Il cinema e la violenza di genere: tre film da rivedere in questa Giornata

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Il cinema e la violenza di genere: tre film da rivedere in questa Giornata

foto-2Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e il mondo intero commemora questa giornata proponendo iniziative atte a sensibilizzare la società sul delicato tema della violenza di genere. Non molti sanno che questa data è stata scelta per ricordare il terribile assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana. Le tre donne, considerate rivoluzionarie per la loro opposizione al dittatore Trujillo Rafael Leonida, furono torturate, massacrate e strangolate. Gli assassini buttarono i corpi in un dirupo per simulare un incidente, ma la verità venne comunque a galla.
Da allora purtroppo le cose non sono molto cambiate, infatti i dati sulla violenza di genere continuano ad essere allarmanti e la matrice continua ad essere la disparità tra uomini e donne. Per non parlare della violenza sulle donne nei paesi in cui vige un regime politico di tipo dittatoriale.

Secondo i dati dell’ONU il 35% delle donne nel mondo hanno subito qualche forma di violenza fisica, psicologica o sessuale principalmente per mano del marito o del compagno, e due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne. In Europa una donna su quattro è vittima di tali violenze, con punte drammatiche in Francia, Spagna e Svezia. In Russia muore una donna ogni ora per violenza domestica.

Per contrastare questo problema che affligge la società moderna e sostenere coloro che nella propria vita hanno conosciuto il dolore e la discriminazione, sono state promosse in tutto il mondo numerose campagne solidali. Dire no alla violenza sulle donne vuol portare avanti una battaglia contro la violazione dei diritti umani e difendere quei principi e quei valori che ancora oggi, nella società contemporanea, vengono spesso calpestati.

A tal proposito sosteniamo la campagna ricordando tre celebri pellicole che hanno affrontato il drammatico tema della violenza di genere nelle sue varie sfaccettature, dalla violenza domestica a quella legata al pregiudizio razziale.

A letto con il nemico

giornoperfetto1Un esempio di violenza domestica ci viene raccontato nel film del 1991 basato sull’omonimo romanzo di Nancy Price e interpretato da una giovane Julia Roberts. Laura Burney sposa Martin, un uomo psicopatico e violento. La donna subisce maltrattamenti dal marito per ben tre anni e sette mesi poi attua un piano per riuscire a scappare dalla loro splendida e isolata casa fingendosi morta annegata. Martin scopre la verità e va alla ricerca della donna per vendicarsi e, nonostante riesca a trovarla, Laura riuscirà ad avere la meglio contro il suo aggressore.

Un giorno perfetto

Un’altra storia che racconta un’ossessione amorosa che termina in tragedia è quella diretta da Ferzan Özpetek. Emma e Antonio sono una coppia di separati con due figli. Antonio vive da solo nella casa dove avevano abitato tutti insieme mentre Emma si è trasferita da sua madre con i bambini: perde il lavoro e viene picchiata dall’ex marito. Una notte di maggio, la polizia fa un’irruzione nell’appartamento dove si presume si sia appena consumato un delitto. In un flashback di ventiquattro ore si incrociano i destini di vari personaggi appartenenti a mondi diversi e lontani ma che per un motivo o per l’altro sono legati tra di loro.

Il colore viola

il-colore-violaSicuramente questo è il film rappresenta appieno il concetto di violenza sulle donne. La storia, ambientata nella Georgia degli anni Venti, racconta di Celie, un’adolescente di colore che viene violentata dal padre: da questa relazione mascono due figli che le vengono sottratti. Successivamente l’uomo la cede in sposa ad Albert, un uomo ancora più violento di lui. L’unico affetto che le rimane è la sorellina minore, Nettie, che si reca in casa sua in cerca di ospitalità. Il marito di Celie inizia a insidiare la ragazzina che lo respinge con decisione e la caccia di casa. Le due sorelle si promettono di scriversi ma Celie non riceve mai nessuna lettera. Albert nasconde per anni le missive di Nettie mentre Celie continua a condurre la sua misera esistenza da schiava. Dopo varie tristi vicende Celie ritrova tutte le missive della sorella in un nascondiglio e scopre con sorpresa che Nettie sta bene, che è diventata missionaria e vive in Africa del Sud presso la famiglia del pastore che, a suo tempo, aveva adottato i figli di Celie. Da questo momento in poi qualcosa cambia nella vita della protagonista, che potrà iniziare finalmente a sorridere.

Nonviolenza significa evitare non solo la violenza fisica esterna, ma anche la violenza interna dello spirito. Non solo rifiutarsi di sparare a un uomo, ma rifiutarsi di odiarlo.

Martin Luther King

Fabiola Iannaccone per MIfacciodiCultura

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