Robert Louis Stevenson: esotico, calvinista e avventuroso

Robert Louis Stevenson: esotico, calvinista e avventurosoQuando sentiamo parlare di Robert Louis Stevenson (Edimburgo, 13 novembre 1850 – Vailima, 3 dicembre 1894) la nostra mente corre alla nebbia di Londra (o forse Edimburgo?) di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, alle esotiche avventure de L’isola del Tesoro e agli ultimi anni trascorsi nei mari del Sud. In realtà lo scrittore scozzese accoglie dentro di sé un mondo molto più complesso e intrigante, al quale si assommano anche la cupa educazione calvinista nell’infanzia.

Nato nel 1854 nella capitale scozzese, suo padre è un costruttore di fari, mentre la madre è figlia di un professore di filosofia morale dell’università di Edimburgo. Entrambi i coniugi erano devoti presbiteriani e il piccolo Robert, bambino fragile a causa della tubercolosi, fu cresciuto amorevolmente dalla sua bambinaia, Alison Cunningham (“Cummy”), la quale proseguì l’istruzione religiosa di Stevenson, leggendogli estratti di Bunyan, di John Foxe e della Bibbia (Mehew 2004, Furnas 1952: 28-349).

images-1-2Come accade nella vita di molti giovani, il vero momento di svolta nell’esistenza di Stevenson è rappresentato dall’università: dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, completa quelli in giurisprudenza, ma, al tempo stesso si dichiara completamente ateo e inizia la sua vita bohémien. Il suo primo viaggio è in Francia, assieme all’amico Sidney Colvin: del loro peregrinare ne darà conto nei libri An Inland Voyage (1878) e Travels with the Donkey on the Cévennes (1879), un’area di influenza riformata.

Il primo successo editoriale dello scrittore edimburghese è senza ombra di dubbio Treasure Island (1883, L’isola del tesoro). Stevenson scrisse questo romanzo per rallegrare il figliastro Lloyd Osbourne, influenzato da un genere che, tra il sec. XVIII e XIX, aveva conosciuto una vasta eco: egli aveva certamente contezza di successi editoriali come Robinson Crusoe (1719) di Defoe e la storia del suo naufragio su un’isola deserta o del romanzo di Scott The Pirate (1822), ambientato nelle Highlands. Il protagonista è Jim Hawkins, un giovane orfano di padre che, nel corso della sua avventura a bordo della nave del capitano Smollett, si trova ad affrontare un vero e proprio percorso di formazione, da cui ne uscirà cambiato e diverso, dimostrando di essere un personaggio a tutto tondo (cfr. Forster 1927).

unknown-2La fama di Stevenson è innegabilmente legata ad un testo che ha fatto la storia del canone occidentale: Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde (1886, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde). In questa sede, prima di dar conto in modo compiuto del racconto, intendo soffermarmi brevemente sul titolo: il fatto che, nel titolo originale, manchi completamente l’articolo sta a indicare che il lettore si troverà di fronte a una vicenda sorprendente e sconvolgente, tale che nemmeno la grammatica tradizionale è in grado di registrare con l’accuratezza del caso. È opportuno iniziare dicendo che questo testo non può essere considerato un classico esempio di letteratura manichea, in quanto non è la lotta tra il bene e il male a essere tematizzata, quanto lo scontro tra due istanze sociali opposte, l’austero e rigido vittoriano notaio (e non avvocato) Utterson e il dottor Henry Jekyll, che vorrebbe evadere dalle costrizioni della società inglese (come si vede anche dal cognome, je/kill, che ha ucciso il sé). Mr Hyde rappresenta l’Es, ciò che Jekyll vorrebbe essere ma non può perché chiamato a reprimere i suoi istinti dall’ipocrita morale vittoriana. Questo testo è anche ricco di silenzi e di non detti, che anticipano la formulazione della settima massima di Wittgenstein, che invita a tacere quando non si sa (Dury 2005, Conte 1997). Oltre alla critica alla società vittoriana, è inevitabile pensare alla teologia calviniana e alla doppia predestinazione, per cui l’umanità è interiormente malvagia.

unknown-1Concludo questa carrellata stevensoniana con un racconto significativo, Thrawn Janet (1887, Janet la Storta). Protagonista è il reverendo Murdoch Soulis, il pastore presbiteriano di una piccola comunità dimenticata da Dio e superstiziosa, dove ancora è viva la pena per l’ordalia dell’acqua. Egli si trova a difendere dal sospetto e dalla violenza della sua congregazione la propria domestica Janet, per poi scoprire essere che ella è posseduta dal demonio.

Quando mi è stato chiesto di scrivere di Stevenson non potevo chiedere di meglio, in quanto uno dei miei scrittori preferiti, ma, soprattutto uno di quegli scrittori che mi ha accompagnato dal primo anno di università e che è diventato patrimonio personale.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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By on novembre 13th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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