Baldassarre Castiglione

Il cortegiano di Baldassarre Castiglione, padre della modernità

Mi scusi Presidente,

ma forse noi italiani

per gli altri siamo solo

spaghetti e mandolini.

Allora qui mi incazzo,

son fiero e me ne vanto,

gli sbatto sulla faccia

cos’è il Rinascimento. 

Giorgio Gaber, Io non mi sento italiano

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Baldassarre Castiglione ritratto da Raffaello

Anche i soggetti meno patrioti, alla parola “Rinascimento”, si sentono infuocare da un orgoglio forte quanto il tempo che, ormai, ci separa da quella grandezza.

Era il tempo delle corti come centri culturali, della coscienza del libero arbitrio di Pico della Mirandola, di Lorenzo il Magnifico, di Leonardo da Vinci, dei grandi letterati e dei grandi artisti: Brunelleschi, Masaccio, Donatello, e chi più ne ha più ne metta. Potremmo andare avanti per ore a elencare nomi altisonanti, nomi che facevano allora dell’Italia il più grande centro culturale che il mondo abbia mai visto (e che vedrà mai, vista la situazione attuale), ma siamo qui per celebrare una figura in particolare, quella di Baldassarre Castiglione (Casatico, 6 dicembre 1478 – Toledo, 8 febbraio 1529).

Come molti diplomatici e letterati prima e dopo di lui, prestò servizio nelle principali corti italiane: fu a Mantova, presso Francesco II Gonzaga, per poi spostarsi ad Urbino, alle dipendenze di Guidobaldo da Montefeltro e Francesco Maria I della Rovere. Oltre a tutto ciò, fu ambasciatore a Roma e, dopo essere rimasto vedovo, prese i voti e divenne nunzio apostolico (nunzio pontificio all’epoca di Castiglione). En passant, in mezzo a tutti gli impegni politici e diplomatici, trovò il tempo per dare vita ad un’opera che viene considerata emblematica al fine di cogliere il significato del pensiero rinascimentale: Il cortegiano.

Potremmo considerare il lavoro di Castiglione come un vero e proprio manuale su come comportarsi a corte per entrare nelle grazie del principe. Rimanendo infatti in tema di principi e manuali, il parallelismo con Machiavelli sorge spontaneo, ma, se in questo ultimo il fine primo di ogni persona deve essere quello della preservazione della propria persona, in Castiglione questo si trasforma in “cortegiania”, ovvero consumare la propria vita di corte con la certezza di essere visti di buon occhio dal proprio principe.

balda-vitruvioL’arte a cui viene data più importanza è quella della conversazione, intesa come mezzo per girare a proprio favore qualsiasi discussione, generando un piacere nei propri confronti da parte del principe. Non è un caso infatti che all’interno dell’opera, che si snoda attraverso un sistema di dialoghi, uno dei protagonisti sia proprio Pietro Bembo, colui il quale diede vita al movimento del Petrarchismo, e, oltre a questo, faceva parte dei ciceroniani, gruppo che, come filosofia di vita, aveva quello di ritornare ai modelli della classicità romana.

Tutto questo testimonia quanto l’opera di Baldassarre Castiglione non sia solo una testimonianza fondamentale della prosa rinascimentale, ma una tra le principali fonti storiche di una delle epoche più splendenti che siano mai trascorse. Avremmo ancora un atout da spendere, per chiarire almeno superficialmente la profondità ed il valore di questo, ennesimo, eclettico pensatore rinascimentale: voglia, alla fine della vicenda, porre l’attenzione che il pensiero di Castiglione si è oltretutto svincolato decisamente dagli schemi di pensiero della metafisica. Ciò potrà anche apparire logico ad un pensiero superficiale sulla natura filosofica del Rinascimento, ma in realtà questa disposizione mentale era di una modernità sorprendente e del resto la “rinata” cultura aveva accenti utilitaristici e razionali che mal si accordavano con l’inconsistenza e la distanza dal reale della filosofia, e più in generale dalla visione del mondo, della metafisica.

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Machiavelli

All’origine del moderno, o meglio della modernità intesa come pensiero moderno, come ebbe a notare anche Hegel, non vi è quindi la letteratura tout court, ma anche e soprattutto un genere particolare: il manuale, quasi un vademecum, un prontuario pratico di politica applicata (ma ragionata e non cialtrona come gli indegni epigoni): il più noto Principe di Machiavelli, quindi, e appunto il Cortegiano di Castiglione.

Decisamente, un tempo in cui la cultura era veramente l’arma migliore che un uomo potesse estrarre.

Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 6th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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