Giacomo Grosso in mostra: un viaggio nella Belle Époque torinese

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Giacomo Grosso in mostra: un viaggio nella Belle Époque torinese

Autoritratto

Tra i più grandi maestri dell’Accademia Albertina di Torino, si ricorda senza dubbio il talento di Giacomo Grosso (Cambiano, 3 maggio 1860 – Torino, 14 gennaio 1938), professore di pittura nella stessa Accademia di Belle Arti e senatore del Regno a partire dal marzo 1929. Ed è proprio a Torino è stata organizzata la mostra Giacomo Grosso, una stagione tra pittura e Accademia che ripercorre l’attività pittorica del maestro. Si tratta del secondo appuntamento del ciclo intitolato I Maestri dell’Accademia Albertina, inaugurato nel 2016 con la rassegna su Andrea Gastaldi. Le opere scelte, sono state esposte in quattro sedi simboliche, ognuna delle quali propone un differente punto di vista sulla produzione di Giacomo Grosso. Le esposizioni a lui dedicate sono, infatti, visitabili a Cambiano, presso il Palazzo Comunale e a Torino presso la Pinacoteca dell’Accademia Albertina, il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto e Palazzo Madama.

Al Museo Accorsi-Ometto nello specifico, è possibile ammirare gli splendidi ritratti volti a raffigurare personalità della cultura, dell’aristocrazia e dell’alta borghesia dell’epoca. La caratteristica principale di tali ritratti, è senza dubbio la grandissima capacità espressiva che ne trapela e che permette al fruitore di percepire chiaramente la grande ricerca visiva dell’autore. A ciò si somma, inoltre, l’equilibrato rapporto che si crea tra la sontuosità delle figure ritratte e gli sfarzosi interni che fanno loro da sfondo. I numerosi ritratti femminili permettono di rivivere la suggestione della Belle Époque attraverso un prezioso dialogo con la moda; i ritratti di Grosso sono in un certo senso una testimonianza dei cambiamenti più significativi dell’eleganza femminile tra l’ultimo quarto dell’800 e i primi trentanni del ‘900. Proprio per permettere al pubblico di rivivere tali suggestioni, ai quadri sono affiancati una serie di accessori dell’epoca: cappelli, ventagli di piume, scarpe da sera, guanti e abiti raffinati che aggiungono concretezza all’impatto visivo creato dai dipinti.
La mostra, inaugurata il 28 settembre, visitabile fino al 7 gennaio 2018 e sponsorizzata da Reale Mutua, conserva alcune delle opere più famose del maestro, provenienti non solo da collezioni private, ma anche da musei e fondazioni. Tra le più rilevanti non si possono non citare Ritratto Femminile del 1929, Signora in aperta campagna (ritratto di Carola Reduzzi) del 1889, Ritratto della Signora Luisa Chessa del 1894 e Ritratto della Contessa Clotilde Gallo.

Ma il prestigio di Giacomo Grosso è senza dubbio dovuto al suo stile e alla sua tecnica accademica, caratteristiche acquisite durante i suoi anni di studio all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida del maestro Andrea Gastaldi. Alla carriera da insegnante Giacomo Grosso affianca una proficua produzione artistica: oltre alla ritrattistica privata, parteciperà almeno quattordici volte alla Biennale di Venezia ed esporrà anche a Parigi, Vienna, Dresda, Buenos Aires e in molteplici rassegne internazionali.

Le opere esposte al Museo Accorsi-Ometto, permettono in definitiva di immergersi nella Torino di inizio ‘900 e di rivivere un po’ di quella magia tipica della Belle Époque.

Giacomo Grosso, una stagione tra pittura e Accademia
A cura di Angelo Mistrangelo
Museo Accorsi-Ometto, Torino – Pinacoteca Albertina, Torino – Palazzo Comunale di Cambiano, Cambiano – Palazzo Madama, Torino
Dal 28 settembre 2017 al 7 gennaio 2018

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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