Take Me (I'm Yours)

Take Me (I’m Yours): all’Hangar Bicocca si sovvertono le regole museali

La mostra Take Me (I’m Yours) è stata inaugurata lo scorso 1° novembre presso l’Hangar Bicocca di Milano ed è decisamente molto particolare: i visitatori sono invitati ad infrangere la barriera solitamente apposta tra pubblico ed opera d’arte, toccando e modificando ciò che si trova esposto.

L’idea di una mostra così particolare risale al 1995, quando l’artista francese Christian Boltanski la ideò con il curatore svizzero Hans-Ulrich Obrist per la londinese Serpentine Galleries, il cui direttore è tutt’oggi Obrist. Quest’ultimo, curatore anche dell’esposizione milanese, all’inaugurazione ha parlato di arte democratica ma anche rivoluzionaria, che riscrive le regole del museo basandosi sui principi di partecipazione e generosità, poiché infatti il pubblico può prendere ma anche dare alle opere d’arte.

Take Me (I’m Yours) è stata riproposto nel corso degli anni in giro per il mondo (in questo momento per esempio è anche a Buenos Aires) ed è sempre stata una collettiva: a Milano partecipano ben cinquanta artisti dei quali quindici italiani. Oltre ovviamente a Boltanski e alla sua Dispersion, composta da abiti usati che è possibile portare via acquistando una borsa realizzata dallo stesso artista, troviamo anche Douglas Gordon, Gilbert & George, Carsten Höller, Yoko Ono, Maurizio Cattelan, Felix Gonzalez-Torres, Ugo La Pietra, Franco Vaccari, Alison Knowles, Jonathan Horowitz, Francesco Vezzoli

Toccare, mangiare, staccare, aggiungere, calpestare, strappare, rubare, donare, modificare: queste sono solo alcune delle azioni che si è invitati a compiere, perché l’arte è di tutti e deve essere presa nel vero senso della parola. Take Me (I’m Yours) seppur abbia compiuto 22 anni, ancora oggi si staglia nel panorama espositivo come un elemento di rottura: seppur la parola esperienza sia ormai parte integrante del museo, l’immersione nell’arte è quasi sempre esclusivamente sensoriale ed emotiva, in questo caso lo è anche fattivamente, in maniera così dinamica e attiva da rendere l’arte un continuo divenire così come la mostra, che mai potrà essere identica da come era iniziata proprio come l’animo dello spettatore, che muta irreversibilmente dopo la visita ad una mostra.

Questa esperienza dunque permette di comprendere come il pubblico non solo si approcci al contemporaneo ma anche come interpreti un’occasione del genere: saprà cogliere questa opportunità per esplorare i confini dell’arte oppure uscirà quella repressa voglia di vandalismo che molti covano? Provate per scoprirlo.

Take Me (I’m Yours)
A cura di Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi, Roberta Tenconi
Hangar Bicocca, Milano
Dal 1° novembre 2017 al 14 gennaio 2018

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on novembre 13th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Mostre, Visual & Performing ARTs

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