#1B1W – “Qualcosa là fuori”: le storie non convenzionali di Nadine Gordimer

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#1B1W – Qualcosa là fuori: le storie non convenzionali di Nadine Gordimer

Nadine Gordimer è stata una delle più importanti scrittrici sudafricane, famosa per mettere a disposizione la sua penna per appoggiare le lotte per i diritti umani del suo paese, definita di conseguenza  “l’anima bianca” della lotta all’apartheid. La scrittrice è stata premiata con onorificenze del calibro del Booker Prize nel 1974, il premio Grinzane Cavour nel 2007 ed infine le è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1991.

Il suo libro Qualcosa là fuori è stato scritto nel 1984, in Italia è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1986 e si presenta come una raccolta di racconti dove la Gordimer perde il suo tratto caratteristico di denuncia sociale, per approcciarsi ad una scrittura molto più introspettiva, portando il lettore alla riflessione su più tematiche, non per forza sociopolitiche. Dieci racconti ognuno slegato dall’altro, storie brevi in cui facciamo un viaggio attraverso le parole della scrittrice sudafricana in microcosmi da lei creati: ci si aprono davanti scenari dei più disparati che vedono protagonisti luoghi diversi tra cui la sua terra e le sue contraddizioni, Praga con Kafka e suo padre, l’Italia, le corrispondenze private di una scrittrice e un premio Nobel per la fisica. L’abilità narrativa della scrittrice si evidenzia specialmente per il suo modo d’incuriosire il lettore malgrado i racconti siano così brevi. Ogni storia, infatti, porta un carico denso di tensione, ricco di pathos che trascina chi legge le pagine a bramare la conclusione di queste storie mirabili.

La concretezza nelle parole della Gordimer risulta una cruda osservazione della vita. In maniera analitica la scrittrice ci presenta nei suoi racconti la dimensione intima dei suoi personaggi, analizzando tutte la drammaticità dei rapporti umani e il loro instabile equilibrio. I temi dei racconti sono tutti molto forti, diversi tra loro ma presentano un filo conduttore e il modo di raccontare una realtà cruda e molto realistica lascia interdetto il lettore. Ogni finale lascia in bocca un sapore agrodolce: per la Godimer non ci sono dei “lieto fine”, ma solo dei finali, bruschi, diretti e sinceri.

Nadine Gordimer

Un espediente letterario sopraffino e decisamente audace è la lettera di Hermann Kafka, che risponde alla celeberrima epistola del figlio Franz. L’autrice, oltre a dimostrare una conoscenza profonda dell’autore ceco, innesca una dinamica generazionale molto particolare, qualcosa di stranamente attuale, nonostante ciò di cui parla non lo sia, dove il genitore difende sé stesso e i valori con cui ha cresciuto il figlio irriconoscente.

Un altro argomento trattato dalla Gordimer e che le sta particolarmente a cuore, è il suo paese. Attraverso le storie dei suoi protagonisti ci racconta la dura realtà di una nazione che in tempi recenti ha dovuto lottare contro la piaga della discriminazione razziale, mostrando il dramma dietro la lotta sociale. Lo fa slegando la politica e mostrando il lato umano, indicandoci ciò che avrebbero potuto vivere le persone, romanzando il tutto, in un contesto politico e sociale di quegli anni. Ne esce un quadro inquietante, dove il preconcetto e la discriminazione sono all’ordine del giorno, illustrando le grandi ingiustizie che affliggevano la sua terra madre.

L’ultimo racconto dà nome all’intera raccolta, Qualcosa là fuori, è l’esempio più significativo della descrizione della società in cui l’autrice viveva e alla quale si ribellava. Racconta di una presenza, un animale misterioso che minaccia le vite della borghesia bianca, che diventa la metafora del clima di tensione e paura di un paese allora ancora soffocato dall’apartheid.

Estratto dal libro, con il racconto da cui prende titolo la raccolta Qualcosa là fuori

La vincitrice del Nobel è stata elogiata per le sue qualità di scrittrice quando il prestigioso riconoscimento le fu assegnato. Le vennero soprattutto riconosciute encomiabili qualità inventive e stilistiche nei suoi scritti, tanto da dare vita a una nuova tradizione letteraria sudafricana, indipendente e autonoma da quella europea che fino a quel momento aveva ispirato tutta la produzione del paese. Divenne così l’orientamento per una nuova corrente di scrittura post coloniale tutta africana, ispirazione per chi dopo di lei rappresenterà la letteratura del Sudafrica e di tutto il suo continente.

Qualcosa là fuori è un libro di storie non convenzionali, brusche e introspettive, che ci spingono a riflettere sulla velleità dei rapporti umani. La serie di racconti diventa una lente d’ingrandimento sull’intimità umana e la dimensione privata, non cercando necessariamente di mostrare ciò che di buono nel mondo c’è.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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