Dylan Thomas: genio poetico brillante ed eccentrico

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Dylan Thomas: genio poetico brillante ed eccentrico

In ogni ambito culturale, ciascuna personalità che tenta di essere ricordata nella storia, può rimanere impresso in modo indelebile nella mente solo di un numero ristretto di persone, magari a lei vicina. A questo proposito un autore del secolo scorso che fece molto discutere, spesso amato e odiato, che vestì i panni di un “poeta maledetto”, e che per alcuni fu l’iniziatore del Nuovo Romanticismo, fu Dylan Thomas. La moglie amava infatti definirlo “un gran bastardo”. Per Linnio Accorroni si trattava solo di un bohemien in pantofole mentre Igor Stravinsky, compositore, gli dedicò un brano struggente. Paul Ferris in una biografia a lui dedicata lo definisce invece come un dio-bambino capriccioso.

Chi era dunque Dylan Thomas?

Contengo in me una bestia, un angelo e un pazzo. E la mia ricerca riguarda la loro azione, e la mia difficoltà consiste nel loro soggiogamento e nella loro vittoria […]

Dylan Marlais Thomas nasce a Swansea, nel Galles, il 27 ottobre 1914. Il suo secondo nome avrebbe già dovuto preannunciare la futura carriera poetica. Marlais in gaelico significa infatti “corso d’acqua”, cioè uno degli elementi più suggestivi per la sua fantasia: il mare è come un grembo universale, da cui ne deriverà sempre vita.

La passione letteraria di Thomas si accende sin dall’età di 11 anni, con la pubblicazione delle sue prime poesie sul giornalino della sua scuola. La prima raccolta ufficiale, Diciotto poesie, risale invece al 1934. Thomas si fa subito riconoscere nell’ambiente culturale con uno stile eclettico e incisivo, ponendo al centro un forte e inesauribile slancio creativo. Ammette di essere profondamente influenzato da Blake e Shakespeare, ma la sua è comunque una poetica nuova che lo rende irripetibile nella storia letteraria del XX secolo. All’interno delle prime composizioni si notano subito le tematiche predominanti: la morte, la natura e l’amore, intesi come temi universali e incentrati sull’unità drammatica ed estatica del creato. Lo stile è legato all’analogia e una continua associazione caotica, dando vita a una struttura che sembra quasi nascere da sé.

Due anni dopo viene pubblicata la raccolta Venticinque poesie, dove le tecniche poetiche si affinano, accompagnate da un linguaggio di maggior intensità. Il 1936 è un anno importante anche per la vita personale dell’autore: Thomas sposa la ballerina Caitlin Macnamara, donna della sua vita e compagna sia nei momenti in cui il poeta raggiungerà l’apice del successo sia quando, per la sua vita sregolata, causerà alla famiglia gravi problemi economici.

Quella di Thomas è un’esistenza sin dai primi anni ricca di riconoscimenti positivi da parte del pubblico e di personalità famose quali Margaret Taylor, ma caratterizzata anche da momenti in cui è tormentata, eccessiva, per cui gli ideali di una vita più equilibrata fanno presto largo spazio a vizi ed abitudini quali, in primis, l’alcolismo.

Uno dei luoghi più significativi in cui vive è Laugharne, dove si trasferisce dopo il matrimonio. La cittadina, sulla costa sud occidentale del Galles, è così fondamentale per la sua atmosfera suggestiva da ispirargli l’ambientazione del suo dramma più celebre Under Milk Wood. Si tratta di un’opera letta e trasmessa dall’autore via radio nel 1954, che pone al centro i sogni e i pensieri più nascosti degli abitanti di un piccolo villaggio di pescatori, Llareggub.

Dopo questo successo, l’autore passa invece a una fase successiva nonché fondamentale per la sua maturità poetica. Postosi come obiettivo quello di scavare dentro di sé e aprirsi al pubblico in modo genuino ed autentico, pubblica La mappa dell’amore (1939) e in seguito, come opera davvero autobiografica, Ritratto dell’artista da cucciolo (1940). Il suo profilo artistico si arricchisce anche quando nel 1941 si trasferisce con la moglie a Londra, dove trova lavoro presso la Strand Film, per la quale scrive la sceneggiatura per cinque pellicole.

Con la moglie Caitlin Macnamara

Lo stile di vita ormai portato agli estremi più invalicabili lo conduce in quegli anni sulle soglie della povertà, nonostante la recente pubblicazione di Death and Entrances (1946), dove si afferma come autore più significativo dell’epoca.

Gli ultimi anni della sua vita lo vedono invece intraprendere quattro viaggi negli Stati Uniti, sia solo che accompagnato dalla moglie, una volta scoperti i molteplici tradimenti di Thomas – altro tratto eccentrico della sua personalità. La sua fama lo porta infatti a ricevere numerosi inviti per tenere conferenze in cui declama parte delle sue opere, tra cui Under Milk Wood. Nel 1953 lascia l’Europa per l’ultima volta per raggiungere New York. Tuttavia la metropoli americana raggiunge presto un livello di inquinamento troppo elevato che causa problemi respiratori a Thomas stesso. A fine ottobre viene quindi ricoverato in stato di coma etilico e muore il 9 novembre, secondo le versioni ufficiali per le conseguenze di una polmonite.

Dylan Thomas fu quindi una delle personalità più influenti del secolo scorso, tanto da influenza lo stesso Bob Dylan per la scelta del suo nome d’arte. La sua fu quindi una presenza che diede alla poesia un importante valore aggiunto: quello di essere non solo un mezzo utile per analizzare il reale ma anche un’ancora di salvezza nei momenti più bui e apparentemente insuperabili. 

Visione e preghiera

Chi
sei tu
Che vieni generato
Nella stanza accanto
Alla mia così rumoroso
Ch’io posso udire il grembo
Aprirsi e il buio scorrere
Sopra il fantasma e il figlio rovesciato
Oltre il muro sottile come un osso di scricciolo?
Nella stanza sanguinosa di nascita ignoto
Al bruciare ed al volgersi del tempo
E all’impronta del cuore dell’uomo
Nessun battesimo si inchina
Ma oscurità soltanto
Porge benedizione
al selvaggio
bimbo.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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