Leo Matiz

Al Museo Civico di Bari Frida Kahlo e il mito di Macondo nelle foto di Leo Matiz

Il Museo Civico di Bari ospita la mostra dedicata ad uno dei principali protagonisti della fotografia del Novecento: Leo Matiz, nato nel 1917 ad Aracataca in Colombia, la città che vide i natali anche di Gabriel García Márquez e che ispirò la mitica Macondo di Cent’anni di solitudine. L’esposizione, intitolata Frida Kahlo nella casa Azul – Macondo Mito e Realtà nelle fotografie di Leo Matiz, si compone di tre diverse sezioni che si sviluppano secondo un percorso che avvolge interamente lo storico edificio di Strada Sagges nel cuore della città vecchia: protagonisti sono alcuni degli esponenti più significativi dell’arte e della cultura latino-americana del secolo scorso come Frida Kahl, Diego Rivera e il già citato Garcia Márquez, di cui Matiz fu amico e testimone attraverso le sue opere.

Magda e il nano

Idealmente il racconto ha inizio proprio da Bari, la città che Alejandra Matiz, figlia di Leo, ha voluto omaggiare in onore della sua amicizia con Magda Bisceglie. Originaria di Bari vecchia, nel 1957 venne immortalata a sua insaputa nella foto Magda e il nano, scattata dallo stesso Matiz a Caracas, dove la donna visse dall’età di 4 anni. L’istantanea, nella quale Magda si è riconosciuta 35 anni dopo in una monografica su Matiz a Milano, è diventata un manifesto della cordialità umana, tanto da essere acquistata dal MoMA di New York. Magda è il legame che unisce varie storie: sposa Antonio Massarelli alla fine degli anni Cinquanta e torna a vivere con lui in Italia. Molti anni dopo, grazie al suo lavoro di restauratrice, conosce Alejandra Matiz e ne nasce un’amicizia intensa, ma solo dopo diversi anni scoprirà di essere stata la protagonista involontaria di uno scatto dell’artista. Non a caso l’esposizione si apre, al piano terra, proprio con la splendida immagine di Magda e il nano: una ragazza che, nata della vecchia Bari ed emigrata nel Nuovo Continente, grazie all’intuito di Matiz diventa un emblema del calore umano tipici di due culture come quella latino-americana e quella mediterranea, che tanto hanno in comune.

Una fotografia ha sempre il potere di cogliere un attimo e renderlo eterno, congelandolo attraverso la quarta dimensione, quella del tempo. Ma poche sono quelle fotografie, e ancor più quei fotografi, che sanno raccontare una storia e svelarne l’essenza. Leo Matiz è senz’altro fra questi. La sua vita è stata un intreccio di incontri imprevedibili e coincidenze che ne avrebbero segnato la carriera. La prima, appunto, quella di nascere nel 1917 nella città colombiana di Aracataca, la seconda è quella di incontrare la pittrice Frida Kahlo, durante uno dei suoi viaggi in Messico. Siamo negli anni ’40 e la Frida di allora è una donna che ha raggiunto la maturità artistica e l’equilibrio di donna autonoma, che ha saputo fare dell’arte il riscatto per superare tutte le sofferenze che un destino travagliato come il suo le avrebbe riservato. Di quello storico incontro, il poliedrico fotografo ha lasciato una preziosa testimonianza: oltre 50 scatti, tutti esposti nella mostra barese. Un reportage fotografico ambientato in un luogo simbolo, oggi trasformato in museo: la casa in cui Frida era nata nel 1907 e dove si trasferì con il marito Diego Rivera. Un racconto in bianco e nero che non è solo documento di uno spaccato di vita dell’artista messicana ma che svela e rivela, attraverso il filtro dell’amicizia che ha legato i due, un ritratto intimo e inedito della pittrice più iconica del secolo scorso.

Matiz ritrae una donna dalla vita intensa, ricca di passioni, come i personaggi di Garcia Márquez: una rara combinazione di reale e straordinario. Dall’incontro con l’artista messicana nasce un proficuo rapporto artistico e di amicizia che dà vita ad un percorso estetico ed evocativo, concretizzato in una serie di fotografie che ritraggono la pittrice nella sua vita quotidiana, nella sua casa, nel suo quartiere. Nel 1997, un anno prima di morire, Matiz torna nella casa Azul – diventata ormai un santuario in cui vive il ricordo di Frida e del marito Diego Rivera, scomparsi da tempo – e ne lascia una testimonianza in una serie di immagini in cui sembra avere il presagio della sua stessa fine ormai vicina.

Macondo, luogo intriso di realtà e mito, è il tema della sezione della mostra allestita sul terrazzo del secondo piano del museo per realizzare una intrigante contaminazione tra le immagini di Matiz, evocative di un favoloso mondo tropicale, e lo scenario altrettanto suggestivo che si gode dai tetti della città vecchia. Matiz ritrae Aracataca nelle sue fotografie con lo stesso alone di magia con cui Márquez descrive Macondo. Le immagini degli abitanti della costa colombiana, ripresi nei ritmi e nelle attività della loro vita quotidiana, nella loro bellezza raccontano un mondo mitico di cui il fotografo e lo scrittore sono i cantori.

Frida Kahlo nella casa Azul – Macondo Mito e Realtà nelle fotografie di Leo Matiz
A cura di Armida Massarelli
Museo Civico di Bari
Dal 27 ottobre 2017 al 15 gennaio 2018

Alessia Amato per MIfacciodiCultura

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By on novembre 14th, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Visual & Performing ARTs

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