Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!

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Risale al 2015 la pubblicazione del libro Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché di Giulia Morello (Castelvecchi Editore), regista romana che ha deciso di raccontare la storia di Pippa Bacca, artista visionaria ed innovativa, che ha incontrato la morte durante una sua performance.

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Il libro, dal titolo particolare come la sua protagonista, è il primo autorizzato dalla famiglia e non solo ci narra la vita dell’artista e delle sue abitudini, come quella di vestirsi sempre di verde o di fare lavoretti temporanei finalizzati esclusivamente all’auto finanziamento, ma anche la strada percorsa della stessa autrice per risalire a più informazioni possibili circa il lavoro di Pippa e la sua tragica morte, che all’epoca dei fatti, nel 2008, destò non poco clamore.

Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca (Milano, 9 dicembre 1974 – Gebze, 31 marzo 2008), oggi avrebbe compiuto 43 anni. Nacque a Milano nipote dell’illustre Piero Manzoni, artista rivoluzionario e provocatore al quale dobbiamo l’invenzione della Merda d’artista. 

Pippa, da sempre abituata a girare il mondo in autostop prima in compagnia delle sorelle, poi da sola, l’8 marzo 2008 decise di partire con un’altra artista, Silvia Moro, per una performance itinerante dal nome Brides On Tour – Spose in Viaggio: le due, vestite da sposa, partendo da Milano sarebbero dovute arrivare a Gerusalemme in autostop, attraversando paesi colpiti da conflitti, al fine di promuovere e dimostrare la pace e la fiducia nel prossimo.

Le due artiste giunte a Istanbul, decisero di separarsi per alcuni giorni per poi rincontrarsi a Beirut, ma Pippa non arrivò mai: fu violentata e uccisa in Turchia da un uomo che le aveva dato un passaggio. Costui, una volta arrestato e condannato a 30 anni di carcere, non si è mai detto pentito del suo gesto.

Brides On Tour - Spose in Viaggio
Brides On Tour – Spose in Viaggio

Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché vuole rendere omaggio all’ingenuità di Pippa, violata nel suo profondo. Facile pensare che se la fosse cercata, che in certi paesi bisognerebbe saperlo che la considerazione delle donne è meno di zero, che sarebbe stato meglio non andare, ma l’artista voleva dare una chance all’umanità, proprio laddove le possibilità di riscatto erano assenti.

La sua arte consisteva nel trasformare gli oggetti in nuovi oggetti: Surgical Mutations (2004), per esempio, è una serie di opere che consiste in foglie tagliuzzate e ricomposte in modo da ricreare altre forme di vita vegetale, così come le foto di tutti coloro che le avrebbero dato un passaggio sarebbero dovute divenire a loro volta un mezzo di trasporto fatto di carta fotografica.

Ironia e leggerezza veicolatrici di importanti messaggi, di ideali e speranze. Una vita per l’arte, alla quale non è stata resa giustizia poiché il fatto di cronaca ha rimpiazzato l’interesse per la ricerca artistica di una persona devota alla creatività e al proprio lavoro.

Il titolo del libro ben esemplifica che tipo di donna fosse Pippa Bacca: quando il suo ragazzo le dichiarò di non amarla più, lei elaborò il dolore distribuendo 1500 spille ad amici e parenti con la scritta “Sono innamorato/a di Pippa Bacca chiedimi perché“, così che il ragazzo in questione, vedendole, avrebbe dovuto chiedere a tutti quel famoso perché, riflettendo quindi sulla sua esternazione.

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Verde, il colore che amava

Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché è un libro decisamente personale, perché personale era l’arte di Pippa, che nei suoi lavori ha sempre impiegato tutta se stessa e i suoi ideali.

Resta da domandarsi se, a distanza di 9 anni, ancora ci fa meditare la storia di quest’artista, se ha ancora qualcosa da dirci. Pippa Bacca è morta per la sua arte, ha compiuto un sacrificio pur di mantenersi fedele a se stessa, alle proprie convinzioni ed alla propria ragione di vita, ovvero l’arte. Per Pippa l’arte non era un mestiere ma la propria essenza e senza di essa si sarebbe spenta. Ha sfidato la malvagità umana rimanendone vittima, ma il messaggio che deve passare non deve essere di chiusura né di rinuncia, deve essere di tenacia e speranza. Senza persone ed artiste come lei, l’umanità non ha futuro.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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