“Loving Vincent”: l’arte di Van Gogh prende vita sul grande schermo

0 1.084
Vincent (Robert Glyaczk)

La figura di Vincent Van Gogh non smette di affascinare e di coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo, incuriosite da quel personaggio tanto sfortunato in vita quanto amato dopo la morte, da quell’artista tormentato che furiosamente raccontò sulla tela le sue visioni distorte, le sue impressioni esasperate del mondo, il suo costante malessere. Ecco perché è stato realizzato Loving Vincent. Prodotto da Nexo Digital, si tratta di un incredibile film realizzato partendo proprio dai dipinti dell’artista olandese, che grazie ad attori e animazioni prendono vita e ci raccontano l’esistenza del nostro adorato Vincent. Si tratta del primo film realizzato su tela: ben 125 artisti hanno collaborato affinché i colori dei dipinti potessero raccontarci qualcosa in più sul loro autore. Per oltre un anno hanno lavorato al fine di comprendere come l’arte del nostro si sarebbe potuta sviluppare se fosse stata una pellicola, frame by frame, arrivando quindi a rielaborare ben 94 dipinti, dei quali la maggior parte è rimasta uguale all’originale, mentre circa 31 opere sono state riportate parzialmente, di modo da poter sostenere la narrazione.

Il film è stato scritto e diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman, e tornerà nei nostri cinema il 20 novembre dopo lo straordinario successo di ottobre: un appuntamento davvero imperdibile per gli amanti dell’arte e soprattutto per gli amanti di Van Gogh, che potranno gustarsi un lavoro davvero sopraffino.

Loving Vincent ci permette di tuffarci come in un sogno dei quadri più celebri dell’artista di Zundert, potendone quasi tastare la consistenza, comprendere quale attimo hanno deciso di immortalare e quindi provare a capire le sensazioni del pittore.

Ciò che viene narrato è quindi la vita di Van Gogh tra tormenti e incanti, interpretata e dedotta dalle sue pennellate e dalle lettere inviate al fratello Theo, che sempre lo sostenne: mentre il ritmo della vita si fa a volte concitato e vivace, altre volte si annulla tra le mura di una casa dove è rimasto solo oppure quelle del manicomio, luogo finale dove provare a trovare un po’ di conforto.

Notti stellate, autoritratti, fiori, campi, tutto si sussegue, si anima, ha il volto di Vincent, che grazie alla preziosa finzione cinematografica, ce lo troviamo vivo e pulsante sul grande schermo mostrarci in prima persona quella che fu la sua vita o quella che presupponiamo più o meno fosse.

Loving Vincent non è un semplice film su un artista, non è nemmeno un experience, ovvero una delle tante mostre che provano a farci immergere passivamente nelle opere di un artista, è un viaggio non solo nei colori ma soprattutto nelle emozioni di una vita reale: è un film che racconta come dal tormento e dalla fatica dell’esistenza possa comunque nascere la meraviglia.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.