Richard Ginori

Richard Ginori: lo Stato acquisisce il più antico museo d’impresa in Europa

Il Museo Richard Ginori fa finalmente parte del patrimonio dello Stato italiano. Dopo l’asta del 2016 e quella del febbraio di quest’anno andate a vuoto, il MiBACT ha comprato il museo per 700mila euro, facendosi quindi anche carico dei costi di messa in sicurezza della struttura, valutati circa 2 milioni. Almeno 6 milioni di euro è invece la cifra stimata necessaria per rimettere in moto il museo, collocato a Sesto Fiorentino, fondato 264 anni or sono. Con questa acquisizione pubblica si è evitato un altro caso come quello del Castello di Sammezzano: continue aste rimandate poiché nessuno è interessato a parteciparvi, con conseguente pesante svalutazione del bene in questione.

È un impegno mantenuto, salvata una collezione eccezionale, che è parte fondamentale del patrimonio italiano. Il museo entrerà a pieno titolo nel sistema nazionale dei musei che si occuperà della sua tutela e della sua valorizzazione. Abbiamo lavorato silenziosamente per salvaguardare una collezione eccezionale che è parte fondamentale del patrimonio culturale italiano.

Dario Franceschini

Il museo è una preziosa testimonianza dell’artigianato di alta qualità Made in Italy, quello tanto pregiato da confondersi e fondersi con l’arte, ed il suo stato di abbandono in cui versa da anni non gli rende certamente giustizia. Fondato nel 1754 dal marchese Carlo Ginori, il nome originario era Galleria delle Statue ed era lo stesso marchese a spiegare ai visitatori le bellezza conservate nel museo, che diventerà poi la sede espositiva della manifattura Porcellana Ginori a Doccia, località oggi facente parte di Sesto. Fino ad oggi a tenere vivo l’interesse per questa sede espositiva è stata l’associazione Amici di Doccia, che in passato è più volte intervenuta con i propri fondi per tutelare la collezione ovviamente a rischio. Addirittura, come spiegava la presidentessa Livia Frescobaldi Malenchini l’anno scorso, la condizione climatica del Museo Richard Ginori è drammatica: muffa e umidità obbligano ad entrarvi con le mascherine ed ovviamente alcuni manufatti sono già stati rovinati da questa situazione di degrado.
Il museo poi non ospita solo porcellane, ma anche disegni, statue in cera, piombo, ceramica, terracotta e gesso, oltre a 500 volumi che vanno dal XVIII secolo al XX, tra questi la prima edizione della Enciclopedia di Denis Diderot che ha proprio subito gravi danni a causa delle muffe presenti nel museo.
Il museo andrà messo innanzi tutto in sicurezza, infatti Amici di Doccia ha già messo a posto il tetto ormai sfondato, ma ora serve un intervento più incisivo: il Ministero dei Beni Culturali dovrà intervenire tempestivamente.

Gio Ponti, Vaso Prospettica, 1925, maiolica policroma

Il rilancio di questo museo potrebbe essere un’ottima occasione per mettere in pratica dinamiche collaborative tra pubblico e privato: non da parte della holding Kering di François Pinault, proprietaria attuale del marchio Richard Ginori, bensì da parte del sindaco di Sesto Lorenzo Falchi c’è stata questo tipo di proposta per la gestione del museo, con «una fondazione mista pubblico-privati con soggetti istituzionali e soggetti del territorio»; inoltre, un anno fa Confindustria Firenze aveva lanciato una campagna di fundraising raccogliendo raccolto oltre 500mila.

Finalmente qualcuno si è interessato al Museo Richard Ginori, che ha tra l’altro un grande potenziale: una mostra itinerante della collezione, per esempio, attirerebbe sicuramente molto pubblico, non solo perché il Made in Italy è molto apprezzato, ma anche per la varietà e particolarità dei manufatti e delle opere d’arte.

Una delle manifatture più antiche, testimonianza degli esperimenti e della ricerca nel campo della ceramica fin dal 1700, un importante tassello storico e culturale italiano ha versato per anni, troppi anni, in condizioni disperate. Il direttore artistico dell’azienda fu per dieci anni Gio Ponti e sono nel museo conservati 400 elementi disegnati dal grande architetto e designer: Ponti rilanciò l’azienda e le diede il proprio stile, dando vita a manufatti e creazioni oggi nei musei di tutto il mondo. Che sia in vista una nuova svolta positiva per la Richard Ginori?

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on novembre 28th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs

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