#EtinArcadiaEgo – Dynamic Light and Augmented Reality: il futuro è oggi

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#EtinArcadiaEgo – Dynamic Light and Augmented Reality: il futuro è oggi

Il mondo dei beni culturali sta compiendo in questi mesi un nuovo entusiasmante passo: è stato dato il via ufficiale alla sperimentazione su una vera opera d’arte del progetto Dynamic Light and Augmented Reality, un vero e proprio salto nel futuro per la fruizione delle opere e degli oggetti d’arte.

L’idea di fondo di Dynamic Light and Augmented Reality parte essenzialmente da una domanda: come si possono rapportare le esposizioni museali con le nuove tecnologie? Insomma, in un’epoca in cui tutto è, o almeno sembra, a portata di clic, in cui per vedere qualcosa basta prendere lo smartphone dalla tasca o il tablet dalla borsa, perché frequentare ancora musei o esposizioni culturali? Cinque professionisti operanti nel settore della realtà aumentata (Alberto Pasetti Bombardella, Marco Luitprandi, Chiara Masiero Sgrinzatto, Luca Nicolò Vascon e Matteo Tagliatti) hanno provato a dare una risposta, e a prima vista sembra sia la strada giusta.

Dynamic Light and Augmented Reality costituisce un trait d’union vero e proprio fra le nuove tecnologie e l’illuminazione delle opere d’arte. Il pubblico di oggi è più esigente anche solo di pochi anni fa: troppo spesso si ha l’idea di avere tutto immediatamente, senza fermarsi un secondo a osservare i dettagli. Un quadro, in fondo, o un affresco non è nulla di così speciale, se ci si ferma alla prima impressione. Dopotutto, è anche lo scorrere naturale del tempo: cinema, effetti speciali, internet a velocità elevata sono solo alcune delle cose che stupiscono il grande pubblico con più efficacia di un’opera d’arte. Sono di più semplice fruizione e richiedono molto meno impegno mentale e se già ai tempi di Terenzio e Plauto il pubblico preferì il secondo per non dover pensare, con il tempo la situazione non è certo cambiata.

L’arte deve dunque rassegnarsi ad essere pulvis et umbra? Certo che no: arte, cultura, sono parte costituente della nostra storia, sono quello che definisce la bellezza italiana nel mondo. L’Italia possiede di gran lunga il maggior numero di siti riconosciuti dall’UNESCO, e deve (imperativo) investire su questo. Investire vuol dire però non restare nella torre d’avorio di ariostea memoria: c’è differenza fra svendersi al pubblico e avvicinarsi al pubblico. E Dynamic Light and Augmented Reality va esattamente in questa direzione: aumentare la qualità della fruizione da parte dei visitatori. Il pubblico medio è un pubblico potenzialmente interessato, ma che necessita di una spinta, di una scintilla che scateni la sua curiosità.

Il progetto si basa sull’illuminazione a led di una determinata opera, con luci che variano da un’illuminazione generale a un focus o uno zoom su un particolare, per decifrare un particolare nascosto, o la pennellata dell’autore. Gli artisti amavano inserire dettagli nascosti nelle loro opere e Dynamic Light and Augmeted Reality permette di vederli con chiarezza e scoprirne i segreti il sistema per tablet e smartphone in realtà aumentata permette di creare un ponte con la fisicità dell’opera selezionando le combinazioni di luce e accedendo a contenuti multimediali. Lo spettatore si troverà così coinvolto in una continua scoperta personalizzata, quasi sotto forma di racconto in realtà aumentata.

La prima opera su cui è stato sperimentato il dispositivo in modo ufficiale è una Crocifissione del 1565 a opera di Tintoretto, custodita a Venezia alla Scuola Grande San Rocco. Una tela molto grande (lunga 12 metri e larga 5) e adattissima al racconto di luci e multimediale proposto da Dynamic Light and Augmeted Reality. Il progetto, innovativo e geniale nell’idea è già in lizza per un riconoscimento importante: il Compasso d’oro 2018, come più autorevole innovazione di design al mondo. Un piccolo passo nel futuro dell’arte parte da Venezia: altro che pulvis et umbra.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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