3 novembre 1942: El Alamein, la svolta della Seconda Guerra Mondiale

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3 novembre 1942: El Alamein, la svolta della Seconda Guerra Mondiale

Erwin Rommel

Il 3 novembre 1942, in Egitto, si concludeva una storica e decisiva battaglia per le sorti della Seconda Guerra Mondiale: la Seconda battaglia di El Alamein. Era il 1942, le potenze nazi-fasciste erano al culmine dei loro successi militari e delle loro conquiste. Dopo l’immediata caduta della Francia, i nazisti avevano vittorie su vittorie avanzando nei paesi scandinavi e nella penisola balcanica e arrivando a controllare la maggior parte del territorio europeo.

In contemporanea ai successi nazisti, l’Italia di Mussolini cercava di muoversi parallelamente all’alleato tedesco. Mussolini attaccò la Grecia con una fallimentare campagna che vide, di conseguenza, i greci passare al fianco degli inglesi, nonostante gli ellenici fossero controllati da un regime simil-fascista. Un’altra campagna fallimentare fu quella nel Nord Africa condotta dallo spietato generale Graziani che non riuscì a scalfire i territori britannici.

Gli insuccessi dell’inadeguato e disorganizzato esercito italian costrinsero Hitler a correre in soccorso a Mussolini ormai prossimo a una definitiva sconfitta anche in Libia. A questo scopo Hitler creò gli Afrikakorps, comandati dal feldmaresciallo Rommel; un’unità dell’esercito apposita per le campagne in Nord Africa a fianco degli italiani.

Le sconfitte degli italiani e il conseguente salvataggio da parte dei nazisti, furono una delle ragioni che costrinsero Hitler a ritardare l’Operazione Barbarossa (volta a invadere e conquistare l’Unione Sovietica) che, essendo partita troppo tardi incontrò nella sua avanzata, oltre a una feroce resistenza sovietica, il gelo dell’inverno russo e di conseguenza fallì.

Quindi la situazione alla fine di ottobre del 1942 vedeva in netto vantaggio strategico e territoriale le forze dell’Asse nazi-fascista. Nel quadro europeo l’impeto dell’avanzata nazista incontrava come uniche resistenze quella sovietica, che per mesi sopportò e respinse l’incredibile spinta della Wehrmacht sul suo territorio, e quella inglese.

Furono proprio gli inglesi, a lungo rimasti soli a fronteggiare la violenza tedesca, a svoltare il corso della storia in un piccolo avamposto egiziano, circondato dalle sabbie del deserto: El Alamein. L’offensiva britannica (nome in codice: Operazione Lightfoot) fu condotta dal pluridecorato generale Bernard Law Montgomery, un fine stratega tattico militare. La sua nemesi era il feldmaresciallo Erwin Rommel: un generale intelligente, spregiudicato, cinico ed efficacissimo che, per i suoi successi, diventò il beniamino della propaganda tedesca e si guadagnò il soprannome di Wüstenfuchs: volpe del deserto.

La battaglia di El Alamein iniziò il 23 ottobre e continuò per diversi giorni con intensi combattimenti dall’esito alterno e con numerose perdite per entrambi gli schieramenti. La situazione in quei giorni era di estrema tensione e preoccupazione. A Londra Churchill, che già una volta aveva rischiato di essere sfiduciato, partecipava a distanza alla battaglia con crescente preoccupazione, vista la mancanza di successi concreti.

Fu una battaglia che si concluse quasi per sfinimento, l’equipaggiamento italiano, specialmente per quanto riguarda i mezzi cingolati era inadatto alle sabbie del deserto e causava non pochi rallentamenti e difficoltà. Ma Hitler, nonostante le numerose difficoltà, ordinò a Rommel di resistere ad ogni costo, fino alla morte; questo comando oltre a ritardare la ritirata e a causare la morte inutile di altre migliaia di soldati fu forse uno dei primi segnali di follia colti dai suoi alleati.

Bernard Law Montgomery

Per questo motivo la Battaglia di El Alamein, conclusasi ufficialmente il 5 novembre, giorno in cui il ripiegamento dell’esercito italo-tedesco venne completato, è considerata la prima del trio di battaglie (Stalingrado, Guadalcanal e, appunto El Alamein) che segnarono la svolta della Seconda Guerra Mondiale. Questa battaglia all’ultimo sangue, oltre alla sua connotazione eroica e quasi epica, viene ricordata per il dualismo Rommel-Montgomery e per il fatto che le potenze dell’Asse mostrarono per la prima volta le loro debolezze e i loro insuccessi al mondo intero. La Battaglia di El Alamein diede, in definitiva, il via al ribaltamento delle sorti della Guerra, che vide, infine, soccombere il Terzo Reich.

Dopo aver toccato l’apice della potenza, le potenze nazi-fasciste, Italia e Germania in testa, iniziarono a crollare e a perdere progressivamente terreno, fino all’inevitabile e rovinosa caduta. La battaglia di El Alamein, resterà nella storia anche per l’influenza sociale, mediatica, politica, propagandistica e patriottica che ebbe negli anni successivi. Oltre ai numerosi mausolei e cimiteri di guerra eretti in quel luogo che conobbe così tanta morte e distruzione (uno su tutti la famosa targa che ricorda il punto di massima dell’esercito italiano che recita: «Mancò la fortuna, non il valore») è da ricordare la copiosa produzione filmografica, soprattutto italiana, relativa a questo evento storico.

Molto significativo il fatto che una battaglia decisiva e storica per la storia dell’Europa, come quella di El Alamein, venne combattuta in un altro continente: l’Africa, già martoriata da secoli di colonialismo, guerre, razzie e dominazioni europee, e in questo caso sfruttata anche come teatro di guerra e campo di battaglia.

Francesco Carucci per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Luciano Parolin - Viale Trento, 101 Vicenza studioso e scrittore dice

    Sono nato nel 1942. Mio suocero paracadutista c’era. Credo sia necessario “per non dimenticare” che le Glorie Italiane siano raccontate ai più giovani ai miei figli, e nipoti. Perché tra i VALORI che identificano una NAZIONE oltre la lingua, la religione, il territorio c’è l’amor di Patria intesa come terra dei PADRI e la BANDIERA. Il resto ? Demagogia. Come docente portavo ai miei giovani studenti queste informazioni che adesso in troppi disprezzano o vorrebbero annullare.

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