Milano e la mala

Milano e la mala: ricordi di una città che non esiste più

L’arresto di Renato Vallanzasca a Roma, 1977, archivi Farabola

Inaugura oggi a Palazzo Morando la mostra Milano e la mala. Storia criminale della città, dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca dedicata a quarant’anni di ligera, la criminalità milanese diffusasi a inizio ‘900 e dissoltasi nel corso degli anni ’80 sostituita dalle mafie, ben più forti ed organizzate. Fotografie ed oggetti d’epoca raccontano una malavita quasi romantica, che aveva il suo quartier generale nel quartiere Isola, oggi uno dei più alla moda della città, al Giambellino e nell’oggi centralissima Porta Ticinese.

L’esposizione, promossa da Comune di Milano | Cultura e Direzione Musei Storici, organizzata dall’Associazione Spirale d’Idee in collaborazione con la Polizia di Stato, vuole catapultarci quasi in un poliziesco anni ’70, tra i mobili che all’epoca arredavano la Questura, le armi e le auto utilizzate, come l’Alfa Romeo Giulia super 1.600 grigio verde. Inoltre fa parte di un progetto di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, che portando in mostra fotografie d’epoca vuole raccontare in maniera sincera la città. I precedenti appuntamenti sono stati:  Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti (2013), Milano, città d’acqua (2015) e Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione (2016).

La rapina di via Osoppo

170 scatti ci guidano cronologicamente partendo dal Dopoguerra, dalla Milano in macerie che prova a ripartire tra povertà e voglia di riscatto: la criminalità inizia a divenire una realtà e il suo primo atto plateale avverrà nel 1958, con la celebre rapina di via Osoppo. Quel 27 febbraio sette uomini assaltarono un portavalori: nessun colpo sparato e un bottino di 614 milioni di lire. Dopo questo fatto, i gruppetti malavitosi iniziarono ad organizzarsi in maniera più compatta, fondendosi ed ispirandosi alle organizzazioni mafiose. Gioco d’azzardo, prostituzione, traffico di armi e droga: in questo contesto compare la ormai mitica figura di Renato Vallanzasca.

Ezio Barbieri in tribunale, 1949, archivi Farabola

Mentre tutto questo avviene, Milano cambia, si evolve, va verso l’altro architettonicamente ed economicamente parlando: la città produce e si fa sempre più internazionale, mentre la società cambia di conseguenza tra proteste, scioperi, tumulti.

Milano e la mala. Storia criminale della città, dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca si chiude con un doveroso tributo alle Forze dell’Ordine ed in particolare a coloro che hanno perso la vita mentre svolgevano il loro lavoro, e con un omaggio al bel René, vero e proprio simbolo di una Milano che non esiste ormai più.
Ad impreziosire l’esposizione ci pensano infine le sei delle ventitré locandine originali relative ad altrettante pellicole poliziesche ispirate alla ligera, che il Museo del Manifesto Cinematografico Fermo Immagine ha donato alla Questura di Milano e che solitamente esposte presso il Commissariato Greco Turro.

Milano e la mala. Storia criminale della città, dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca
A cura di Stefano Galli
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, Milano
Dal 9 novembre 2017 all’11 febbraio 2018

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on novembre 9th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Mostre

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