“La via dell’anima. Simmel e la filosofia della cultura”: lungimirante e attuale

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La via dell’anima. Simmel e la filosofia della cultura: lungimirante e attuale

Georg Simmel

Nato nel 1868, Georg Simmel è uno tra i filosofi più lungimiranti tanto che il suo pensiero può considerarsi sempre attuale. Questa fervida e profonda attualità viene analizzata da molti, in particolare uno dei più grandi studiosi del filosofo e sociologo tedesco è Antonio De Simone, professore di storia della filosofia, attento ai problemi sociali attuali, problemi che si ricollegano alla mancanza di empatia che, impedendo la consapevolezza di un “noi”, impedisce la consapevolezza del mondo che ci circonda, dal momento infatti che, come sottolinea il professore Antonio De Simone: «siamo consapevoli del mondo attraverso un “noi” prima che attraverso un “io”».

Gli anni di ricerca sul filosofo Simmel hanno condotto lo studioso De Simone alla stesura del libro La vita dell’anima. Simmel e la filosofia della cultura che indaga, attraverso proprio le riflessioni di Simmel, che ruolo ha svolto la cultura nell’agire umano, sia individuale che intersoggettivo. Attraverso questo saggio è possibile assaporare un’introduzione su come il filosofo tedesco considera la cultura nella modernità. Questo testo aiuta a comprendere profondamente gli sviluppi della cultura stessa e oggi, che sempre più spesso si considera la cultura come qualcosa di marginale, una riflessione che la veda al centro si rivela, non solo utile, ma anche necessaria. Il libro La vita dell’anima. Simmel e la filosofia della cultura, riprendendo il pensiero attuale di Georg Simmel, vuole restituire alla cultura la valenza che ha, l’importanza che possiede sia per il giudizio dell’azione umana, sia per il rapporto che ha con la struttura sociale.

Il filosofo Habermas, non a torto, definisce Simmel come Zeitdiagnostiker, ovvero un critico della cultura, lontano e vicino allo stesso tempo. Quello che Simmel, e che nel testo di De Simone viene spiegato, è che nella modernità, la separazione che si attua tra il soggettivo e l’oggettivo provoca la crisi della cultura. La conseguenza? La nostra contemporaneità, a causa di questa separazione, vive un momento dominato dalla frammentazione, frammentazione che lo studioso De Simone evidenzia specialmente nei rapporti interpersonali. La frammentazione nella quale si è immersi, provoca – secondo il pensiero di Simmel – una deprivazione di senso che a sua volta genera una denutrizione intellettuale.

Non è quanto stiamo sperimentando noi quotidianamente? Siamo sempre più digiuni di cultura. Con l’idea che la conoscenza sia un mero accessorio, non permettiamo alla nostra natura di aprirsi alla cultura. Ma non siamo solo noi che ci fermiamo di fronte di essa, spesso è anche la società nella quale viviamo a impedirci di sostenerla. Il motivo? Forse perché la cultura rende consapevoli, e la consapevolezza da sempre è fonte di cambiamento. Come può una società formata da individui che sognano il potere personale, permettersi altri individui che siano consapevoli dei propri diritti e che lottino per viverli? In ciò vi è la lungimiranza del filosofo Georg Simmel, in questo descrivere l’animo umano come è e come dovrebbe essere.

Ma la sua lungimiranza non si ferma qui. Se quella di un altro filosofo tedesco, Martin Heidegger, era aver intuito il pericolo insito nella tecnica, la causa della perdita dell’essere, in Simmel è nel sottolineare il pericolo insito nel denaro. Questo rappresenta il simbolo dell’epoca moderna, non è un caso infatti che è proprio in quest’epoca, come sottolineato nel testo di Antonio De Simone, che si parla della tragedia della cultura. I rapporti nell’epoca moderna sono sempre più freddi e questo in parte è causato dalla ricerca spasmodica di denaro che trasforma i valori qualitativi in quantitativi. Non è quello che stiamo assistendo oggi? Quanto sono veri e autentici i rapporti? Quanto sono dettati da illogiche ragioni di denaro, di potere? Vogliamo essere i più belli, i più potenti e poco importa se questo deteriora la natura umana provocando il lento annichilimento dei valori che avrebbero invece dovuto salvarci. Ormai, quello che ci guida, e quello che Simmel evidenziava del suo tempo, è che ci rapportiamo all’altro chiedendoci quanto questo può portare nella nostra vita e non come, reciprocamente, ci si può aiutare e modificare.

La lettura di Simmel, attraverso gli studi di chi ne ha fatto da anni ricerca, può aiutare ognuno di noi a guardare più in là di quello che abbiamo sotto gli occhi, e solo così, forse, potremmo salvare la cultura che in fondo, salverebbe noi.

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura

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