“I Picasso di Picasso” in mostra a Palazzo Ducale di Genova

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PicassoÈ in corso a Genova la mostra Picasso. Capolavori dal Museo Picasso di Parigi. Nella prestigiosa sede di Palazzo Ducale, ormai rinomata nel saper accogliere nei suoi spazi i grandi nomi dell’arte, sono esposti quelli che il fotografo Davis Douglas Duncan definì i “Picasso di Picasso”. Le opere dell’allestimento genovese, provenienti dal museo parigino, sono state, difatti, selezionate dal nucleo di capolavori che l’artista spagnolo si portò sempre con sé e lo accompagnarono “di casa in casa” per tutta la vita.

L’allestimento, curato da Coline Zellal, rientra nel progetto pluriennale Picasso Mediterraneé: tale manifestazione prevede una serie di eventi multidisciplinari, tra cui l’ideazione di più di quaranta mostre. Tutti gli interventi, coordinati dal Museo Picasso di Parigi, sono organizzati per omaggiare il grande artista, ripercorrendo i luoghi del mediterraneo legati all’arte picassiana. Le danze si sono aperte a Venezia presso la Fondazione Giorgio Cini con un convegno internazionale nel novembre del 2016. Picasso e Napoli: Parade, conclusasi lo scorso luglio, nella ricorrenza del centenario, ha approfondito il viaggio italiano intrapreso dall’artista nel 1917. A Roma nelle Scuderie del Quirinale è visitabile fino al prossimo gennaio Picasso. Tra cubismo e classicismo. 1915-1925. Ancora nell’autunno 2018 inaugurerà a Milano Picasso e il mito. Questo un piccolo assaggio.

Picasso
P. Picasso, Le bagnanti, 1918

Nel capoluogo ligure fino al 6 maggio 2018 sarà possibile addentrasi nel mondo picassiano, apprezzando un lato meno conosciuto e più intimistico di uno dei personaggi cruciali del Novecento. I lavori esposti non sono di certo quelli a cui immediatamente si associa il nome di Pablo Picasso, ma attraverso una ripartizione del tutto originale, si scopre quello che l’artista ha scelto volutamente di mostrare o non mostrare durante la sua carriera.

Le cinquanta opere in mostra sono suddivise tematicamente in sezioni e ricoprono un ampio raggio temporale: dagli studi preparatori per Les Demoiselles d’Avignon del 1907 alla sua morte, 1973. Parola chiave “Atelier”. I dipinti sono infatti suddivisi in base all’atelier in cui sono stati realizzati o esposti. Esposti, perché l’artista spagnolo con le sue opere riempiva i muri delle sue abitazioni e dei suoi studi, comportandosi come un collezionista. Queste opere rappresentano di fatto un vero e proprio album di famiglia, in cui è raccolta tutta la sua vita, quella più intima, dove, oltre le gioie, sono racchiusi i tormenti più personali e meno universali di un noto Guernica.

Dipingo come gli altri scrivono le loro autobiografie. I miei quadri, finiti o no, sono le pagine del mio diario, e, in quanto tali, sono validi. Il futuro sceglierà le pagine che preferirà. Non sta a me farlo.

P. Picasso

P. Picasso, L’abbraccio, 1970

Come avviene sfogliando un libro, si ripercorre di sala in sala un viaggio attraverso “i luoghi di vita” di Picasso; così lui stesso definisce i suoi atelier, che non considera solo «laboratori», ma anche ambienti dove svolgere atti di vissuto quotidiano e consumare passioni. Attraverso un costante rimando tra dipinti e fotografie si ricostruiscono i passaggi da uno studio all’altro. Come in una macchina del tempo si viene condotti dal Bateau-Lavoir di Montmartre, in cui si stabilì nel 1904, al mas Notre-Dame-de-Vie a Mougins, suo ultimo atelier acquistato nel 1961, rivivendo l’intera produzione di Picasso.

A staccare dalla suddivisione per luoghi vi sono tre variazioni sul tema: Variazione 1: Bagnanti, Variazione 2: Donne con cappello e Il dialogo con i maestri: Manet nell’atelier. Nella prima, oltre ad essere approfondito un tema che lo accompagnerà durante tutta la sua produzione, si possono estrapolare, proprio come tra le righe di un diario, gli echi del rapporto amoroso segreto con Marie-Thérèse Walter. Nella seconda emerge la sua posizione del tutto conformista ed antirivoluzionaria della visione della donna, ingabbiata dall’artista e dall’uomo.

Gjon Mili, D.D. Duncan e P. Picasso nella villa La Californie, 1960

Unico segnale che ci avverte che Picasso, nonostante tutto, fosse sempre in sintonia con il suo tempo è l’opera del 1969 La dama con cuscino. In essa è riscontrabile il riferimento alla appena consumata rivoluzione sessuale del ’68 e un richiamo alla Maja desnuda di Francisco Goya. Nella terza variazione si analizza il legame con la figura di Édouard Manet, al quale lo spagnolo da subito dedicò particolare attenzione. Ne è testimonianza l’opera del 1919 The lovers dove compare la scritta: Manet. Picasso dal 1959 al 1961 condusse un’attenta ricerca in relazione alla Colazione sull’erba, realizzando ben 27 quadri sul tema.

La mostra offre quindi il lavoro di Pablo Picasso proponendolo da una prospettiva inusuale. Durante il percorso è però ugualmente possibile risalire e ricostruire tutta l’evoluzione artistica dello spagnolo, riconoscendone i vari periodi: rosa, blu, classicismo, cubismo sintetico e analitico.

Picasso. I capolavori dal Museo Picasso di Parigi
A cura di Coline Zellal
Palazzo Ducale, Genova
Dal 10 novembre 2017 al 6 maggio 2018

Greta Canepa per MIfacciodiCultura

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