La confraternita dell'uva

La confraternita dell’uva, un luogo d’incontro di due peculiarità culturali

La confraternita dell’uva non è un luogo come tanti, è un insieme di passione e condivisione, un posto in cui rilassarsi, sfogliando libri e gustando prodotti che provengono da una Regione ricca come la Puglia. Proprio il nome di questa libreria-winebar suggerisce l’idea di uno spazio in cui circolano esperienze e personalità. Conserva in sé quell’attitudine di un circolo continuamente alimentato, che pone al centro la cultura in ogni sua sfumatura. Ce ne parla Giorgio, ideatore insieme ad Antonio della confraternita.

Caro Giorgio, raccontaci un po’ che tipo di luogo tu e Antonio avete creato e soprattutto come.

La confraternita dell’uva nasce da una proposta che Antonio mi fece mentre mi trovavo a Barcellona per un Erasmus, dove appunto stavo vivendo un’esperienza libraria ed editoriale, dove ho potuto capire come si crea una realtà di questo tipo. La mia è una formazione che si sviluppa rispetto ad attività di tirocini sia in Italia durante gli studi che all’estero. Antonio aveva in mente l’idea di aprire un wine bar, poiché quella per i vini è una sua passione che ha poi portato a compimento in questo locale. Nella sua proposta stava però una volontà di creare insieme un luogo nel quale unire una controparte culturale che andasse ad animare il tutto. La confraternita è l’incontro di due peculiarità e passioni. Il nome del locale è merito mio, La confraternita dell’uva è infatti il titolo di un romanzo di John Fante, pubblicato a puntate su una rivista negli Stati Uniti nel 1977, in Italia giunto nel 1990. È un libro che parla di letteratura, di vino, di italiani espatriati, della loro forte cultura e del forte attaccamento alla terra d’origine. La particolarità della comunità italiana è che tendono a preservare ma anche a imporre la loro cultura all’estero. Basti pensare che negli Stati Uniti gli italiani sono la seconda minoranza più ricca negli USA dopo gli ebrei.

Che cosa rappresenta per te la tradizione e come può questa trovare secondo te un punto di forza qui a Bologna?

Bologna è una città che per i foggiani, e i pugliesi in generale, rappresenta una sorta di place to be, è un must have nella crescita e formazione personale. Ogni anno sono tantissimi i pugliesi che si spostano a Bologna per studiare o lavorare, portando con sé un forte senso di tradizione e cultura, che cercano in qualche modo di ritrovare anche qui. Determinante può essere l’esempio di Andrea Pazienza, per il quale Bologna è sempre stata la città in cui si sarebbe dovuto spingersi per formarsi. Paz ha contribuito sicuramente a questo processo migratorio, al quale si unisce forse anche un fervore politico. La tradizione può essere quel filo che lega due posti distanti ma nei quali riusciamo a trovare qualcosa dell’altro. Alla confraternita si trova questo spirito.

Quali sono le attività che qui si svolgono e vengono organizzate?

Organizziamo attività culturali a tutto tondo, dove cultura sta ad indicare quella letteraria, musicale, enogastronomica. Quindi proponiamo corsi di degustazione di vini, presentazioni di autori e di libri, serate culinarie a tema, che pongano sempre al centro la nostra attenzione e il nostro interesse su quello che presentiamo.

Siete in contatto con le altre case editrici?

Sì, abbiamo contatti diretti con editori e case editrici indipendenti. È importante per noi che venga mantenuto questo tipo di rapporto diretto, poiché ad esempio capita che ci siano testi o autori che piacciono a noi e magari spingiamo per averli in libreria. Lo stesso avviene poi con la controparte delle cantine.

La confraternita dell’uva
Via cartoleria 20/b, Bologna

Fabio De Liso per MIfacciodiCultura

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By on novembre 11th, 2017 in Articoli Recenti, Interviews

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