“Indignazione”, la versione cinematografica di un grande best seller

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Indignazione, la versione cinematografica di un grande best seller

Il cinema ha un rapporto di interdipendenza con il mondo dell’arte e, in particolar modo, con quello della letteratura: è grazie a questo legame che molti racconti si trasformano in film. È quello che è successo a James Schamus (produttore di I segreti di Brokeback Mountain) che, nel 2016, ha debuttato alla regia con il lungometraggio Indignazione, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2008 di Philip Roth (vincitore del Premio Pulitzer).

Il film drammatico racconta la storia di Marcus Messner (Logan Lerman), un giovane studente ebreo che nel 1951 dal New Jersey si trasferisce in Ohio per frequentare un piccolo college molto conservatore, per sfuggire al pericolo di dover andare a combattere la Guerra di Corea. Troverà un ambiente non facile dove dovrà combattere l’antisemitismo e l’appoggio alla guerra, e cercherà di opporsi alla rigida repressione sessuale ispirato dalla sua bella compagna di corso Olivia Hutton (Sarah Gadon) di cui è infatuato. Questo suo atteggiamento lo porterà inevitabilmente a continui litigi con il Decano Hawes Caudwell (Tracy Letts).

Indignazione ha come principale interprete Logan Lerman – noto al pubblico per aver vestito i panni di Percy Jackson –  che seppur abbia solo 25 anni, con la sua performance ha dimostrato di essere diventato un attore molto maturo. Al suo fianco Sarah Gadon – apparsa in numerose serie televisive – è perfetta nel ruolo della compagna di corso Olivia. I due insieme sono convincenti, aiutati anche e soprattutto dagli attori più navigati: tra questi vi è Johanne Baron che interpreta la madre di Marcus.
Oltre alla splendida interpretazione di tutto il cast, il regista ha cercato di rappresentare al meglio l’energia inventiva di Philip Roth grazieal contributo del direttore della fotografia Christopher Blauvel.
La pellicola Indignazione è scorrevole, intensa e profonda. Il regista, nella sua trasposizione, è stato attento nel riportare minuziosamente sullo schermo il ritratto realistico descritto nelle pagine del libro. Nel farlo James Schamus è riuscito anche a dare un’impronta personale capace di donare al pubblico una forte carica emotiva.

L’opera è stata presentata in anteprima al Sundance Film Festival 2016 e al Festival di Berlino, ed è uscita in America nel luglio 2016 diventando campione di incassi. Nei prossimi giorni approderà  in Italia in homevideo, targato da Videa con distribuzione Eagle, e sulle migliori piattaforme digitali.

James Schamus costruisce il suo Indignazione con attenzione e cura, occupandosi sia dell’estetica che del messaggio che vuole lanciare al pubblico. Marcus Messner ci appare come un agnello sacrificale, che lotta contro il bigottismo, la repressione della società  e la religione. Il regista ha cercato di rispettare il più possibile la versione letteraria che si focalizza sul viaggio introspettivo di Marcus alla scoperta della propria emotività e sul suo senso di ribellione nei confronti di un destino che sembra già segnato dalla società americana degli anni ’50. Olivia rappresenta, invece, la fragilità e il tormento che influenzano il suo percorso di crescita e che lo porteranno a vivere una vicenda più grande di lui.

Mi chiedo se ognuno, dopo la morte, ricorda tutti i minimi dettagli e decisioni che ha preso, tutte le ragioni che l’hanno portato esattamente lì. Io mi sento così. Ricordo e replico queste cose, anche se non riesco a ricordare da quanto le ricordi. Forse da sempre.

Fabiola Iannaccone per MIfacciodiCultura

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