L’AMO di Verona celebra i 50 anni di carriera di Fernando Botero

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Fernando Botero, Cristo crocifisso, 2000. Olio su tela, 255×192 cm

Fino al 22 aprile 2018 è possibile visitare, presso il Museo AMO – Palazzo Forti a Verona, la mostra Botero, una rassegna interamente dedicata all’artista colombiano curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con Fernando Botero stesso e organizzata e co-prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostre Skira.

Il percorso espositivo, realizzato in occasione della celebrazione per i cinquant’anni di carriera dell’artista, ospita più di 50 opere d’arte di grandi dimensioni che, presentate suddivise attraverso dieci diversi gruppi tematici, vogliono ripercorrere la proficua carriera di Botero dai suoi primissimi esordi.

Dalla prima sezione della mostra, intitolata Esordi, traspare con estrema chiarezza la forte influenza dell’arte precolombiana visibile nella pittura dell’artista, che sarà sempre presente in tutto il suo lavoro a venire, anche più recente. Sono proprio questo tipo di manufatti artistici, strettamente legati alla sua terra, ad ispirare e a connotare i tratti distintivi dell’arte di Fernando Botero, attraverso gli sgargianti colori e le forme, che verranno rese sempre più rotonde e dilatate oltre il naturale, e che diventeranno il “marchio di fabbrica” dell’artista.

Fernando Botero, Gente di circo, 2007. Olio su tela, 139×153 cm

In successione, in mostra è quindi possibile ammirare alcuni dei più celebri dipinti di Botero passando per Versioni da antichi maestri, con le fiabesche e personalissime reinterpretazioni dei classici della pittura occidentale. Le sezioni Nature morte e Circo, poi, offriranno al visitatore l’accesso a mondi giocosi e divertenti dai variopinti colori. Il forte e appassionato legame con il Sud America viene mostrato nella parte centrale del percorso, all’interno delle sezioni Vita Latino Americana, Politica, Corrida e Religione. Nei dipinti qui esposti sono infatti proposti caratteristici spaccati di vita colombiana, visibili attraverso le nostalgiche raffigurazioni del popolo e le caricaturali e sfarzose rappresentazioni dei detentori del potere, per poi passare agli elementi caratteristici della cultura colombiana, espressi attraverso il tradizionale spettacolo della corrida e il rapporto della società latino americana con la religione cattolica, elemento che permea numerosi aspetti della vita della sua gente. La mostra si conclude poi con le ultime due sezioni: Sante, dove l’artista colombiano reinterpreta in maniera irriverente l’iconografia delle figure tradizionali di sante e Nudi, una conferma dell’incredibile grazia dei corpi dipinti da Botero che, nonostante l’apparente innaturale abbondanza, rivela un sapiente e armonioso studio dei volumi.

Fernando Botero, Coniugi Arnolfini, 2006. Olio su tela, 205×165 cm

Ed è proprio la ricerca della sensualità e della bellezza nel volume la base della poetica di Fernando Botero, a cui dedica tutta la sua opera. Si tratta di una bellezza che non arriva nell’immediato, ma che se capita, come afferma l’artista stesso, si trasforma in un’esaltazione della vita in tutta la sua positività ed energia. È una bellezza primitiva, ma che è ancora fortemente radicata nella cultura dell’America Latina, dove bellezza e abbondanza sono strettamente collegate. Botero utilizza quindi canoni appartenenti a un mondo che è a lui molto vicino, che viene descritto non solo nelle forme, ma anche nei colori e nei soggetti, per i quali trae ispirazione anche dai vicini muralisti messicani, con l’obiettivo di ridestare lo spirito delle sue origini e della storia della “sua” gente. Il percorso espositivo della mostra riesce a riassumere in modo semplice e ben comprensibile queste tematiche, che hanno reso Fernando Botero un classico della contemporaneità.

Botero
A cura di Rudy Chiappini
AMO – Palazzo Forti, Verona
Dal 21 ottobre 2017 al 22 aprile 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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