Arte Povera

Arte Povera: anniversario di una splendida cinquantenne

Mario Merz, Igloo, 1971

È una semplicità quasi disarmante quella dell’Arte Povera, movimento artistico nato nella seconda metà degli anni ’60 che festeggia proprio quest’anno il cinquantesimo anniversarioIn occasione di questo particolare compleanno a New York sono state organizzate ben tre mostre con un unico obiettivo: quello di omaggiare un movimento artistico nato in Italia in un periodo di instabilità e molto apprezzato ancora oggi in tutto il mondo, specialmente Oltreoceano dove per molti è considerato la vera e propria arte contemporanea.

Due nomi illustri del movimento, quelli di Germano Celant e Ileana Sonnabend, sono i protagonisti della mostra ospitata presso la galleria Levy Gorvy di New York, inaugurata lo scorso 2 novembre. La mostra in questione, curata da Celant, critico e storico dell’arte, indaga il ruolo centrale che la Sonnabend ha avuto nel promuovere sia l’arte americana in Europa sia l’Arte Povera a livello internazionale, lanciando nelle sue gallerie di Parigi e New York alcuni giovani artisti italiani che nel 1967 Celant aveva tenuto a battesimo su Flash Art: Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio.
Il termine Arte Povera venne coniato proprio dall’allora giovane critico, che per povero intendeva non convenzionale, traendo ispirazione dal Teatro povero del regista polacco Jerzy Grotowski in cui si abbandona l’uso di costumi e altri oggetti non essenziali per concentrarsi maggiormente sulla relazione attore-spettatore. Arte Povera voleva quindi dire eliminare il superfluo riducendo il tutto al minimo. Lo stesso Celant in occasione dell’inaugurazione della rassegna alla galleria Levy Gorvy ha voluto ricordare la profonda amicizia e stima che lo legava alla Sonnabend:

Michelangelo Pistoletto, Walking Sculpture, 1967

Con Ileana e e col marito Michael ci incontrammo alla Biennale di Venezia del 1964 e il termine di Arte Povera è nato proprio da una conversazione con lei.

Il 4 novembre sempre a New York, per la precisione nel villaggio di Cold Spring, Michelangelo Pistoletto ha invece riproposto la performance Scultura da Passaggio (Walking Sculpture) tenutasi a Torino nel 1967, portando letteralmente a passeggio una nuova versione di una delle sue opere più famose e significative: la Sfera di giornali. La performance ha visto il coinvolgimento del pubblico che ha portato in giro la sfera lungo un percorso circolare ben definito.

Le celebrazioni per questo cinquantesimo non si fermano alla sola New York, anche Roma, con la mostra sul Sessantotto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e Londra, con la mostra Poor Art | Arte Povera: Italian Influences, British Responses alla Estorick Collection, hanno voluto partecipare. In particolare quest’ultima analizza come alcuni artisti britannici contemporanei abbiano risposto alle opere di Arte Povera create negli anni ’60 da artisti del calibro di Alighiero Boetti, Mario Ceroli, Giuseppe Penone. L’intento principale è quello di creare un dialogo tra gli artisti di oggi e quelli di ieri ed è proprio per questo che le opere sono disposte in ordine sparso e non cronologico. Opere create con oggetti e materiali poveri, presi da casa, dalla strada, dalla natura, come il caffè versato, dei ramoscelli di salice o come dei simpatici cavolini di Bruxelles o una tenda per la doccia. Opere di artisti di oggi per omaggiare gli artisti del passato che vivono ancora nel presente.

Ileana Sonnabend and Arte Povera
A cura di Germano Celant
Levy Gorvy, New York
Dal 2 novembre al 23 dicembre 2013

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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By on novembre 14th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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