Afrodite Shorts: un premio alle donne artiste dei cortometraggi

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Afrodite Shorts: un premio alle donne artiste dei cortometraggi

Torna per la sua seconda edizione Afrodite Shorts, rassegna dedicata al mondo del cortometraggio femminile, nata lo scorso anno. Quindici documentari, la maggior parte diretti da donne, che verranno premiati il prossimo 5 dicembre a Roma dall’Associazione Culturale Donne nell’audiovisivo.

L’associazione, nata nel 1966, rappresenta da anni un punto di riferimento per la donna nel mondo del cinema e dello spettacolo. Ha organizzato convegni, rassegne, ma anche premi importanti come il Premio Afrodite, rivolto alle autrici ma anche a tutte quelle narrazioni che raccontano il mondo femminile. E Afrodite Shorts nasce proprio come evento correlativo del Premio Afrodite, come sezione speciale creata allo scopo di valorizzare al meglio un percorso artistico che sempre più donne affrontano.

La rassegna è rivolta alla promozione e allo “scouting” del talento femminile, che spesso non trova altri percorsi se non nel cinema breve e che proprio nel cortometraggio esprime un’efficace sintesi dei valori, del talento, dei sogni e della realtà delle donne.

Così l’Associazione spiega il motivo che ha scatenato l’esigenza di creare Afrodite Shorts. Un’esigenza che nasce anche dal ruolo precario che oggi la donna ricopre dietro la macchina da presa. Un documentario del 2014 (Registe, dialogando su una lametta) raccontava cosa significa essere una regista e lavorare in un ambiente considerato ancora oggi fortemente maschile: essere una sorta di outsider in una troupe di soli uomini non pone alcun limite creativo o umano, certamente, ma rappresenta un dato importante. Sette su cento: le statistiche parlano chiaro. Solamente sette donne su cento registi. E cosa girano queste artiste? Quali forme di espressione preferiscono per la propria arte? Corti e documentari.

Un dato che avrebbe bisogno di molto spazio per essere approfondito, ma non necessariamente come fenomeno negativo. La giuria ha, non a caso, sottolineato «l’importanza di poter approfondire in una nuova iniziativa la qualità speciale di un racconto che, un po’ come avviene nella scrittura e non solo nel cinema delle donne o attento al femminile, riserva oggi la freschezza di alcune scoperte e l’attenzione ad una qualità diversa.» Sempre il collettivo aggiunge che questa rassegna vuole essere anche «un’occasione di approfondimento per fare il punto ogni anno sull’altra metà dello storytelling, ma anche uno scouting sullo sguardo che gli uomini riservano al mondo delle donne, ai loro sentimenti, ai problemi, ai desideri, certamente ai drammi ma anche alla leggerezza e alla qualità di un immaginario in qualche caso a lungo censurato o, perché no, anche autocensurato».

La prima edizione ha visto la giuria premiare Ego, corto diretto dalla regista e attrice Lorenza Indovina (moglie dello scrittore Niccolò Ammaniti). Chi trionferà quest’anno? L’anno scorso furono cento (a dispetto di ogni statistica) le registe che parteciparono al bando e di queste solo venti passarono alla fase successiva. Quest’anno saranno in quindici a contendersi il premio dell’importante Associazione. Un collettivo che mira alla valorizzazione, alla riflessione, allo studio e soprattutto al confronto. Un emblema della comunità femminile e dell’arte al femminile in un ambiente, purtroppo ancora oggi, così difficile.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

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