Il fenomeno “Stranger Things”: cosa, quando, come e perché

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Il fenomeno Stranger Things: cosa, quando, come e perché

Stranger ThingsEsiste una regola universale e implicita secondo cui per attaccare bottone con qualcuno basti fare qualche osservazione sul tempo meteorologico; eppure oggi i “Che bella giornata” e i “Guarda come viene giù!” non sembrano più riscuotere un particolare successo. Adesso, infatti, la condizione necessaria e sufficiente per avviare una conversazione sta nell’aver visto almeno un episodio di Stranger Things.

Le peripezie dei Duffer Brothers, Matt e Ross, suonano un po’ come quelle di J.K. Rowling con il suo famoso maghetto. L’idea che i due gemelli andavano presentando suonava bizzarra ai più: una serie TV per adulti che avesse come protagonisti dei ragazzini? Sul serio? Nessuno aveva intenzione di scommetterci troppo. Nessuno, tranne il colosso Netflix. Il gioco valse totalmente la candela e oggi Stranger Things è un prodotto di culto, tra i più apprezzati degli ultimi anni.

Ma di cosa si tratta, esattamente?

Stranger Things
Il giovane cast

Stranger Things è una serie TV di genere fantascientifico e thriller, dalle sfumature horror; conta attualmente diciassette episodi che sono divisi in due stagioni (la seconda è stata rilasciata poco meno di un mese fa) ed è stata recentemente rinnovata per un terzo capitolo nel 2019.

La vicenda ha il suo centro ad Hawkins, una cittadina tanto anonima quanto fittizia, sperduta nell’Indiana: come tutte le storie soprannaturali che si rispettino, è uno di quei luoghi dove non succede…va proprio un accidenti di niente. Una sera, poco prima di Halloween, il giovane Will Byers scompare nel nulla. L’intera comunità si mobilita per ritrovarlo e tra questi non mancano sua madre Joyce e suo fratello Jonathan, il capo della polizia Jim Hopper e i suoi amici, Dustin, Lucas e Mike. Questi ultimi saranno aiutati nell’impresa da una bizzarra ragazzina con abilità telecinetiche, fuggita da quello strano laboratorio di cui nessuno si era mai preoccupato prima…

Il successo della serie è dato da una eccezionale combo di elementi. Per prima cosa la trama, che è ben costruita e sostenuta da battute che reggono altrettanto bene il gioco. Senza mai perdere di vista il nodo centrale della storia, gli sceneggiatori riescono ad accontentare i variegati gusti del pubblico ricorrendo a sottotrame nient’affatto noiose. È così che i risvolti più foschi della vicenda vengono alleggeriti da sentimentalismi adolescenziali e attimi capaci di strappare un sorriso o addirittura una risata.

Joyce Byers (Winona Ryder) in una delle scene più famose della serie

Cruciale è stata la scelta del cast: l’ottimo lavoro compiuto in questa direzione ha fatto sì che la serie trionfasse agli Screen Actors Guild Awards, aggiudicandosi il premio per la miglior interpretazione di un cast corale in una serie TV drammatica. i giovani protagonisti oggi hanno un’età compresa tra i 13 e i 16 anni, ma possiedono un talento che non ha nulla da invidiare ai loro colleghi più maturi e possono già vantare esperienze importanti. Gaten Matarazzo e Caleb McLaughlin si sono distinti nel teatro; Finn Wolfhard è apparso nel clamoroso adattamento che Andrés Muschietti ha fatto di It; Noah Schnapp ha lavorato con Steven Spielberg; e forse non è troppo azzardato dire che Millie Bobby Brown sia già un’attrice affermata. In Stranger Things gli adulti scarseggiano o non hanno comunque peso rilevante, a meno che non si tratti di Winona Ryder e David Harbour, i quali regalano interpretazioni potenti e suggestive.

È impossibile poi non accennare all’accuratezza con cui sono state svolte le riprese. La registrazione di un singolo episodio ha richiesto all’incirca undici giorni, che è abbastanza sopra la media delle altre serie tv. Trattandosi di un prodotto Netflix, noto per pubblicare un’intera stagione in una sola giornata, i produttori hanno infatti avuto più tempo per curare le diverse scene in ogni dettaglio. Basti pensare che per disporre l’apparato di lucine in casa Byers sono accorse quasi due settimane!

I fratelli Duffer

Ma il piatto forte, l’aspetto che più di tutti ha attirato le lodi della critica e i favori del pubblico, è l’ambientazione anni ’80 della serie. L’intenzione dei Duffer Brothers è stata sin dal principio quella di omaggiare i classici di Spielberg e Carpenter, così come i romanzi di Stephen King (che si è dichiarato un fan della serie). Da tali influenze deriva un po’ la predilezione per la suspense a scapito del gore, anche se si risente certamente della lezione di Guillermo del Toro nella realizzazione dei mostruosi Demogorgoni.

Stranger Things viene descritta dai suoi stessi creatori come una lettera d’amore rivolta ad un’intera generazione. Già la sigla iniziale catapulta lo spettatore indietro nel tempo: in effetti la musica ha un ruolo fondamentale nel rievocare le atmosfere synthpop che andavano tanto di moda allora. La ricca colonna sonora è disponibile su Spotify e comprende tra gli altri i Clash, i Toto e David Bowie.

Riassumendo, in Stranger Things abbiamo a che fare con una dimensione parallela che pullula di mostri, intrallazzi governativi negli anni della Guerra Fredda, ragazzini capacissimi e una Winona Ryder in splendida forma. Tanto vale dare un’occhiata, no?

Anna Maugeri per MIfacciodiCultura

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