Caravaggio Research Institute: un nuovo centro studi a Galleria Borghese

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Caravaggio Research Institute: un nuovo centro studi a Galleria Borghese

Galleria Borghese è lo scenario di un ambizioso progetto che prevede la costituzione di un centro di ricerca denominato Caravaggio Research Institute. Ancora riflettori puntati, quindi, sull’artista lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio, maestro della luce e dell’ombra, con le sue opere di drammatico realismo e di umana intensità religiosa.

Il progetto, reso possibile grazia alla preziosa partnership triennale con la maison Fendi, è stato annunciato a settembre 2017 e prevede oltre la costituzione di di un Centro per la Ricerca e la Documentazione sull’artista e sulla sua opera, anche un ricco programma di mostre che avranno il Merisi al centro di importanti appuntamenti, da Los Angeles all’Estremo Oriente. Il Caravaggio Research Institute, punto di incontro tra un museo ed una casa di moda, uniti in nome della ricerca innovativa, potrà contare su 700mila euro per i primi tre anni di start up. L’obiettivo è quello di creare il centro di ricerca più completo esistente, così da essere il riferimento primario per la ricerca caravaggesca a livello mondiale. «Siamo orgogliosi di sostenere la Galleria Borghese che è tra i più importanti e prestigiosi musei al mondo» ha ribadito Beccari, presidente a amministratore delegato del gruppo Fendi. «Ci siamo mossi prima che qualcun altro all’estero ci soffiasse l’idea di fondare un centro di ricerca dedicato a Caravaggio, come è già accaduto per Raffaello negli Stati Uniti» afferma Anna Coliva, storica dell’arte, direttore di Galleria Borghese. «Caravaggio è un oggi artista molto mediatico. Assistiamo a continui scoop inconsistenti intorno alla sua figura».

Galleria Borghese, definita la più bella collezione del mondo, creata a partire dal 1607 per volere del cardinale Scipione Caffarelli Borghese, conserva nella sua collezione il corpus pittorico più consistente e cronologicamente meglio rappresentato di Caravaggio: è lo scenario più adatto ad ospitare l’importante progetto italiano che coinvolge tutti i musei, le pinacoteche, fondazioni, chiese e collezioni private che custodiscono i dipinti di Caravaggio, e che prevede la partecipazione di importanti istituzioni straniere (il Louvre, per esempio, ha già aderito). Un progetto per specialisti e appassionati che si rivolge anche al sociale grazie alla realizzazione di corsi specializzati e di formazione rivolti anche agli insegnanti, coinvolti nel diffondere gli studi relativi a Caravaggio nelle scuole e negli istituti.

L’iniziativa, infatti, darà vita ad un database, realizzato con la consulenza del dipartimento di Digital Humanities della Normale di Pisa, consultabile sia da un pubblico generalista che dagli addetti ai lavori, in grado di archiviare informazioni e aggiornamenti biografici, documentari, archivistici, filologici, storiografici, iconografici oltre al corredo delle informazioni diagnostiche disponibili in formato digitale. Consultando il database caravaggesco alla ricerca di informazioni, ad esempio, sul Bacchino malato della Galleria Borghese, si devono poter conoscere in tempi rapidissimi tecnica esecutiva, datazione, dimensioni, provenienza, mostre in cui sia stato esibito, bibliografia, scheda sulla storia conservativa, immagini e report scritti su molteplici esami diagnostici nonché data dell’ultimo aggiornamento effettuato sui dati riportati.

La nostra idea è di riportare la ricerca all’interno di un museo. D’altra parte non possiamo immaginare che il museo si riduca all’amministrazione e alla gestione dell’immobile, della sua collezione e del personale. La recente riforma operata dal MiBACT in questo senso ha il merito di aver esteso il margine di azione delle istituzioni museali e infuso nuova energia. Oggi ci sono le condizioni per perseguire maggiore efficienza, grazie all’autonomia gestionale, pur offrendo sempre solida garanzia a livello di conservazione.

Anna Coliva

A partire dagli anni ’50, Caravaggio è divenuto sempre più oggetto di studi, mostre, pubblicazioni e la continua scoperta di dipinti e disegni attribuiti al grande artista lombardo ha portato all’elaborazione di un progetto che, grazie al contributo di un comitato scientifico di alto profilo, costituito da diverse professionalità scelte tra le punte di eccellenza nell’ambito degli studi caravaggeschi, potrà diventare anche un valido strumento per una corretta lettura attributiva.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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