Spazi900: l’espansione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma verso la modernità

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Spazi900: l’espansione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma verso la modernità

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

La grandezza del patrimonio culturale di un Paese, oltre che essere definita dai suoi monumenti, dai suoi musei e dai suoi teatri, è fortemente definita dalle sue biblioteche nazionali. In Italia ce ne sono persino due: una a Firenze e una a Roma. E la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dal 2015 fino a questi giorni, si sta progressivamente espandendo all’insegna del progetto Spazi900, un allestimento del museo letterario creato con le acquisizioni del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo di documenti letterari e cinematografici del secolo scorso, al fine di custodire e rendere accessibili a tutti anche le opere più rare e significative del Novecento.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma fu inaugurata il 14 marzo 1876, poco dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Assunse per questo lo stesso titolo della Biblioteca di Firenze, poiché precedente capitale politica dello Stato unitario: peraltro tutti gli Stati pre-unitari italiani avevano già loro biblioteche nazionali, i cui testi sono stati poi fatti convogliare in parte verso Firenze e Roma.

Sala di Elsa Morante

Fu situata in un’ala del Palazzo cinquecentesco del Collegio Romano, sede dell’antica Bibliotheca Secreta o Major dei Gesuiti,  che costituì il cuore pulsante della nuova Biblioteca coi suoi testi, a cui si aggiunsero poi anche i manoscritti di 69 biblioteche conventuali. Nel 1975 la Biblioteca Nazionale Centrale venne trasferita nell’attuale sede, un complesso architettonico razionalista progettato da Massimo Castellazzi, Tullio Dell’Anese e Annibale Vitellozzi e situato all’interno della zona archeologica del Castro Pretorio, fra la Città Universitaria e la Stazione di Roma Termini. La nuova Biblioteca, estesa per una superficie di oltre 50.000 mq, è divisa in quattro partiil deposito dei libri che si sviluppa su dieci piani; gli uffici, l’atrio e gli spazi per le mostre che insistono su un edificio di cinque piani; la Sala Conferenze come struttura a sé stante; le sale di lettura situate su un piano unico, attraversato da un’ampia galleria centrale.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, grazie a un’ingente raccolta di fondi pubblici e privati cominciata nel 1969 dall’allora direttore Emidio Cerulli col fine di aumentare l’archivistica contemporanea, ha accolto negli ultimi decenni sempre più documenti letterari e cinematografici di autori del Novecento. Librerie intere di Elsa Morante e Giovanni Macchia, archivi e carte autografe di Gabriele d’Annunzio e Pier Paolo Pasolini: questi sono solo alcuni dei nomi di cui la Biblioteca si è curata in questo periodo, tra cui rientrano anche autori meno conosciuti, ma degni di nota.

Sala di Pasolini

A inserirsi in questo solco è dunque il progetto Spazi900, con cui si intende esporre nel museo letterario della Biblioteca le opere più importanti del XX Secolo e renderle accessibili e comprensibili alla comunità il più possibile, creando così valore pubblico. La sala espositiva è stata inaugurata il 10 febbraio 2015 e si divide inizialmente in due parti. La prima consta del suo fulcro permanente, ossia La stanza di Elsa, dove viene ricreato il laboratorio di scrittura in cui Morante lavorava, attraverso gli arredi originari che componevano il suo studio; la seconda della sala inserita il 4 novembre 2015, ossia quella dedicata a Pier Paolo Pasolini e al suo rapporto con le borgate romane degli anni ’50 e ’60 in occasione dei 40 anni dalla sua scomparsa: Ragazzi leggeri come stracci: Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura. Oltre a queste due macro-sezioni, il 15 dicembre 2016 è stato poi inaugurato lo spazio dedicato a Grazia Deledda per celebrare gli 80 anni dalla sua morte e i 90 anni dal Premio Nobel, vale a dire Sotto il cedro del Libano: Grazia Deledda a Roma, mentre il 31 gennaio 2017 di quello dedicato a Carlo Levi, ossia Le attese del niente: Carlo Levi tra scrittura e pittura. Spazi900 trova infine una sua conclusione (per ora…) nel giugno del 2017 con l’allestimento delle due Gallerie degli scrittori, una dedicata al Primo Novecento, l’altra al Secondo. In queste Galleria si snoda quindi un percorso a 360° nella letteratura del Novecento, con una ricca testimonianza di documenti multimediali di personaggi come Pirandello, Svevo, Marinetti, Ungaretti, Saba, Montale e Quasimodo per la prima metà del secolo e di Moravia, Bertolucci, Penna, Vigolo, Calvino, Cerami e Bellezza per la seconda metà.

Si ha a che fare pertanto con un percorso dinamico, in cui una rete di relazioni e di cultura assume sempre nuove forme e suggerisce diversi spunti di riflessione. Il risultato è un excursus didattico a tutti gli effetti, capace di valorizzare in maniera efficace la Storia del Novecento e al contempo fornire uno spazio creativo indirizzato agli scrittori dei nostri giorni per continuare la nostra grande tradizione letteraria.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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