Modigliani

Un sguardo nuovo su Amedeo Modigliani alla Tate Modern di Londra

Si è aperta il 23 novembre e sarà visitabile fino al 2 aprile 2018 la mostra semplicemente intitolata Modigliani presso la Tate Modern di Londra. L’esposizione, curata da Nancy Ierson – responsabile della sezione International Art – e da Simonetta Fraquelli, curatrice indipendente, ha come soggetto il genio di Amedeo Modigliani, qui però raccontato osservando un punto di vista inedito del personaggio. Non viene infatti raccontato il solito mito dell’artista “problematico”, malato, dipendente dall’assenzio e povero, ma viene rappresentato l’uomo Modigliani che interagisce con la Parigi che lo accoglie ai primi del Novecento, quando ancora giovanissimo decide di trasferirsi in Francia per dare davvero inizio alla sua carriera di artista.

Nato a Livorno nel 1884, dopo aver vissuto in diverse città italiane fra cui Venezia dove studia all’Accademia di Belle Arti, Modì (soprannome col quale l’artista è conosciuto) si trasferisce nella capitale francese con l’intenzione di far emergere il suo genio creativo. Nell’esposizione si vuole raccontare perché Parigi ebbe un ruolo così importante nella vita di Modigliani, tanto che la prima sala della mostra del Tate si propone di riprodurla attraverso immagini, proiezioni ed effetti speciali. Del resto, la capitale francese – che all’epoca era il crocevia più importante per l’arte internazionale – è responsabile di ciò che maggiormente  influenzerà la produzione artistica di Modigliani: dai primi incontri con l’arte di Cézanne alla conoscenza di Toulouse-Lautrec, Van Dongen e Brancusi. 

La mostra londinese propone sia l’artista pittore con i suoi inconfondibili ritratti, sia l’artista scultore con le sue opere chiaramente ispirate all’arte africana ed oceanica, sempre conosciute grazie esperienziale parigina. Questa veste di scultore offre una prospettiva interessante perché indubbiamente più inedita rispetto al suo ruolo di pittore e ritrattista. Le sculture sono in pietra, non sono dipinte e presentano iconograficamente lo stesso stile delle pitture: i volti sono molto allungati, gli occhi rappresentati come sottili fessure allungate oppure a forma mandorlata, le acconciature sono ridotte all’essenziale; l’impostazione sembra quasi richiamare le figure arcaiche dell’antica Grecia.

Uno dei dipinti più famosi del genio livornese esposti temporaneamente a Londra invece, è Nudo disteso (1918) proveniente dal MoMA di New York osservabile in copertina: un quadro che racchiude tutte le principali caratteristiche dell’artista del primo Novecento. Come è tipico delle sue rappresentazioni, la donna è nuda, sdraiata, con atteggiamento rilassato, quasi ammiccante; la volumetria del corpo ben ricorda i volumi di Cézanne.

Amedeo Modigliani, Nudo seduto (La belle romaine), 1917

Se i nudi femminili sono un tratto peculiare di Modì, altrettanto lo sono i ritratti, sempre femminili, che propongono un risultato che si colloca a metà strada fra “l’omaggio” ritrattistico e una visione ideale che l’uomo aveva della donna che gli stava davanti. Difatti, egli quando dipinge un volto ne fissa sulla tela solo i tratti fisiognomici principali, ma poi ne elabora una visione “mentale” che rende il ritratto idealizzato e non veritiero: è per questo, che in base alla percezione o al sentire del pittore, i colli si allungano, gli occhi spariscono o diventano vere e proprie fessure, i corpi diventano slanciati come fossero forme dell’architettura gotica. Il risultato diventa così quello di una figura surreale, enigmatica, da decifrare, ma presenta comunque i tratti tipici della femminilità alla quale Modigliani non manca mai in nessuna opera di rendere omaggio. Questa peculiarità di idealizzare l’immagine alterandone la forma, trova probabilmente spiegazione nella volontà manifestata fin dal suo arrivo a Parigi di voler cercare una propria originalità, una propria dimensione, un “motivo” per essere ricordato nei secoli ed essere considerato unico nel panorama dell’arte. Evidentemente, se questo era l’obiettivo che Modigliani si era prefissato, è stato raggiunto in pieno.

Modigliani
A cura di Nancy Ierson e Simonetta Fraquelli
Tate Modern, Londra
Dal 23 novembre 2017 al 2 aprile 2018

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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By on dicembre 6th, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Visual & Performing ARTs

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