Alle Gallerie d’Italia di Milano in mostra gli eredi di Caravaggio

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Alle Gallerie d’Italia di Milano in mostra gli eredi di Caravaggio

Martirio, Strozzi

Gallerie d’Italia è uno spazio dedicato all’arte e alla cultura di proprietà del Gruppo Intesa Sanpaolo e si trova in tre punti della nostra penisola: a Milano in Piazza Scala, a Napoli presso il Palazzo Zevallos Stigliano e a Vicenza presso il Palazzo Leoni Montanari. Alle Gallerie d’Italia del capoluogo lombardo si respira proprio l’aria suggestiva, armoniosa e splendente dell’arte, infatti il polo si trova nel cuore della città, negli stessi palazzi costruiti tra Settecento e Novecento, che hanno fatto la storia di Milano. Inoltre, il fatto che le Gallerie si trovino esattamente in quel punto costituisce anche un fatto simbolico, poiché a due passi vi sono Palazzo Marino, sede del Comune, e il Duomo, luogo religioso per eccellenza. Così, secondo una certa prospettiva, nasce una sinergia tra cultura, amministrazione cittadina e fede. Nei prossimi mesi Gallerie d’Italia di Milano risvegliano la storia dell’arte grazie all’allestimento L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri. Napoli, Genova e Milano a confronto – 1610-1640. La mostra, inaugurata ieri e visitabile fino all’8 aprile 2018, è curata da Alessandro Morandotti, con la collaborazione di Gianfranco Brunelli e Valter Palmieri, e ha beneficiato del patrocinio del Ministero dei beni culturali e delle attività culturali e del turismo e del Comune, della partnership dei Musei di Strada Nuova di Genova e della collaborazione dell’Università degli Studi di Torino.

Riflettendo sull’esposizione, certamente ci si chiede come non si possa trovare un eguale come Michelangelo Merisi nella pittura italiana del Seicento (e non solo). La cultura caravaggesca infatti si è affermata in tutti i centri che il maestro ha visitato, instaurando rapporti con altri artisti e committenti, trasmettendo tecniche di pittura e rendendo sempre in divenire il panorama artistico del Paese. In particolar modo sono Milano e Genova le due città gemellate per gli affari artistici e letterari, che portano alla fama anche autori come Assareto e Giovan Battista Marino. La collezione Doria era detta ricca «dei più eccellenti maestri del mondo, per nutrire diversi giovani studiosi in un’Accademia nella propria casa».

Gallerie d’Italia, Milano

L’ultimo Caravaggio presenta sette sezioni dedicate alla pittura del Seicento secondo gli artisti prescelti, grazie alle collezioni delle famiglie Doria, Marcantonio e Giovan Carlo, che al loro tempo, attraverso attività bancarie e di mecenatismo, hanno avuto influenza sulla tutela del patrimonio artistico. In questo modo, raccogliendo da collezioni diverse, si mettono a confronto tre città: come reca il titolo, Napoli, Genova e Milano. Questi tre centri durante il Seicento giravano nell’orbita spagnola e rappresentavano una tensione dell’arte tra Caravaggio stesso e il nascente Barocco. Infatti non sono tre città qualunque: dalla prima si spostò l’ultima opera di Caravaggio nel 1610, nella prima arrivò appunto il Martirio di sant’Orsola, alla terza alcuni artisti del tempo miravano, dopo essere approdati a Genova. Altrettanto non casualmente il focus dell’allestimento è il cosiddetto ultimo Caravaggio, che rappresenta il martirio di sant’Orsola. La tela fa parte della Collezione Intesa Sanpaolo ed è conservata alle Gallerie d’Italia di Napoli, infatti il committente era stato il partenopeo Marcantonio Doria. La città non rimase così stupita come probabilmente l’autore si immaginava, e questo già significava il cambiamento di gusto artistico del tempo: pochi anni dopo, infatti, Bernardo Strozzi realizzerà il suo Martirio di sant’Orsola, che mostra caratteri più barocchi. Anche un terzo artista esposto ha raffigurato il medesimo episodio della santa: Giulio Cesare Procaccini. E tra le cinquanta opere complessive,  sempre di Procaccini spicca l’Ultima cena: una tela monumentale di quaranta metri quadrati che originariamente è collocata presso la Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato a Genova, ed è stata restaurata dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino. Tra gli artisti stranieri seicenteschi selezionati per l’allestimento, troviamo Rubens e van Dyck, autore dei dipinti San Paolo, San Mattia e Il Cristo della moneta. 

Martirio di Sant’Orsola

Per incentivare la conoscenza della storia dell’arte Gallerie d’Italia organizza visite guidate ogni domenica del mese, andando quindi alla scoperta di sfaccettature stilistiche della pittura seicentesca, e ci saranno inoltre due visite speciali nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio (per raccontare i drammi, le passioni, il tormento e la disperazione di storie d’amore sepolte nel passato, sempre attraverso la storia dell’arte) e della Festa della Donna, l’8 marzo (per raccontare storie di donne leggendarie come Salomé, Maria Maddalena, Berenice, Orsola). In aggiunta, sono specificatamente dedicate a Caravaggio le conferenze a cura di Andrea Kerbaker, che presentano un carattere interdisciplinare tra letteratura, storia dell’arte, cinema e design. Continuando, di nuovo sintomo di interazione tra i diversi enti culturali di Milano, troviamo attività collaterali quali concerti di musica barocca presso Palazzo Marino, approfondimenti cinematografici, workshop di disegno e laboratori dedicati appositamente a scuole e bambini.

In conclusione, sia la mostra stessa L’ultimo Caravaggio sia lo spazio delle Gallerie d’Italia non sono altro che la testimonianza che con la cultura si può anche vivere, e se questo non è possibile per tutti, almeno con essa si può sognare e perdersi un po’ nella bellezza e nella storia passata capace di portare con sé fascino e mistero.

L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri – Napoli, Genova e Milano a confronto
A cura di Alessandro Morandotti
Gallerie d’Italia, Milano
Dal 30 novembre 2017 al 8 aprile 2018

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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