Alexandre Dumas e la fortuna di una letteratura dal popolo per il popolo

Alexandre Dumas e la fortuna di una letteratura dal popolo per il popolo

Alexandre Dumas e la fortuna di una letteratura dal popolo per il popoloSebbene Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Puys, località di Dieppe, 5 dicembre 1870) non possa essere annoverato tra i grandi scrittori dell’Ottocento, la sua figura rappresenta un elemento molto importante della cultura romantica. Dumas abbandonò ben presto i generi della letteratura aulica per dedicarsi al teatro di vaudeville, ossia leggero, e alla prosa industriale, come fu soprannominata da Saint-Beuve per mettere in risalto l’aspetto seriale della produzione. Questo tipo di letteratura popolare, consumistica, è certo un aspetto importante della cultura ottocentesca, la cui eredità si prolunga sino ai nostri giorni.

Le origini di Alexandre Dumas sono alquanto inconsuete per uno scrittore francese. Suo padre, infatti, noto come Général Dumas, era figlio di un marchese francese e di una schiava haitiana di origine africana. Poiché il generale, il cui vero nome era Thomas Alexandre Davy de la Pailleterie, si opponeva alla politica imperialista di Napoleone e per questo era in disaccordo con la sua famiglia d’origine, ne ripudiò il nome assumendone uno che ricordava le origini della madre: femme du mas significa infatti “donna della masseria”. Alexandre Dumas non ebbe tuttavia la fortuna di conoscere suo padre poiché morì precocemente e crebbe in condizioni di grave indigenza. Tuttavia, egli dimostrò sin da subito un grande interesse per la letteratura e, nonostante le proprie condizioni economiche, all’età di 21 anni riuscì ad essere assunto dal duca di Orléans.

Alexandre Dumas e la fortuna di una letteratura dal popolo per il popoloInizialmente chiamato come semplice copista, egli qui iniziò la propria carriera come scrittore. Dapprima si diede alle opere di teatro, specializzandosi nel dramma romantico, e in seguito scrisse alcuni romanzi storici di cui i più celebri sono: La Regina Margot, I tre moschettieri e Il conte di Montecristo. Alexandre Dumas è considerato il padre del feuilleton, una tecnica che consiste nel far conoscere un capitolo alla volta del proprio romanzo pubblicandolo su un giornale, il che permette di tenere avvinghiati i lettori alla storia. Per rendere la tecnica ancora più efficace gli scrittori avevano l’abitudine di far terminare i propri capitoli con dei colpi di scena che obbligassero il lettore a comprare il numero successivo. Si tratta di una tecnica simile a quella che viene usata oggi nelle serie televisive.

Il successo dei propri romanzi non gli impedì nell’ultima parte della sua vita di soffrire di una crisi finanziaria dovuta soprattutto alla vita dispendiosa e bohémienne che conduceva. Basti pensare che nel 1844 si era fatto costruire il castello di Montecristo in cui viveva e dove faceva rappresentare numerosi spettacoli. La situazione economica lo portò a viaggiare tra il Belgio, la Germania e la Russia per riuscire infine a sanare i propri debiti. Egli fu inoltre un grande sostenitore di Garibaldi a cui fornì un valido sostegno, entrando persino a far parte della massoneria. Nel 1861 pubblicò I garibaldini nella quale raccontava la battaglia di Calatafimi a cui aveva personalmente assistito.

Nella corso della sua tumultuosa vita ebbe anche un figlio: nel 1824 nasce Alexandre Dumas figlio, per l’appunto, a sua volta scrittore, che donerà al mondo un capolavoro quale La signora delle camelie, che ispirerà La traviata di Giuseppe Verdi.

Alexandre Dumas e la fortuna di una letteratura dal popolo per il popoloRiguardo al valore letterario dell’opera di Alexandre Dumas vi sono pareri contrastanti. Da una parte, infatti, a causa della sua prosa con periodi lunghi e ridondanti e della scarsa attenzione al valore artistico e storico della propria produzione, Dumas è considerato uno scrittore di secondo ordine. Dall’altra non ci è dato sapere quanto dei propri romanzi fosse lui stesso a redigere poiché sappiamo che si avvaleva dell’aiuto di alcuni collaboratori. Tuttavia, resta il fatto che i personaggi dei suoi romanzi, quali d’Artagnan o Edmond Dantès, hanno avuto una grandissima fortuna e si sono trasformati in grandi miti nell’immaginario popolare.

Personaggio eccentrico, che condusse una vita sempre all’insegna dell’eccesso, del pericolo, e dell’avventura non disdegnò mai l’impegno politico attivo e la partecipazione a imprese rivoluzionarie, Dumas rappresenta certo un elemento antitetico nel grande panorama della letteratura francese ottocentesca. La sua opera ci ha lasciato in eredità una concezione di letteratura il cui primo destinatario potrebbe non essere soltanto un pubblico colto e altolocato, ma anche quello delle masse popolari delle quali egli, con le sue trame avvincenti e colorate, seppe attirare l’attenzione. I suoi romanzi hanno saputo, così, dare la parola a grandi storie di riscatto e di rivendicazioni in cui i ceti meno privilegiati potessero riconoscersi, creando, nello stesso momento, delle figure di fama universale. Una cultura dal basso che vuole ricordarci che la storia della letteratura non è fatta soltanto dai grandi nomi.

Consuelo Ricci per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 5th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing
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