Hokusai in mostra a Roma – L’eleganza orientale e la filosofia della bellezza

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Hokusai in mostra a Roma – L’eleganza orientale e la filosofia della bellezza

Eisen – cortigiana

È rimasto ancora poco più di un mese per visitare la bellissima mostra Hokusai. Sulle orme del maestro, inaugurata al museo dell’Ara Pacis di Roma il 12 ottobre scorso.  «È la prima grande monografica dedicata ad Hokusai nella capitale – aveva dichiarato il giorno della sua inaugurazione, Rossella Menegazzo, curatrice della mostra –  e il taglio che le è stato dato, è quello di mettere a paragone circa duecento opere tra silografie policrome e dipinti su rotolo in seta e carta, per entrare da vicino nel mondo del maestro».

La mostra si articola in 5 grandi sezioni:

La prima Meisho: mete da non perdere presenta una delle serie più importanti del maestro Giapponese: le Trentasei vedute del Monte Fuji. Un percorso che si snoda lungo le pareti di due sale, capace di farci entrare nelle terre del sol levante, tra affascinanti distese d’erba, paesaggi vulcanici e mare. A farla da padrone, il Monte Fuji per l’appunto, che considerato sacro dai giapponesi, è da sempre stato metà di pellegrinaggio.

La seconda (bijin) Beltà alla moda ci mostra una serie di dipinti su rotolo e silografie policrome dedicate al ritratto della bellezza femminile. Le cortigiane divengono così protagoniste della narrazione: ritratte nella spontaneità dei gesti più quotidiani, dalla cerimonia del tè, alla scrittura, la donna è per Katsushika Hokusai senz’altro un soggetto non secondario della sua produzione. Incantevoli anche le cortigiane rappresentate da Eisen,  allievo di Hokusai, cui la mostra da largo spazio. Sensuali ed eleganti, nei loro kimono abilmente decorati, diverranno uno degli elementi più caratteristici e significativi nel rappresentare la cultura giapponese anche per l’immaginario occidentale.

La terza Fortuna e buon augurio racchiude ben undici dipinti su rotolo che rappresentano le divinità popolari del buon auspicio

La quarta Catturare l’essenza della natura si apre con una serie di dipinti su rotolo che, affrontando il tema della natura e degli animali, mostrano una forte valenza simbolica. Drago, tigre, gallo e capra, tutti dipinti nel pieno rispetto della tradizione iconografica giapponese.

Hokusai – veduta del monte Fuji

Nella quinta e ultima sezione Manga e manuali per imparare vediamo come Hokusai vada oltre il mero tentativo di esprime la sua poetica, ma cerchi, soprattutto, di comunicare le regole cui inevitabilmente è soggetta la sua arte. E lo fa, attraverso ben 15 manuali, denominati Manga. In essi il maestro si propone come guida didattica in un percorso di conoscenza delle tecniche di rappresentazione, rivolte sia agli artisti che agli appassionati di pittura.

Continuando a percorrere le sale della mostra, si delinea sinuosa ed elegante la poetica di Hokusai. Una sapiente trama, fatta di colori e raffinatezza, fluttua leggera come una nuvola e si rende capace di accarezzare le nostre anime. Ma il significato più profondo della poetica del maestro Katsushika è racchiuso probabilmente in un passaggio del pittore giapponese, all’interno del suo Manuale illustrato del colore

…dall’età di novant’anni continuerò a migliorare il mio stile pittorico. Quando avrò raggiunto i cento il mio unico desiderio è stravolgere la mia arte. Chi di voi gentili signori vivrà abbastanza a lungo capirà che con queste parole non mi sono sbagliato.

Emerge così uno spiccato interesse non solo verso la ricerca della bellezza, ma anche un desiderio di indagare l’arte nella sua molteplicità di forme narrative e, nello specifico, la volontà di donare anche agli elementi minimi del disegno, i punti e i tratti, una propria autonomia e dignità espressiva.

Sarà Vasilij Kandinskij nel suo Punto, linea, superficie a riprendere i concetti espressi dal maestro e a rielaborarli in una forma del tutto autonoma e nuova, che finì per sfociare in una sorta di “metafisica della forma”.

Van Gogh, Ritratto di père Tanguy, 1888

Ma l’influenza del maestro Hokusai, riverberò per i decenni successivi, grazie alla diffusione delle stampe, che diedero un contributo essenziale nel far conoscere la cultura giapponese in occidente. Numerosi artisti impressionisti e post-impressionisti ne furono affascinati. Se ne innamorò anche Van Gogh, la cui pittura fu fortemente influenzata nello specifico da Eisen. Nel Ritratto di père Tanguy, infatti, l’artista olandese dipinge alle sue spalle una serie di silografie a tema orientale.

Il Japanisme, così fu chiamata quell’attrazione degli europei verso la cultura e lo stile giapponese, modificò sostanzialmente lo stile pittorico di quegli anni, smontando l’impalcatura neoclassicista orientata alla rappresentazione di una prospettiva geometrica perfetta, sostituendola con una perdita quasi totale della profondità a favore dei colori.

Hokusai. Sulle orme del maestro, oltre ad essere un momento di piacere estetico, ci consente di osservare più da vicino come una cultura che ci sembra così diverse dalla nostra interpreti e legga il mondo nel quale viviamo. Una cultura che, apparentemente così lontana, oggi costituisce la parte fondante di un nuovo centro del mondo. E se nell’800 la poetica di Hokusai è divenuta spunto e base di una straordinaria rivoluzione artistica, oggi quella poetica intrisa di leggerezza e di una pacifica calma potrebbe diventare la sorgente di riflessione e cambiamento da cui l’Occidente può e deve attingere.

Hokusai. Sulle orme del maestro
A cura di Rossella Menegazzo
Ara Pacis, Roma
Dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura          

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