Winston Churchill, il premier della guerra e del dopoguerra

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Winston Churchill, il premier della guerra e del dopoguerra

Churchill
Winston Churchill

Winston Churchill nacque il 30 novembre 1874 a Woodstock e «Nothing but blood, toil, tears and sweat – Soltanto sangue, fatica, lacrime e sudore» furono le parole che passarono alla storia, pronunciate da lui il 13 maggio del 1940 alla Camera dei Comuni, dopo appena tre giorni dalla sua nomina a Primo Ministro.

Quelle parole avevano un riferimento ben specifico, vale a dire i sacrifici che egli avrebbe chiesto alla Gran Bretagna per sconfiggere le potenze dell’Asse.

Winston Churchill, in effetti, fu il premier che guidò la Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Creando, al suo insediamento, un governo di unità nazionale con i conservatori, i laburisti e i liberali, guidò il suo Paese contro la Germania nazista, l’Italia fascista e il Giappone nazionalista, riuscendo ad infliggere all’Asse sonore sconfitte sul campo, sia aeree (ad esempio, nella battaglia di Inghilterra del 1940, nella quale l’aviazione tedesca – la Luftwaffe – nulla poté contro la superiorità di quella britannica – la RAF, Royal Air Force), sia terresti (un altro esempio, durante lo scontro di El-Alamein in Egitto del 1942, nel quale le armate nazi-fasciste del feldmaresciallo Erwin Rommel furono messe in rotta dalle divisioni del generale britannico Bernard Law Montgomery).

Churchill non fu, però, solo un “premier di guerra”. Certo, partecipò, insieme a Fraklin Delano Roosevelt e Iosif Vissarionovič Džugašvili soprannominato Stalin, alla conferenza di Teheran (1943, nella quale si decise di appoggiare Tito, di avviare l’operazione Overlord per liberare la Francia e di aprire un nuovo fronte di guerra alla Germania in Italia), ma fu presente, sempre con Roosevelt e Stalin, anche alla conferenza di Yalta (1945), in cui si decise di incoraggiare nuove elezioni democratiche nei Paesi liberati dall’Asse, di creare l’ONU per vigilare, in futuro, sulla pace in Europa, di smembrare e smiliritarizzare la Germania sconfitta dividendola in quattro “zone di occupazione” spartite tra i vincitori della guerra (Usa, Urss, Gran Bretagna e Francia) – preludio della futura divisione della Germania e di Berlino in due parti e, quindi, della Guerra Fredda.

La Conferenza di Yalta

Oltre ad essere un politico avveduto, Churchill nella vita privata fu uno storico, uno scrittore, un giornalista e un pittore. In particolare, si dilettava nella riproduzione ad olio con tecnica impressionistica di paesaggi francesi, egiziani e marocchini, hobby che lo aiutò a fronteggiare la depressione che lo afflisse per tutta la vita. Fu, però, come storico e come scrittore che ottenne i maggiori riconoscimenti culturali pubblici: non solo scrisse un romanzo, due biografie e varie storie brevi, ma fu soprattutto l’autore de La seconda guerra mondiale (in sei volumi, descriveva, dalle cause in avanti, l’intero svolgimento del conflitto bellico) e della Storia dei popoli di lingua inglese (in quattro volumi, nei quali ricostruiva la storia della Gran Bretagna dall’invasione di Cesare alla Prima Guerra Mondiale), opere che gli valsero il premio Nobel per la Letteratura (1953). Infine, Churchill fu anche un giornalista: in particolare scrisse articoli memorabili nei quali avvertiva, dal 1936, i britannici sui pericoli dell’ascesa nazista e della politica francese e inglese dell’appeasement (la pacificazione ad ogni costo con Hitler) per il giornale Evening Standard.

Morì a Londra il 24 gennaio 1965.

Riccardo Coppola per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Orietta dice

    Churchill è stato un grande e dovremmo prenderne tutti esempio. Grazie per aver pubblicato questo articolo, perché può aprire gli occhi a molti di noi. Mia figlia farà l’esame delle medie basandosi su Winstn Churchill.

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