#ArtSpecialUNESCO – Le opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo

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Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di parlare di alcuni dei siti UNESCO transnazionali presenti in Italia. Si dicono transnazionali quei beni culturali (intendendo per tali sia quelli creati dall’uomo che quelli di origine naturale) collocati, contemporaneamente all’interno di stati diversi. È ad esempio il caso della Ferrovia Retica e del Monte San Giorgio. Il primo, frutto dell’attività dell’uomo, il secondo, invece, di origine naturale, entrambi questi beni, patrimonio dell’umanità rispettivamente dal 2008 e dal 2010, sono situati in Lombardia al confine con la Svizzera. Ebbene, dal luglio 2017, tra gli ultimi siti transnazionali cui è stato riconosciuto il valore di patrimonio UNESCO, figurano anche le opere di difesa veneziane tra il XVI secolo ed il XVII secolo: Stato da terra – Stato da mare occidentale, presenti tanto in Italia quanto in Croazia e in Montenegro.

Mura Venete della città fortificata di Bergamo. Piattaforma di Santa Grata e baluardo di San Giovanni

In particolare tre sono le città italiane che sono state interessate dall’inserimento nella World Heritage List di questo nuovo sito. Parliamo delle città fortificate di Bergamo, in Lombardia, di, Peschiera del Garda in Veneto e di Palmanova, in Friuli Venezia Giulia.

Nella città di Bergamo la parte delle mura risalenti al XVI secolo fu costruita tra il 1561 e il 1588 dalla Repubblica di Venezia. Si diede, quindi, inizio alla costruzione della nuova cinta muraria successivamente alla conquista da parte della Serenissima della città (1428). Su di essa fino a quel momento aveva governato, anche se con alterne vicende, la nobile famiglia dei Visconti fin dal 1332. Le mura, ancora oggi perfettamente integre, si presentano composte da 14 bastioni, 2 piattaforme e 32 garitte, ossia casotti per le sentinelle, 100 aperture per bocche da fuoco e 4 porte di accesso alla città. La costruzione di questa mastodontica opera pubblica necessaria, vista l’importanza strategica assunta, per la Repubblica di Venezia, la città di Bergamo (questa rappresentava, infatti, l’ultimo possedimento veneziano sul confine occidentale della Serenissima), comportò una grande smobilitazione. Numerosi i terreni di proprietà privata che furono espropriati e tanti gli operai che furono coinvolti nel cantiere lungo 6200 metri.

Leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia

La roccaforte di Peschiera del Garda, situata proprio sull’omonimo lago, è la seconda testimonianza della presenza militare della Serenissima nell’Italia Settentrionale nel periodo intercorrente tra il XVI ed il XVII secolo. In particolare la città, passata sotto il dominio della Repubblica di Venezia nel 1440, fu da quest’ultima risistemata nelle sue strutture di difesa. La nuova cinta fortificata alla moderna fu progettata seguendo lo schema delle mura medioevali, ma con l’aggiunta dei bastioni (in numero di 5) e di 2 porte, Porta Verona e Porta Brescia, collocate nella direzione delle vie che portavano verso le due vicine città. In seguito, a causa dei danni riportati dalla struttura muraria, si procedette nel 1600 a restaurare le mura nella parti rovinate e a fortificarle con l’aggiunta di appositi rivellini, collocati in corrispondenza delle porte di accesso al piccolo borgo.

Altro gioiello di questo sito UNESCO transnazionale è rappresentato dalla città fortificata di Palmanova, in Friuli Venezia Giulia, provincia di Udine. Detta anche La città stellata per via della sua pianta a forma di stella con 9 punte, Palmanova fu progettata ex novo dalla Repubblica di Venezia nel 1593. Tre sono le mura che la circondano. Costruite in tempi diversi, le prime due furono edificate sotto il governo della Repubblica, la terza ed ultima, invece, fu voluta da Napoleone Bonaparte a partire dal 1806. Supportata da terrapieni, fosse, lunette, rivellini, porte e passaggi segreti, la fortezza di Palamanova fu subito utilizzata con lo scopo principale di scoraggiare gli attacchi dei nemici nel territorio della Repubblica.

Pianta a forma di stella a nove punte della città fortificata di Palmanova, patrimonio UNESCO dal luglio 2017

I criteri III e IV usati dall’UNESCO per spiegare il valore architettonico e storico di questo nuovo patrimonio dell’umanità ci dicono che le opere di difesa veneziane rappresentano un’eccezionale testimonianza della cultura militare “alla moderna” che si è potuta sviluppare in Europa, durante i secoli 16° e 17°, grazie alla Repubblica di Venezia e alle sue necessità difensive. Il sistema fortificato, corredato da bastioni e messo appunto dalla Serenissima tenendo presente l’introduzione, nei conflitti del tempo, delle armi da fuoco funzionanti con la polvere da sparo, rappresenta una testimonianza importante delle strategie belliche fino quel momento concepite ed esportate, per la loro funzionalità, anche nel Mare Adriatico, attraverso le regioni del Mediterraneo fino al Levante.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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