Diari Immaginari – Maria Anna Mozart, pianista geniale all’ombra del fratello

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Questa rubrica tenterà di dare delle risposte al silenzio che la storia per tanto tempo ha gettato sulle muse, mogli, amanti di grandi personalità. Tuttavia, per prendere le distanze dalla “Storia dei Manuali”, cercheremo di far rivivere la “Storia delle donne” attraverso la voce delle protagoniste, immaginando e facendo nostra la loro vicenda umana. Ora, aprite il diario, e tra le righe dei pensieri entrate nell’animo di chi ha fatto la storia in silenzio. Oggi tocca a Maria Anna Mozart.

Oggi si realizza per me il sogno di ogni giovane donna.

Maria Anna MozartTra poco attraverserò la navata per andare incontro a colui che sarà, da oggi fino alla morte, mio marito. Johann Baptist è un uomo gentile, non troppo alto, questo è vero, ed è già alle sue terze nozze. Dovrò crescere i figli avuti da altre donne, trattandoli come se fossero miei. Passerò le mattinate seduta alla poltrona, aspettando il suo ritorno dalla battuta di caccia, mentre le mie dita saranno indaffarate nel completare un inutile ricamo. Le stesse dita che, quando erano ancora molto più piccole, hanno incantato le più grandi corti d’Europa. Bianche e leggere, le facevo scorrere delicatamente sulla tastiera del clavicembalo. Ogni loro sussulto, ogni mio moto d’allegrezza, si trasformava in un suono, ed il suono in melodia.  Le note uscivano dalla mia mente naturali come una risata. La musica era ciò a cui giocavamo io e Wolfgang. Mentre gli altri bambini si divertivano a tormentare le rane in giardino e a giocare con i gessetti, io e Wolf trovavamo il più gran diletto nello scatenarci sulla tastiera, per creare nuove melodie. Siamo sempre stati molto diversi: lui, una forza della natura, un birbante dalla faccia simpatica; io timida e pacata. Ricordo ancora quando, ancora bambino, alla corte viennese chiese la mano della piccola Maria Antonietta, scatenando le risa dei presenti. Sempre alla corte viennese, ricordo i complimenti che furono rivolti a mio padre. Tra questi, il fatto che fossi io il vero genio di casa. Tra me e Wolf, tuttavia, non c’è mai stata competizione. Anzi, anche ora che è un compositore affermato in tutta Europa, spesso si rivolge a me per dei consigli, o elogia miei componimenti ancora incompleti. D’altronde, che competizione potrebbe mai esserci se la sola mia condizione femminile mi condanna alla sconfitta? Quando ho compiuto dodici anni, quando mi sono affacciata sulla soglia spaventosa dell’età adulta, il mio sesso ha scelto il mio destino. Ricordo quando papà decise di portare solo Wolfgang in Francia. Era la prima volta che io e Wolf non avremmo suonato insieme. «Potrai occupare il tempo senza la compagnia di tuo fratello dedicandoti al ricamo». E così è stato. Ricamavo con foga e rabbia come se stessi suonando al pianoforte un Prestissimo. Ho iniziato a desiderare una vita casalinga, solo perché era l’unico desiderio che mi era permesso. Ho sentito dire che esibirsi suonando sia per una donna un’occupazione sconveniente. Gli uomini condannano moralmente tutto ciò in cui temono che noi donne potremmo superarli. Sono stata costretta a sacrificare il mio sogno per lasciare più spazio a Wolf, ed essendo donna questo mio sacrificio è considerato quasi “naturale”. Ed invece dentro soffro, e sento una parte di me estinta per sempre. Wolf calcherà i più grandi palcoscenici del mondo, con la sua musica comunicherà la sua grandezza d’animo alle generazioni avvenire. Io sarò invece una brava moglie silenziosa, e il più importante “palco” che calcherò nella mia vita sarà la navata di questa chiesa.

Oggi si realizza per me il sogno di ogni giovane donna, ma non il mio.

Maria Anna MozartMaria Anna Mozart (Salisburgo, 30 luglio 1751 – Salisburgo, 29 ottobre 1829) è stata una pianista austriaca. Chiamata con il vezzeggiativo di Nannerl , era la sorella maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, la figlia di Leopold Mozart e di Anna Maria Pertl. Dotata di un talento fuori dal comune, per anni fu la pupilla del padre. Da bambini fratello e sorella si esibirono insieme in giro per l’Europa, e spesso fu proprio “Nannerl”, un portento al clavicembalo,  a conquistare di più l’attenzione dei critici. Tuttavia, i soldi non bastavano a finanziare i tour europei di entrambi i figli, e così Leopold decise di puntare tutto sul figlio maschio, Wolfgang. Nel 1769 padre e figlio partono per una tournée in Italia, lasciando Maria Anna  a casa con la madre. Maria Anna Mozart comincia quindi a dare lezioni di clavicembalo per sovvenzionare i viaggi del fratello. La “rinuncia emotiva” alla carriera musicale si riversa sulla salute, con fastidiose emicrania ogni volta che il fratello e il padre partono alla volta di qualche teatro europeo.  Il suo destino, tuttavia, è quello di trovare un buon partito da sposare: nel 1784 sposa il ricco barone Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg, già vedovo e con figli. I rapporti col fratello andarono progressivamente raffreddandosi, anche a causa dei due stili di vita totalmente differenti. Tuttavia, alla morte prematura del fratello nel 1791, divenne la più grande promotrice della figura e della musica del fratello. Maria Anna Mozart, dopo una vita passata nel totale anonimato, si spense il 29 ottobre del 1829, a ben 78 anni. Oggi è sepolta nel cimitero di Salisburgo accanto al musicista Johann Michael Haydn.

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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