Ravenna

#ArtSpecialUNESCO – I monumenti paleocristiani a Ravenna

Dai Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, sito UNESCO di cui abbiamo già avuto modo di parlare nella scorsa settimana, ci rechiamo oggi in Emilia Romagna per scoprire i tesori di una delle città più importanti per l’affermazione e lo sviluppo dell’arte paleocristiana e bizantina in Italia. Parliamo di Ravenna e degli otto monumenti in essa costruiti tra il V ed il VI secolo d.C. e divenuti Patrimonio mondiale dell’umanità nel 1996, in quanto significativi esempi di strutture religiose, edificate a seguito della proclamazione, avvenuta con l’editto di Teodosio del 380, del cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero.

Colombe abbeveranti, particolare della decorazione musiva del Mausoleo di Galla Placidia

I monumenti in questione sono: il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Battistero degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe e presentano tutti, come principale ornamento delle superfici interne, l’elemento musivo, tratto distintivo dell’arte paleocristiana e bizantina.

Voluto dalla stessa Galla Placidia, figlia di Teodosio il Grande e sorella di Onorio (l’imperatore romano a cui si deve il trasferimento della Capitale imperiale da Milano a Ravenna nel 402) fu eretto, tra il 425 ed il 450, il famoso Mausoleo a croce latina a lei dedicato. Riccamente decorato al suo interno con straordinari mosaici, all’esterno il Mausoleo appare, invece, spoglio. L’importante decorazione musiva, realizzata da diverse maestranze, presenta preponderanti riferimenti all’arte bizantina sia nelle lunette che nella cupola (ornata da un meraviglioso cielo stellato) e racconta il tema della vita eterna.

Il Battistero Neoniano, così chiamato a causa dei mosaici a carattere ellenico-romano che ivi furono realizzati per volere del vescovo Neone, nel 458 d.C. circa, è di forma ottagonale, conserva al centro una larga vasca battesimale in marmo e porfido (anche questa ottagonale). Il mosaico centrale della cupola raffigura San Giovanni Battista nell’intento di battezzare Gesù, motivo che troviamo anche nella cupola del Battistero degli Ariani, fatto edificare sul finire del V secolo. La pianta a forma ottagonale del Battistero Neoniano la ritroviamo anche nella Basilica di San Vitale che, concepita come tempio, fu eretta per ordine del vescovo Ecclesio nel 548.

In origine Chiesa palatina di Teodorico, destinata al culto ariano ed esclusivamente praticata dalla corte dell’imperatore, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo porta al suo interno i segni, ancora visibili, della conquista della città da parte dell’impero bizantino avvenuta nel 540. Atteso il volere dell’imperatore Giustiniano di integrare i luoghi di culto ariani con quelli del culto cattolico, oltre alla nuova consacrazione al Santo Martino di Tours, la Chiesa palatina subì anche la cancellazione del ciclo di mosaici dedicati alla religione ariana. Al loro posto furono collocate nuove decorazioni inerenti la fede cristiana.

Mausoleo di Teodorico a Ravenna, patrimonio dell’umanità dal 1996

La Cappella Arcivescovile, concepita come oratorio privato, ha rappresentato l’unico edificio ortodosso costruito sotto l’impero di Teodorico, mentre il Mausoleo di Teodorico, fatto costruire dal re goto nel 520 d.C. per accogliere le sue stesse spoglie, si sviluppa su due piani ed ha la particolarità di avere come copertura uno dei più grandi monoliti al mondo adibiti a cupola. Nella vasca di porfido, situata al secondo piano, si pensa possano essere stati ospitati i resti del Re goto, almeno fino alla conquista della città da parte dei bizantini.

Infine la Basilica di Sant’Apollinare in Classe i cui lavori iniziarono nel VI secolo per volontà dell’arcivescovo Ursicino. Localizzata nella città di Classe, dove trovava sede la flotta romana, e famigerata per le decorazioni presenti al suo interno, la Basilica viene soprattutto ricordata per il mosaico del catino absidale in cui un’imponente croce gemmata domina la scena.

Tutti e otto gli edifici religiosi della città di Ravenna che abbiamo brevemente passato in rassegna sono entrati nella World Heritage List nel 1996 e trovano nelle vicende della religione cristiana del V e VI secolo la ragione della loro esistenza. Le otto strutture che molto hanno quindi da dire sul periodo storico durante il quale vennero erette, sono divenute patrimonio dell’umanità perché rappresentanti un capolavoro del genio creativo umano (I criterio UNESCO) e perché costituenti un esempio straordinario di una tipologia edilizia e di un insieme architettonico che illustrano un’importante fase della Storia (IV criterio UNESCO).

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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By on novembre 14th, 2017 in Articoli Recenti, Travel

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