“Never Ending Man: Hayao Miyazaki” in anteprima al Lucca Comics

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Never Ending Man: Hayao Miyazaki in anteprima al Lucca Comics

Never Ending Man: Hayao MiyazakiOgni cosa ha un principio che racchiude il presagio della fine. Sono quei momenti della vita in cui sembra inevitabile voltare pagina, mettere un punto per scrivere un nuovo capitolo. Ma, come canta Ornella Vanoni, certe storie durano una vita intera, senza fine. Questo è il caso di Hayao Miyazaki e della sua storia d’amore: il cinema d’animazione. Una storia che, nonostante tutto, non è ancora finita. Nausicaa della valle del vento, Il mio vicino Totoro, Porco Rosso, Ponyo sulla scoglieraLa città incantata (Premio Oscar come Miglior film d’animazione nel 2003) e oltre. Dopo una carriera di successi iniziata negli anni Sessanta, Hayao Miyazaki si ritira nel settembre del 2013. La notizia lascia senza parole il mondo del cinema mondiale. Miyazaki ha quasi settant’anni e intende dedicarsi alla cura della propria salute, tuttavia, dopo quattro anni, il desiderio di creare torna a farsi sentire più forte che mai tanto da spingerlo a esplorare le nuove tecnologie per trovare forme espressive originali. Nasce così il progetto Never Ending Man: Hayao Miyazaki. Il docufilm è diretto da Kaku Arakawa, un regista della TV giapponese, che ha seguito il sensei per più di dieci anni. Stavolta Arakawa ha accompagnato il maestro passo passo nel suo riavvicinamento al mondo dell’animazione: il documentario si concentra sulla lavorazione de nuovo film di Miyazaki, dalla creazione del soggetto fino alle prime fasi dell’animazione. Never Ending Man è stato presentato il 3 novembre in anteprima nazionale alla 51esima edizione del Lucca Comics&Games. La pellicola uscirà nelle sale come film evento per la sola giornata del 14 novembre, grazie alla distribuzione di Nexo Digital.

Il castello errante di Howl (2004)

Il nuovo film di Miyazaki si intitolerà Boro il Bruco, ma ancora non si conoscono ulteriori dettagli sulla trama. Si sa solo che non uscirà al cinema prima di quattro o cinque anni. E che rappresenta il primo incontro tra Hayao Miyazaki e la CGI. Egli è stato assistito da dei giovani animatori esperti nel campo della computer graphic. Tuttavia, i problemi non sono mancati: Miyazaki è da sempre un amante del disegno a mano libera e, durante la lavorazione, ci sono stati parecchi ostacoli nel confrontarsi con le nuove tecnologie d’animazione.
Che sia davvero questo il suo ultimo film? Ancora presto per dirlo. Pare che Boro il Bruco sarà dedicato da Miyazaki al nipote: una specie di eredità artistica del sensei ai suoi discendenti. Come nelle più belle favole.

Ponyo sulla scogliera (2008)

Le favole di Hayao Miyazaki hanno sempre veicolato messaggi sociali importanti. Dalla difesa dell’ambiente in La principessa Mononoke (1997), fino alla condanna della Guerra in Il castello errante di Howl (2004). Soprattutto il tema ecologista è uno di quelli che sta più a cuore al sensei dell’animazione, un ideale che lo ha portato spesso a scontrarsi con lo stesso governo nipponico, apertamente denunciato nei suoi film, per le politiche progressiste ai danni dell’ecosistema.

Miyazaki ha subito anche azioni legali da parte della politica: questi aspetti hanno contribuito a renderlo una vera e propria icona vivente della cultura nipponica. Un’icona già immortale: quando sembra essersi dissolto, in realtà è già tornato. Perché senza l’arte non c’è vita che possa essere sostenuta. Perché per l’arte vale la pena morire. Ma soprattutto vale la pena vivere, in suo nome. Senza fine.

Margherita Montali per MifacciodiCultura

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