Graviky Labs

Graviky Labs: l’inquinamento si trasforma in inchiostro

Il problema dell’inquinamento ed in particolare quello prodotto dalle automobili di tutto il mondo è una delle tante questioni irrisolte della contemporaneità: come limitarlo se non eliminarlo? Una start-up indiana, Graviky Labs, ha provato a trovare una soluzione: in collaborazione col Massachusetts Institute of Technology ha ideato un marchingegno, Kaalink, da apporre ai tubi di scappamento della macchine che assorbe le particelle di inquinamento grazie ad un sistema di assorbimento basato su particelle cariche elettricamente, il cosiddetto plasma; grazie alla corrente, il plasma attira dall’85% al 95% del particolato. Dopo circa tre settimane Kaalink viene rimosso e il suo prodotto depurato dai metalli pesanti diviene l’Air-Ink, questo speciale inchiostro ecologico e “salutare”.

Seppur le percentuali di sostanze nocive nel tempo sia andata man mano a ridursi, nell’aria vengono comunque immessi monossido di carbonio, idrocarburi incombusti e ossidi di azoto, perciò l’idea di Graviky Labs è decisamente utile nonché bellissima, perché non si limita a contenere l’inquinamento ma lo trasforma in qualcosa di positivo, in un’idea più ampia di riciclo che potrebbe stimolare altri scienziati a creare qualcosa di simile.

Kaalink, che assicurano essere assolutamente economico, raccoglie quanto basta per caricare un pennarello da 30 ml in circa 45 minuti: quanti pennarelli potrebbero essere riempiti in un solo giorno?
Al momento sono disponibili pennarelli con diverse punte e inchiostri per serigrafie, tutti strumenti specifici per gli artisti, ma chissà che non venga commercializzata una linea anche per le persone comuni e soprattutto per i bambini.

Il dispositivo ad oggi non è ancora in vendita, è in fase di sperimentazione, e circa un migliaio di creativi stanno testando in tutto il mondo i prodotti Air-Ink. Come per esempio Kelly Gijsen, designer olandese che in collaborazione con Graviky Labs ha realizzato un Air-Ink specifico per i tessuti. Il risultato è stato presentato all’ultima Dutch Design Week tenutasi ad ottobre: una serie di sciarpe in cotone organico colorate dalla stessa Gijsen, frutto di inquinamento quindi riciclo virtuoso e lavoro manuale.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on novembre 30th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, Design, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs

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