invecchiare

Die kraft des Alters: Vienna celebra la bellezza dell’invecchiare

È un dato di fatto: si vive più a lungo che in passato e nonostante invecchiare sia la prerogativa di ogni essere umano, si ambisce sempre di più all’eterna giovinezza. Se braccia cascanti, macchie sulla pelle e capelli grigi spaventano chiunque, la mostra Die kraft des Alters (la forza dell’età) al Belvedere Inferiore di Vienna vuole invece porre l’attenzione su come invecchiare significhi acquisire potere, esperienza di vita e saggezza, volendo approfondire anche la percezione che l’arte contemporanea e la società hanno della terza età.

Così le opere di Klimt, Schiele, Picasso, Degas, Koling e tanti altri artisti diventano un monito per ricordare che invecchiare non è solamente una tappa biologica del percorso naturale, ma è specialmente un vero e proprio processo culturale che tende a negare la naturalità di questo stadio della vita. In una società che ci vuole costantemente belli e giovani, in cui invecchiare significa perdere di appeal e di considerazione, questa esposizione rimarca il concetto che si diventa inesorabilmente vecchi solamente quando ci si sente veramente vecchi.

Oramai, dall’industria cinematografica fino a quella cosmetica, lo stereotipo preminente è quello di anziani che vogliono apparire eternamente giovani, mettendosi in competizione con ragazzi di vent’anni, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la terza età in una rinnovata gioventù. Proprio a partire da questa evidenza, la curatrice della mostra Sabine Fellner ha voluto porre in tal modo alla società una serie di interrogativi volti a elaborare diversamente il rapporto tra società e vecchiaia. Infatti sono diversi gli artisti che hanno continuato a realizzare opere anche superato il traguardo degli ottant’anni, riuscendo a percepire diversamente opportunità e limiti dell’invecchiare, aldilà dei soliti pessimismi o dei termini idealizzanti.
Proprio per contrastare la discriminazione operata nei confronti degli anziani, Stella Rolling, CEO dell’istituzione museale che ospita la mostra, ha voluto spiegare così la scelta di esporre immagini di over 50 che irradiano forza, bellezza e gioia di vivere nell’ultimo periodo della loro vita.

In questa esposizione non ci sono fini ottimistici, pessimistici o idealizzanti, ma semplicemente pragmatici. La volontà è di mostrare i punti di forza e le limitazioni di chi non ha più l’energia dell’età dell’oro, e di sottolineare il passare inesorabile del tempo con i pro e i contro di un’età che non viene quasi mai accettata. Difatti ai primi accenni di rughe si interviene immediatamente al fine di nascondere l’avanzare degli anni, senza rendersi conto che sono proprio quei solchi sulla pelle a ricordare una vita trascorsa pienamente. E se la società preferisce relegare gli anziani in un anfratto della quotidianità, questa sarà una perdita per tutti, sopratutto per i giovani che hanno solamente da imparare da chi ha vissuto e sperimentato e compreso che significa veramente vivere.

Uno scatto di Joyce Tenneson

E l’arte invece cosa può fare? L’arte nasce con l’uomo e ne segue da sempre l’evoluzione e le tappe della vita e ci ricorda che se Michelangelo a sessant’anni ha potuto dipingere la volta della Cappella Sistina e Monet a settant’anni suonati ha prodotto le ultime Ninfee, significa che invecchiare non va considerato un male, ma magari la possibilità di raggiungere nuovi inaspettati traguardi.

Die kraft des Alters
a cura di Sabine Fellner
Belvedere Inferiore, Vienna
Dal 17 novembre 2017 al 4 marzo 2018

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
By on dicembre 3rd, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Visual & Performing ARTs

RELATED ARTICLES

Leave Comments

quattro − 2 =

Su Facebook

Su Instagram

Su Twitter