Due cuori di Nicola Neri: le emozioni amplificate in un romanzo d’esordio

Due cuoriDue cuori, pubblicato a giugno dalla casa editrice SE, è il romanzo d’esordio di Nicola Neri, nato a Milano nel 1992, studente di psicologia con un grande interesse nei confronti della psicanalisi e dell’Altro, punto d’accesso fondamentale al proprio Io. Ambientato in una Londra post-punk – con una fuga verso la Scozia – in un futuro che è già presente, Due cuori è il primo romanzo del giovane autore che nel 2014 ha pubblicato Scazzi per Mondadori, libro scritto a quattro mani con il padre Michele Neri.

È un libro corposo e ambizioso, con una struttura vicina al fantasy. La prosa è musicale, difficile e a tratti macchinosa e disorientante, con frasi che evidenziano un’introspezione in cui spesso risulta impossibile intromettersi. Due cuori rivela la complessità psicologica di chi saluta la propria adolescenza, o almeno tenta un taglio netto con un periodo della propria vita. Può essere considerato un romanzo di formazione.

Il romanzo si apre con le visioni di N.N. (l’autore?) in una stanza d’hotel. Siamo nel 2020, un numero che ha due cuori. Pagina dopo pagina quattro personaggi sperimentano emozioni amplificate a causa di un’anomalia fisica: avere due cuori comporta una sensibilità ed un’empatia esagerate che si scontrano con la diffidenza dei mono-cuore. È una ricchezza che è allo stesso tempo una maledizione e che rende i personaggi del libro giocolieri delle emozioni, come li definisce Nicola Neri. Le emozioni adolescenziali, in particolare, sono così intense e contraddittorie da non capire come un cuore solo possa sopportarle.

Sulla bella copertina del libro c’è un dipinto di Paul Klee: Fulmine fisiognomico risale al 1927 e mostra un viso ovale scisso a zig-zag. Il volto umano è composto da due metà simili ma apparentemente inconciliabili: forse solo il tempo può far combaciare i lembi della ferita e permettere al doppio di convivere. Due cuori è infatti anche il tentativo di trovare un senso alla sofferenza e ai propri limiti, è il tentativo di riconoscere un uguale valore agli opposti che vivono nella persona senza dover soffocare una parte di sé.

Nel romanzo i personaggi sperimentano emozioni anche crudeli e indossano un braccialetto sensibile alla sintonia collegato ad Alchimia, il social network delle emozioni, algoritmo delle affinità e garanzia matematica dell’amore perfetto. Alchimia non è il male, perché in questo romanzo non ci sono antagonismi. È un modo per vivere le emozioni proprie e altrui, condividendo la bulimia di sentimenti in una realtà virtuale (ma neanche troppo virtuale) che dimostra di possedere un intuito infallibile.

Abbiamo intervistato Nicola Neri, che venerdì 17 novembre presenterà il suo libro presso lo showroom culturale Let’s Feel Good di Milano.

Perché hai scritto Due cuori?

Per dare un senso a ciò che a prima vista non l’ha: la sofferenza. Perché se riletta nella scrittura concede di farne qualcosa di bello, ad esempio realizzare un romanzo. E dunque un desiderio di condividere questo mio mondo corretto dai due cuori, dove si può negare una parte della realtà per giungere alla verità: «Nessuno potrà dirti che non l’infinito dentro il cuore».

Perché leggere Due cuori?

Paul Klee – Lampo fisiognomico (1927)

Per incontrare Mia, Sean, Arden e Bryce: una metafora vivente della condizione oscillante dell’identità degli adolescenti di oggi, e di un numero sempre maggiore di adulti. I protagonisti ne sono la moltiplicazione all’infinito e insieme un tentativo di portare alle estreme conseguenze ciò che si è per capire chi si è. Supponete di entrare in una storia che parla di un mondo di emozioni extra-large, dove il tempo è scandito dai battiti, e supponete che vi riguardi: perché tutti abbiamo due cuori, anche se fisicamente non così vicini.

Cosa vuoi lasciare ai tuoi lettori, quali emozioni?

Il mio tentativo è invitare il lettore ad abbracciare la sua incertezza e non a evitarla, come la società oggi promuove. Perché soltanto rifiutando di metterla a tacere attraverso l’uso di sostanze o di sedarla con i social network si può cercare una via d’uscita, che passa sempre per un cuore paradossale. Vorrei che il lettore partecipasse a una rivolta dei sentimenti, contro l’omologazione artificiale che si sta affermando.

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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By on novembre 13th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing, Interviews

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