#Irish – Joseph Sheridan Le Fanu, o i vampiri prima di Dracula

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#Irish – Joseph Sheridan Le Fanu, o i vampiri prima di Dracula

Le FanuJoseph Sheridan Le Fanu (Dublino, 28 agosto 1814 – ivi, 7 febbraio 1873) è, prima di Bram Stoker, il padre del vampirismo in Irlanda e, soprattutto, della prima vampira, Carmilla. Prima di passare a un’attenta analisi dell’opera di Le Fanu, vorrei concentrarmi sul suo composito background: nato nella capitale irlandese, ma, come dimostra il cognome, Le Fanu era di origine francese e la presenza francese in Irlanda non è casuale. Nel 1688 il Re Sole, attraverso l’Editto di Fontainebleu, revocò le concessioni politico-religiose a favore degli ugonotti (i calvinisti francesi) dell’Editto di Nantes (1598). Non c’è da stupirsi se i Le Fanu lasciarono la Francia per Dublino, enclave protestante su suolo irlandese. Allo stesso tempo l’autore irlandese poteva vantare un antenato d’eccezione, il commediografo Richard Brinsley Sheridan. 

Il padre, Thomas, era un presbitero della Chiesa d’Irlanda (la chiesa anglicana irlandese) e improntò l’educazione dei figli al tipico rigore calvinista. È essenziale, a mio parere, notare questo aspetto perché l’opera di Le Fanu sarà fortemente contraddistinta dall’elemento religioso e gotico. Prima di passare a una descrizione dei suoi scritti, vorrei brevemente concentrarmi sul vampirisimo. Se non fosse stato per John Polidori e per il suo The Vampyre (1819), le storie e i romanzi di vampiri sarebbero stati una vicenda tutta irlandese, in quanto Le Fanu e Stoker erano entrambi dublinesi ed esponenti di spicco del secondo gotico. La seconda ondata gotica si sviluppò unicamente nelle propaggini più remote del Regno Unito, Irlanda e Scozia, conservando i tratti essenziali del primo gotico (la narrazione inaffidabile, la molteplicità dei punti di vista e l’ambientazione in paesi cattolici), ma si aggiungono a questi aspetti l’esplorazione di tematiche legate alla sessualità (come vedremo in Carmilla).

Le Fanu

Le Fanu mostra l’influenza dell’elemento religioso nella sua descrizione di una minaccia che, dall’esterno, invade la solidità e la sicurezza dell’ambiente domestico (come a dire che il male può manifestarsi ovunque e in qualsiasi forma). Esso è ancora più evidente nella sua raccoltà più celebre, cioè In A Glass Darkly (1872, “In un specchio oscuro”). Il titolo prende le mosse da un verso di Paolo (1 Corinzi 13:12) dove si legge “perché ora vediamo in uno specchio, in modo oscuro”, con la speranza di vedere chiaramente nel giorno in cui vedremo Gesù Cristo. Tuttavia, per Le Fanu, lo specchio rimarrà oscuro, perché esso è una metafora del male e dell’oscurità dentro di noi; non c’è speranza di luce, esso serve a scrutare dentro noi stessi. La figura chiave delle storie della raccolta è il Dr Martin Hesselius, un investigatore dell’occulto che anticipa la figura del Van Helsing stokeriano, e che cerca di razionalizzare ciò che sempre impossibile. 

Le FanuLa storia più celebre di Le Fanu è indubbiamente Carmilla (1872), un tipo particolare di racconto gotico, dove l’autore si dedica allo studio del lesbismo. Gotica (e immancabilmente cattolica) è l’ambientazione della storia, la Stiria, dove si muove da secoli la vampira Mircalla Karnstein (di cui Carmilla è l’anagramma). La protagonista è una giovane donna di nome Laura, la quale si trova ad abitare in una vera e propria Torre di Babele, assieme al padre anglofono, alla tutrice francese e alla servitù di lingua tedesca. Se, come sintetizza Jurij Lotman, l’ambiente interno è sinonimo di ordine, lo stesso non si può dire di quello esterno, ma, in Carmilla, c’è perfetta coincidenza tra esterno e interno, facendo sì che il racconto si articoli come il regno del caos. Le Fanu fa intervenire Carmilla a questo punto: per Laura ella rappresenta ciò che Julia Kristeva ha definito l’abiettociò che deve essere rimosso in quanto non confacente all’ordine stabilito e viene dunque a configurarsi lo scontro tra materno e paterno. La madre di Laura appartiene alla famiglia Karnstein e Carmilla ne è, come già indicato sopra, la reincarnazione. Una reincarnazione molto particolare, in quanto Carmilla è lesbica e tenta di sedurre Laura (per questo ella si configura come l’abietto), finché la vampira non viene uccisa con un paletto nel cuore (che ricorda la forma fallica). Laura pensa di essersi liberata, ma come annuncia il titolo della raccolta di Le Fanu, Carmilla ha mostrato il lato nascosto e oscuro della protagonista, il quale era tenuto sotto il controllo paterno.

Joseph Sheridan Le Fanu non è soltanto un fine narratore di racconti gotici, ma, al tempo stesso, la sua narrativa presenta interessanti risvolti psicologici e di genere, dimostrando come anche l’Ottocento vittoriano non fosse assolutamente bigotto e assessuato. Egli insegnerebbe tanto anche ai nostri bigotti d’oggigiorno. 

Andrea Di Carlo per MIdacciodiCultura

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