Come nacque il Premio Nobel: una tacita scusa tra errori ed orrori

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Come nacque il Premio Nobel: una tacita scusa tra errori ed orrori

Il Premio Nobel nasce il 27 novembre del 1895: o meglio, fu il testamento del suo creatore, Alfred Nobel, a dargli i natali.

La prima cerimonia dei Premi Nobel si tenne alla vecchia Accademia Reale di Musica di Stoccolma il 10 dicembre 1901: cinque anni dopo la morte del suo ideatore. Ma come nacque questa magnificenza che ha reso onore, più o meno meritatamente, a tanti storici personaggi? Nel 1888 morì il fratello del nostro Alfred, Ludwig Nobel. Non fu certo un momento facile, visto il dolore che può causare la perdita di un fratello. Ma la cosa, probabilmente, fu ancora più terribile per il signor Nobel quando scoprì che il necrologio era sbagliato. Infatti, per un errore, venne data la notizia della sua morte e non del fratello. Ma cosa fu così spiazzante da portare alla creazione di un premio? Cosa fece scattare la scintilla che portò alla creazione dell’ambita onorificenza?

Le marchand de la mort est mort.

Così recitava l’annuncio funebre: il mercante di morte è morto. Questo poiché Nobel non fu solo inventore del premio suo omonimo, ma anche della dinamite. E divenne ricco grazie alla fabbricazione ed al commercio di armi.

Il povero Scrooge, posto davanti alla sua lapide dal fantasma dei Natali Futuri, decide di giocarsi la sua seconda possibilità diventando magnanimo e benevolo (per quanto potesse esserlo un usuraio). Cosa poteva fare invece l’inventore svedese, messo davanti a quello che sarebbe stato il suo eterno ricordo?

Per assopire i sensi di colpa e l’orrore di essere ricordato come il commerciante di morte, nel suo testamento lasciò scritto di creare una serie di premi: uno per la medicina, uno per la chimica, uno per la letteratura e uno per la pace. Stabilì anche che i primi tre venissero assegnati da istituti svedesi, mentre l’ultimo da norvegesi. A distanza di anni, la scelta ancora non è chiara, anche se si pensa che volesse appianare la situazione di tensione fra Svezia e Norvegia, visto le mire indipendentistiche di quest’ultima. Così, nel 1901, venne assegnato il primo premio Nobel della storia, per onorare le sue volontà testamentarie.

Molti criticano questo premio anche per la sua nascita: chi inventò la dinamite pare non fosse abbastanza puro e degno. Quindi, il tentativo di espiare le sue colpe viene preso più per ipocrisia che per vero interesse intellettuale. C’è poi l’annoso problema del perché non esista un Nobel alla matematica: leggenda vuole che Nobel non lo istituì poiché la moglie lo aveva tradito con un tal Magnus Gustaf Mittag-Leffler che molto probabilmente avrebbe vinto il premio, qualora fosse stato creato.

Forse non sapremo mai la verità, ma la vita di Nobel sembra talmente ben predisposta agli aneddoti che sembra quasi plausibile.

Piccola curiosità: solo una donna vanta due premi Nobel, ed è Marie Curie. Sono solo quattro le persone ad averne vinti due, oltre a lei: Linus Pauling, John Bardeen, Frederick Sanger.

Anche se anche il Nobel per la letteratura ha avuto i suoi problemi, come Sartre che lo rifiutò o Pasternak che fu costretto a farlo per il suo Il dottor Zivago, quello più caotico e complicato è quello per la pace. Le più aspre critiche, alla fine, cadono sempre su di lui. Ad esempio, ci si è molto interrogati se Obama meritasse di vincerlo dopo soli sei mesi di insediamento alla Casa Bianca. O se lo meritasse Kissinger che sì, aveva concluso la guerra in Vietnam ma aveva anche supportato il colpo di stato di Pinochet che aveva portato alla destituzione di Salvador Allende. Lo vinse anche Arafat, considerato portatore di pace, quando era anche conosciuto come un terrorista all’attivo. Anche Al Gore, che nonostante i suoi sforzi non è mai arrivato alla presidenza statunitense, ha suscitato un mare di critiche per il premio vinto grazie al film Una scomoda verità: la pellicola è sinceramente convincente e Gore è abilissimo nel farvi credere a qualsiasi cosa vi stia proponendo. Ma, per gli scienziati, il film è ricolmo di inesattezze.

Però, come ogni premio ambito che si rispetti, è ovvio che l’assegnazione del Nobel scateni sempre un mare di critiche: proprio come per gli Oscar, molto spesso le idee della giuria sono ben distanti dalle nostre.

Ci sarà sempre qualcuno, tra i perdenti, che può sembrare più meritevole: perché, al contrario di uno sport che si può basare su tempi e lunghezze percorse, è difficile istituire parametri fissi e facilmente utilizzabili quando si deve assegnare un Nobel per la Pace, se in giro non c’è un Mandela o un M. L. King.

Il Premio Nobel, comunque, rimane un onore, un riconoscimento che ci ricorda ogni anno che la cultura e lo studio possono ricevere un riconoscimento. Ovvio, non si possono premiare tutti i meritevoli, anche perché non sarebbe più una premiazione per il più bravo ma un equiparazione livellante. In un mondo come quello di oggi dove studiare e fare attività di ricerca non sono sempre sostenuti dalle istituzioni, dove sembra più facile diventare ricchi per bellezza e carisma che per intelligenza, è importante ricordarsi il valore della Cultura: che sia di medica, letteraria o sociale.

Ai giovani ricercatori serve sapere che, un giorno, i loro sforzi potrebbero essere riconosciuti, proprio come fu per Marie Curie. Perché la Cultura, come ci dice la sua etimologia, significa coltivare: far germogliare nei giovani il germe di questa pianta preziosa è l’unico modo per poter continuare a sperare in un futuro migliore per tutti noi. Fatto di pace, di nuove medicine che ci possano guarire da mari incurabili, da libri che potranno essere annoverati tra i grandi classici e da nuove affascinanti scoperte chimiche.

Il povero Nobel ci ha dato la dinamite, anche se non è stato certo lui a premere ogni singolo grilletto della storia: ma, sicuramente, ha saputo farsi perdonare.

Parigi, 27 novembre 1895

La totalità del mio residuo patrimonio realizzabile dovrà essere utilizzata nel modo seguente: il capitale, dai miei esecutori testamentari impiegato in sicuri investimenti, dovrà costituire un fondo i cui interessi si distribuiranno annualmente in forma di premio a coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità. Detto interesse verrà suddiviso in cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la scoperta o l’invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più importante o apportato il più grosso incremento nell’ambito della chimica; una parte alla persona che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora a chi, nell’ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole; una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace.

Dal testamento di Alfred Nobel

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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