La poesia di Maria Luisa Spaziani, la volpe di Montale

La poesia di Maria Luisa Spaziani, la volpe di MontaleMaria Luisa Spaziani, poetessa e scrittrice, insegnante, traduttrice e aforista, un vero e proprio talento italiano, nacque il 7 dicembre 1922 nella rigogliosa Torino, di famiglia borghese, un’origine che diede quel tanto di agiatezza economica che le permise affrontare gli studi, viaggiare, conoscere personalità di spicco del Novecento, affermarsi nel settore che amava e diventare importante.

Non ho mai avuto il piacere di incontrarla tra le pagine delle antologie di scuola, né di conoscerla dalle parole dei miei insegnati, forse per un’eccessiva sbadataggine che predilige i soliti noti, e quando infine, la incontrai per puro caso, ella era associata al nome di Eugenio Montale: Maria Luisa era la sua famosa volpe delle poesie, la protagonista della lirica Da un lago svizzero, un acrostico che contiene il suo nome e cognome.

La volpe Maria Luisa Spaziani incontrò Montale nel gennaio del 1949, ad una conferenza tenuta dal poeta al teatro Carignano di Torino, un incontro profetico tra la giovane ventiquattrenne innamorata di Proust e della Francia e il cinquantaquattrenne poeta di Ossi di Seppia, un incontro che rappresentò l’inizio di un legame intellettuale e affettivo molto forte. Per quindici anni il loro sodalizio fu forte, a testimonianza di questo una fitta corrispondenza poi raccontata dalla stessa Spaziani nel volume Montale e la Volpe. Scritti autobiografici. Non vissero mai insieme ma erano sempre vicini, viaggiarono molto, scrissero poesie e traduzioni a quattro mani, poi il graduale distacco letterario accentuato dalla distanza fisica, lei a Roma e lui a Milano, ma ciò non eliminò il forte affetto e la reciproca stima tra i due: nel 1978 la Spaziani fonda un centro di studi di poesia che anni dopo intitolerà proprio a Montale.

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Con Eugenio Montale

Maria Luisa Spaziani non è solo questo, ella fu una grandissima poetessa dotata di grande vitalità. Appena diciannovenne diresse una piccola rivista Il Dado ed ottenne gli elogi dalla stessa Virginia Woolf. Poi gli studi di lingue e l’avvio alla poesia con una delle sue raccolte più note, Le acque del Sabato (1954), che le diede un discreto successo.

Siamo alla metà del secolo quando prende il via la sua carriera nell’istruzione prima nei licei e poi all’Università di Messina, insegnando lingue e letteratura francese, il suo amore per la Francia lo trasmette anche ai suoi studenti e parallelamente continua la sua grande carriera di poetessa italiana. Tre volte candidata al premio Nobel, raggiunse il coronamento artistico con Giovanna d’Arco: romanzo popolare in sei canti in ottave e un epilogo (1990), una narrazione popolaresca in ottave nata dal fascino che questa paladina, una santa con la spada in mano, suscitava nella mente della poetessa sin da giovanissima. L’ultima sua raccolta è stata pubblicata nel 2012 e si intitola L’opera Poetica.

La poesia di Maria Luisa Spaziani, la volpe di MontaleUna carriera di quasi cinquant’anni fatta di continuo lavoro, ricerca, scrittura e dedizione per la letteratura. La morte la incontrò all’età di 91 anni, il 30 giugno 2014, la volpe non si sarebbe mai voluta fermare, ma la sua grande eredità resta viva ancora oggi.

Aspetterò

Aspetterò il futuro
quando avrò novant’anni.
Chi non lo fa si rassegna alla morte.
Mordo il tempo
questa albicocca matura
oh, docile creta per il genio dello scultore.
La morte è molto offesa
vedendo che non le credo.
Per me il suo passaporto non è valido
ho troppo da fare qui
vorrà lasciarmi in pace.
Sciuperei sottoterra
troppo tempo prezioso.
La morte l’ha inventata
qualcuno che ci ama.
Vuole che lavoriamo fingendoci scadenze
ma dalla finestra si aprono
praterie infinite dove i miei cavallini
galoppano a briglia sciolta.
Aspetterò…

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 7th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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