#Irish – Perché l’irlandese è una lingua da conoscere, parlare e apprezzare

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#Irish – Perché l’irlandese è una lingua da conoscere, parlare e apprezzare

Irlandese. La prima cosa che ho notato appena sono arrivato a Cork non è stato soltanto lo Hiberno English, la versione irlandese dell’inglese, ma i cartelli bilingui. An Lár [on lar] / city centre, An Margadh Sassenach [on ‘margad ‘sassna:x] / The English Market, etc. Insegnando all’università sovente mi confronto con nomi come Aiofe [i:fa]  Padraig [podre] o Roísín [ro:šin]. Questi sono soltanto alcuni esempi di irlandese, una lingua insegnata dalla scuola primaria fino a quella secondaria, ma, purtroppo, parlata fluentemente da pochi. Che tipo di lingua è? A quale gruppo appartiene? È ancora diffusa? In questo articolo cercherò di rispondere a queste domande.

L’irlandese (o Gaeilge [‘geli]) è, assieme allo scozzese o al bretone, una lingua celtica, appartenente al gruppo indoeuroepo. Quali sono le caratteristiche delle lingue celtiche (e, di conseguenza, anche dell’irlandese)? Ciò che colpisce maggiormente un parlante di una lingua germanica o romanza è il complesso ordine sintattico: se l’inglese è una lingua fortemente legata allo schema sintattico SVO (soggetto-verbo-oggetto), lo stesso non è possibile dirlo dell’irlandese, in quanto l’ordine sintattico è VSO (verbo-soggetto-oggetto). Questa è la prima difficoltà per tutte e tutti coloro che vogliono imparare la lingua, in quanto è essenziale ricordarsi che il primo elemento della frase è sempre il verbo. Un esempio? Tá athair sean [to aher šan], “tuo padre è anziano”. Analizziamo con ordine la frase: è la terza persona di , cioè “essere” (per coloro che hanno contezza di greco o latino non tarderanno a riconoscere in tá “est” o “estí”), athair vuol dire “padre”, con la caduta della [p] iniziale, e sean vuol dire “anziano” (pensate al latino “senex”). L’irlandese, oltre al summenzionato ordine sintattico, presente anche una pronuncia altrettanto complessa: le sillabe interne tendono a cadere, provocando non pochi problemi per i discenti alle prime armi nel memorizzarla. Inoltre, molti termini presentano una pronuncia controintuitivaoíche [i:xe] “notte” oppure bean [ban] “donna”.

Rispondiamo adesso alla terza domanda: è ancora diffusa? La risposta non è semplice: l’irlandese è ancora parlato come prima lingua nell’area nota come Gaeltacht [‘gelta:xt], mentre nel resto dell’Irlanda ormai l’inglese è la lingua ufficiale. Tuttavia, la politica mostra ancora dei residui dell’irlandese: Leo Varadkar è il Taoiseach [‘tišox] letteralmente “capo tribù”, ma oggi “primo ministro”, Frances Fitzgerald è la sua Tánaiste [‘toniste], letteralmente “vice”, oggi “vice premier”. Il parlamento irlandese è noto come Oíreachtas [‘arextas], cioè “il luogo dove si parla”, il Daíl [dol] letteralmente “assemblea”, oggi è la versione irlandese della Camera dei Deputati, il cui presidente è il Ceann Comhairle [‘kjan ‘korle], letteralmente “capo del consiglio” (da ceann, cioè “testa”, deriva il celebre cognome Kennedy!).

L’irlandese, tuttavia, è di uso quotidiano in molte circostanze: nel pub l’immancabile brindisi è sláinte [‘slontsa], cioè “salute!”oppure Eire (genitivo Éirann), il nome irlandese dell’Irlanda. Anche whisky (o whiskey, in irlandese) deriva uisce beahta [i:še baha], cioè “acquavite”. Dedichiamoci adesso a decostruire qualche mito riguardante la festa di Halloween, la cristianizzazione di un’antica festa celtica. Halloween è la contrazione di All Hallows’ Eve (“la vigilia di tutti i santi”), ma la versione originale è Samhain [šamuin], letteralmente “novembre”.

Banshee

Samhain, nel mondo irlandese prima della cristianizzazione, era la festa in cui il velo che separava il mondo dei vivi e dei morti era molto tenue ed era consuetudine imbattersi in creature come la banshee (anglicizzazione di bean [ban] e sidhe [fata]). Una donna fatata che è meglio non incontrare, in quanto il suo lamento indica un imminente lutto per  persona che la ascolta. La polemica annuale sul carattere demoniaco di Halloween si potrebbe facilmente evitare se le persone si informassero di più.

L’irlandese è una lingua splendida, ma al tempo stesso complessa, simbolo identitario di un popolo, ma  è opportuno che sia conservata. Plaudo dunque alla decisione dell’UE di avere un traduttore per l’irlandese e di aver fatto sì che l’irlandese fosse  una delle lingue principali dell’unione.

Go raibh maith agat, Gaeilge [go ram agat, ‘geli], “grazie, irlandese!”

Andrea Di Carlo per MIfaccioDiCultura

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