ADI Design Index 2017: una mostra tra estetica etica e virtù

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ADI Design Index 2017: una mostra tra etica, estetica e virtù

ADI Design Index 2017Il miglior design italiano messo in produzione, accuratamente selezionato da un’attenta e minuziosa critica di esperti, raccolto in un’unica esposizione: siamo al 25esimo ADI Design Index, dal 27 ottobre all’8 novembre in mostra nella Capitale, presso l’Acquario Romano.

I prodotti esposti appartengono ad una miriade di tipologie del tutto differenti: veicoli, oggetti personali, mobili e lampade, materiali, componenti per l’architettura, e tanti altri. A tutti questi si sono inoltre aggiunti, di recente, anche prodotti di design per i servizi e per il sociale. Soprattutto in quest’ultima edizione, ci si è infatti concentrati con un certo interesse non solo sull’efficacia formale degli oggetti proposti, ma anche sugli aspetti virtuosi ed etici, prendendo in considerazione anche le responsabilità sociali attribuibili alla figura del designer. L’Osservatorio permanente del Design ADI, che lavora alla selezione dei prodotti, sottolinea che «non è sufficiente “saper fare” ma è necessario valutare “se fare”». Questo aspetto è così importante perché «il designer è inevitabilmente un attore politico e sociale. Ogni suo atto può avere conseguenze positive o nefaste per l’ambiente e la società, e ciò richiede un altissimo livello di consapevolezza e di capacità critica».

L’ADI si pone dunque l’obiettivo di coniugare in maniera sinergica aspetti formali, estetici ed etici all’interno delle creazioni del tutto personali dei singoli designer. Si tratta dunque di uno scopo che non si ferma al solo ambito circoscritto della mostra, ma vuole in generale scuotere le coscienze etiche del modo di fare design in Italia. A testimonianza di questa spinta verso una visione intrinsecamente etica del mestiere del designer, uno dei valori che più caratterizza l’ADI Design Index 2017 è quello dell’accessibilità, pensato come nucleo di numerosi progetti esposti. Tra questi, troviamo la barca a vela che può essere pilotata da un disabile in carrozzina di Alessandro Comuzzi; la doccia regolabile in base alle esigenze di diverse tipologie di utenti, anche disabili, realizzata da  Giulio Gianturco; la Cutlery for All di Giulio Ceppi, che consiste in un set di posate assortite con un design innovativo, che le rende uno strumento ottimale per persone affette da disabilità temporanea o permanente. Quest’ultimo, che può apparentemente sembrare un insieme di oggetti piuttosto semplici, è stato invece valutato e studiato in maniera molto approfondita da un equipe che comprendeva, oltre ai designer, anche fisioterapisti, logopedisti e infermieri. Il risultato è la possibilità di facilitare la qualità della vita dei disabili tramite un miglioramento della presa e dell’impugnabilità, agevolando così i movimenti, riducendo il tremolio e dando la possibilità dell’utilizzo con una sola mano.

Sempre rimanendo all’interno di un’ottica di interesse per l’etica e la virtuosità, si presentano inoltre le soluzioni che combattano gli enormi sprechi alimentari che caratterizzano il commercio odierno. Un esempio è il macchinario che trasforma in gelato la frutta che ormai non è più appetibile per essere acquistata dal consumatore, tutto direttamente all’interno del supermercato: il Gelato Popapp di Ifi permette in tal modo di evitare ingenti sprechi di cibo, a favore di un utilizzo massivo delle risorse alimentari. La serra automatizzata per l’agricoltura di precisione, detta MEG di D’Alesio&Santoro, ha invece lo scopo di ottimizzare progressivamente i parametri ambientali del processo di coltivazione, individuando i migliori parametri di crescita e consentendo di monitorare e razionalizzare il rapporto fra consumo energetico e prodotto raccolto. Oltre a queste, sono state presentate tante altre idee che hanno come principio basilare quello di un utilizzo più consapevole delle risorse, realizzate quindi in materiale per lo più riciclato o a ridotto impatto ambientale.

Più in generale, le opere selezionate dall’osservatorio dell’ADI, che sono ben 204 e tutte candidate al Compasso d’Oro 2018, sono tutte accomunate dallo stesso denominatore: quello di essere lo specchio della società odierna a cui il design si adegua progressivamente. La figura del designer diviene quindi sempre più consapevole di dover rimanere al passo coi tempi, ma soprattutto di avere delle ingenti responsabilità che devono portare ad un indissolubile connubio di estetica ed etica. Tutto ciò deve appunto tradursi in accessibilità, biodegradabilità, sostenibilità, e tutte le più salienti tematiche che caratterizzano i giorni  nostri. Il designer ha infatti il potere, neppure così limitato, di contribuire a migliorare la qualità della vita di molti tenendo sempre a mente il rispetto dell’ecosistema terrestre.

I prodotti di ADI Design Index 2017 sono raccolti in un catalogo edito da ADIper, il cui progetto grafico è di Marco Marangone, mentre il progetto d’allestimento della mostra è dello studio Gumdesign.

ADI Design Index 2017
Acquario Romano, Roma
Dal 27 ottobre all’8 novembre

Adele Pittorru per MIfacciodiCultura

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