Il “Codice da Vinci” (il Codice Leicester) ritorna a Firenze: la sottile linea fra passato, presente e futuro

0 645
Codice Leicester
Dettaglio del Codice Leicester ripreso con il Codescope.

«I simboli sono un linguaggio che ci aiuta a capire il passato»: questa citazione è tratta dalla versione cinematografica del libro di Dan Brown Il Codice da Vinci, film che alla sua uscita ha destato un grande clamore, soprattutto per via delle tematiche controverse e dello sfrenato simbolismo. Ma da ottobre 2018, a Firenze, non si parlerà del misterioso Santo Graal, oggetto immerso nel mistero dei suoi innumerevoli simboli, ma di un “Codice Da Vinci” molto particolare, che ha viaggiato per mari e monti per poi ricongiungersi con la sua terra madre.

Dal 29 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019 nel capoluogo fiorentino verrà esposto in una sede straordinaria il manoscritto di Leonardo Da Vinci che ha come tema Della natura, peso e moto delle acque: 18 grandi fogli piegati in due e scritti su 72 facciate di dimensioni 30×22 cm sviluppano concetti di idraulica, unendo la scienza agli schizzi pittorici di meccanica che colpiscono soprattutto per il loro carattere innovativo. Esso ha un valore scientifico e artistico molto importante e verrà presentato agli Uffizi in occasione del cinquecentesimo anno dalla morte del genio della Gioconda. Il grande interesse verso questo manoscritto è mondiale: infatti, esso si è guadagnato svariati nominativi, a seconda di chi lo avesse in proprietà: da Codex Leicester (derivato dal conte di Leicester, Thomas Coke), a Codex Hammer (in onore dell’imprenditore Armand Hammer) per poi giungere nelle mani di Bill Gates, il fondatore di  Microsoft, il quale divenne proprietario dei fogli per la somma di 30,8 milioni di dollari. È stato proprio il facoltoso imprenditore a prestare questo reperto storico al museo fiorentino e finalmente si potrà ammirarlo in tutto il suo splendore nella sua città natale.

Leonardo Da Vinci

«L’esposizione del Codice Leicester di Leonardo, insieme ad altri preziosissimi disegni e scritti del Genio Da Vinci – dichiara il Direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – dimostra il nostro impegno per rendere accessibili tematiche molto complesse della ricerca scientifica, e di contestualizzare episodi fondamentali di storia della scienza in una prospettiva del tutto contemporanea». Questa affermazione conferma il filo di Arianna che collega il passato con il presente, nonché il grande valore che questo manoscritto avrà nel futuro.

Leonardo Da Vinci scrisse questo manoscritto nel suo periodo migliore, agli inizi del cinquecento: nel pieno dell’atmosfera rinascimentale e nel cuore della città «Scuola del mondo», come affermato da Benvenuto Cellini. Nel frattempo, Leonardo stava lavorando al dipinto murale della Battaglia d’Anghiari di Palazzo Vecchio, stava dando forma alle intuizioni che avrebbero condotto alla stesura del Codice sul Volo degli Uccelli, in cui presupponeva di poter far volare l’uomo. Si instaura così una rete di simboli, continuamente pervasa da un’ottica che non rimane rilegata nel passato: il manoscritto che oggi possiamo osservare diventa il testimone di un passato costruito mediante l’impegno che il Genio ha immesso nei suoi scritti, ma anche con uno sguardo rivolto a quello che lui considerava futuro, che noi consideriamo presente.

Oggi, l’opera in questione si rileva tanto più antica quanto più innovativa: l’ossessione per l’acqua dell’inventore lo portò a teorizzare il moto dei fiumi e presunti metodi per andare sott’acqua per un periodo prolungato. È anche grazie a Leonardo da Vinci che esistono i sottomarini e la maschera subacquea. Queste scoperte potranno essere minuziosamente osservate grazie all’utilizzo del Codescope, un dispositivo multimediale che consentirà di sfogliare le pagine una ad una e ingrandire gli aspetti più interessanti, confrontandoli anche con informazioni relative all’argomento in questione. Questo novità è una grande occasione per tutti: in questo modo si avrà l’opportunità di avvicinarsi in tutti i sensi ad un patrimonio artistico e culturale così importante, per elogiare il grande visionario che fu Leonardo Da Vinci.

Un dettaglio del Codice Leicester, in arrivo a Firenze nell’ottobre 2018

La mostra intitolata Il Codice Leicester di Leonardo Da Vinci. L’acqua microscopio della natura «invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità», indica il curatore della mostra Paolo Galluzzi. In questo modo, si esprime ufficialmente la grandezza di ciò che è stato intuito nel passato:  si è riscoperto nel presente e soprattutto garantisce una visione aperta del futuro, in cui anche i simboli che ci sono arrivati potranno avere un ruolo importante.

Se è vero che i simboli possano aiutarci a capire qualcosa del passato, forse potranno anche darci degli spunti per il futuro, per riscoprire in noi stessi aspetti dimenticati che invece detengono portata straordinaria. Il Codice Leicester, simbolo che ci parla della Firenze Rinascimentale, diventa uno strumento per la ricerca dell’avvenire.

Elisa Tiboni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.