Pigmalione

Loro di Roma – Pigmalione: l’amore tra finzione e realtà

Bronzino

Il mito di Pigmalione, narrato da Ovidio nel X libro delle Metamorfosi, è una storia d’amore apparentemente impossibile. Come mai?

Il mito

Pigmalione era un abile scultore di Cipro, così devoto all’arte da rinunciare al matrimonio per potersi interamente dedicare alle proprie opere. Un giorno realizzò una statua eburnea di donna, di bellezza superiore a tutte le altre e se ne innamorò perdutamente. La battezzò Galatea e iniziò ben presto a rivolgerle una devozione particolare, colmandola di tenerezza, doni e regali. Si rivolse anche agli dei pregandoli di tramutarla in sua sposa: la dea Afrodite, accolta la supplica, fece animare la statua che diventò così una donna in carne ed ossa. Pigmalione non riusciva a credere ai propri occhi! La dea, particolarmente soddisfatta, presenziò al matrimonio di cui era stata artefice e dopo che «per nove volte la luna ebbe congiunto le sue corna a completare il cerchio» (e cioè dopo nove mesi), la sposa generò Pafo, da cui l’omonima isola greca prese il nome.

Pigmalione nell’arte

Raoux

Gli artisti durante il corso dei secoli hanno spesso rappresentato il mito di Pigmalione. Il Bronzino nel suo Pigmalione e Galatea realizzato nel 1529 circa, scelse di ritrarre l’uomo inginocchiato mentre prega la dea Afrodite di esaudire il suo desiderio. Jean Raoux invece nel 1717 nella sua opera optò per una lettura del mito in chiave più edonistica e sensuale, ritraendo lo scultore mentre stupefatto contempla la sua creazione, ormai viva. Quello di Pigmalione è un mito che ben si presta alla rappresentazione teatrale, tanto cara a François Boucher che nella sua versione di Pigmalione e Galatea, datata al 1742 (immagine di copertina), si concentrò sul momento in cui la statua prese vita, un vero e proprio travestimento dal gusto barocco! La visione romantica di fine 1800 presenta invece due versioni dedicate all’amore: nel Pigmalione e Galatea di Jean Leon Gerome, l’artista lentamente si avvicina alla sua statua ormai animata per donarle un dolce bacio; mentre nell’opera omonima di Edward Burne-Jones, Pigmalione è inginocchiato davanti all’oggetto del suo desiderio, ormai divenuto splendida fanciulla.

Il significato del mito

Edward Burne-Jones

Il mito racconta come l’aiuto e l’intervento divino possano portare gioia immensa all’uomo. Il desiderio di Pigmalione viene esaudito perché non si tratta di un uomo che vinto da furore commette atti di empietà, anzi: è un uomo che sceglie consapevolmente di abbandonare la realtà per rifugiarsi nella perfezione dell’arte. L’amore per la statua si rivela un sentimento puro, che trova la sua ragione d’essere nella sensibilità dell’animo umano: un’esigenza tutta interiore che racchiude il desiderio di un amore autentico e pulito. Il trionfo del “bello ideale” espresso dal mito è ciò che sancisce il successo del racconto ovidiano, che viene ripreso e riproposto nel corso dei secoli, come una sorta di manifesto estetico.

L’Asino d’Oro – Associazione Culturale per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 6th, 2017 in Articoli Recenti, Carpe Diem

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