abadi è un modo di fare la rivoluzione che non parte dall’occhio esterno occidentale, ma da quello interno. Un messaggio chiaro, forte e preciso.

Due sotto il burqaIl film ha avuto grande successo nelle sale francesi,  non senza suscitare anche delle critiche. La regista e il cast hanno ricevuto offese, anche minacce, ma nulla in confronto al mare di consensi che ha avuto per il loro film: gli abbracci e i ringraziamenti di tanti arabi alla prima del film, a loro grati per aver mostrato un’altra faccia dell’Islam.

Protagonisti Felix Moati, William Lebghil e Camelia Jordana, che in Francia è già affermata come cantante. La regista, al suo debutto al cinema dopo essersi dedicata per anni al mondo del documentario, è già pronta a girare un nuovo film.

È la strada che continuerò a seguire, per adesso, mi sento più libera. […] Dopo due anni di ricerche sto per iniziare a girare una nuova commedia ambientata fra i militanti dell’Isis.

Due sotto il burqaUna scelta importante quella di Sou Abadi, che non può e non vuole sentirsi impotente di fronte a questi anni così critici per la sua gente e per il suo paese d’acquisizione. E quale modo migliore di sconfiggere la morte, se non con un sorriso?

Ho vissuto in Iran le derive del fondamentalismo.E in Francia, e in generale in Occidente, abbiamo vissuto gli orrori del radicalismo islamico. Io volevo parlarne da una prospettiva diversa da quella tragica, riderne in maniera intelligente. Allora ho deciso di dire tutto quello sentivo, ma in maniera garbata. [Nel film] non rido solo del radicalismo, ma di tutto e tutti, anche di me stessa. Volevo una commedia che aiutasse a placare gli animi e a fare un passo verso l’altro.

Sou Abadi, con Due sotto il burqa, dà inizio alla sua vita da regista con leggerezza. Come ci diceva Italo Calvino, leggerezza non è superficialità, ma volare alto e Abadi vola alto sulla coscienza umana.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.