Revolution

Revolution. Musica e ribelli 1966-1970: in mostra gli anni che hanno cambiato l’Occidente

Aprirà i battenti domani la mostra Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock presso la Fabbrica del Vapore di Milano, dopo aver fatto tappa al Victoria and Albert Museum di Londra.

L’esposizione è dedicata a quel breve ma diabolicamente intenso periodo della storia del ‘900 che ha stravolto completamente la cultura occidentale, dagli aspetti più pop a quelli più elevati, dalla musica al consumo, dal cinema ai valori, dalla moda alla politica, forgiando quello che tutt’oggi è il nostro gusto e la nostra visione del mondo. Per raccontare quei 1826 giorni, numero preciso indicato proprio per sottolineare la rapidità dei cambiamenti avvenuti nel secolo breve, troviamo 500 “reperti” che permetteranno al pubblico di vivere in prima persona quel periodo, quella frenesia che correva lungo l’asse Carnaby Street-Woodstock passando per l’sola di Wight, Parigi e la Bay Area. In mostra c’è quell’ottimismo che oggi vediamo come ingenuità che spinse milioni di persone a cambiare, a trasgredire: cambiare modo di vestirti, di ballare, di cantare ma anche di pensare, impegnarsi, immaginare il futuro. La musica si fa manifesto, icona, esempio, feticcio di questi anni, è la quintessenza della novità, della rivoluzione: scandalizza, sconvolge ma soprattutto scuote i corpi e le menti.

Beatles, i Rolling Stones, gli Who, Twiggy, Mary Quant sono i nomi principali che animano Londra e dopo di loro il mondo non sarà più lo stesso. Infatti non solo la musica cambia le regole del gioco, anche la moda, che libera il corpo soprattutto delle donne, che ora mostrano senza vergogna le gambe, magari a uomini che lasciano crescere lunghi i propri capelli, segnando un taglio netto con un passato rigido e impostato. Il mondo cambia, i ruoli cambiano e gli abiti sono il modo più immediato per gridarlo: in mostra troviamo appunto diversi abiti dell’epoca.

In Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock c’è anche spazio però per l’Italia: come visse il nostro paese quel periodo? Negli anni ’60 il boom economico arriva anche qui e con esso un aumento della scolarizzazione. Raddoppiano gli iscritti nelle università, che però non sono pronte per accogliere così tanti studenti, senza contare che le gerarchie che le gestiscono sono ancora “vecchio-stampo”, legate a un mondo che ormai non esiste più, fatto di conoscenze, classi sociali e chiusura. Ecco che iniziano le occupazioni, in particolare quella dell’Università di Trento, e col ’68 la protesta diventa politicizzata come ogni aspetto della vita degli italiani, compresa la musica. Tutti sono coinvolti, non solo gli studenti ma anche e soprattutto i lavoratori lottano per il cambiamento, mentre il cantautorato dell’epoca li racconta come racconta i grandi ideali come l’amore e l’amicizia, bandiera dei giovani “sognatori” del periodo.

L’esposizione alla Fabbrica del Vapore non vuole essere un’operazione nostalgica, bensì il racconto di un periodo glorioso in cui gli ideali avevano ancora un peso, supportati da una maggior consapevolezza collettiva dovuta anche da una diffusione del benessere, una volta lasciatosi alle spalle l’orrore della guerra. Parlavamo di ottimismo e ingenuità: ebbene, ripensare al sogno di chi sperava in un modo fatto di pace e tolleranza fa sorridere, perché quel sogno a tutt’oggi sembra del tutto irrealizzabile. E che ne è stata di quell’estetica rivoluzionaria? Che ne è stata di quella richiesta di musica, abiti e film moderni, nuovi e rappresentativi di una generazione? Sono diventati uno standard per la produzione in serie di prodotti, siano essi d’entertainment o di consumo: il guadagno ha vinto sull’innovazione.

Come usciremo da questa mostra? Nostalgici, amareggiati o motivati a replicare i fasti di quei 1826 giorni? A ciascuno la personale risposta.

Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock
A cura di Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum di Londra con Francesco Tomasi, Clara Tosi Pamphili e Alberto Tonti
Fabbrica del Vapore, Milano
Dal 2 dicembre 2017 al 4 aprile 2018
Mostra co-prodotta da Comune di Milano-Cultura, Fabbrica del Vapore e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 1st, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Mostre, MUSIC

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