Peter Funch e la street photography del XXI secolo

0 509

Peter Funch e la street photography del XXI secolo

(Courtesy V1 Gallery e TBW Books)

Un progetto particolare, quello di Peter Funch, fotografo danese classe 1974: 42nd and Vanderbilt è il libro pubblicato recentemente da TBW Books, che contiene un lavoro durato nove anni. Tra il 2007 e il 2016, Peter Funch ha immortalato, dalle 8:30 alle 9:30, all’angolo tra la 42esima strada e Vanderbilt Avenue, a New York, le stesse persone.

Funch cattura la routine della vita quotidiana nei suoi dettagli e abitudini che si ripetono. Il suo è un lavoro a carattere sociologico: la ricerca artistica, cercando di evidenziare le abitudini che gli stessi pendolari ripetono ogni mattina – anche a distanza di anni – rivolge lo sguardo a un’indagine di ampio spettro. Funch vuole «trovare qualcosa di fisso e regolare in questo caos». È così che il suo progetto sembra, letteralmente, perso nel tempo: nei suoi scatti vediamo persone ripetere le stesse azioni per quasi dieci anni. Il fotografo ha immortalato un uomo anziano nel 2007, nel 2012 e poi ancora nel 2016: «è difficile credere di poter trovare qualcuno che segue le stesse abitudini per dieci anni – dice Funch – è un fatto tipico di New York, l’idea che qualcuno possa ripetere le stesse cose ancora e ancora».

(Courtesy V1 Gallery e TBW Books)

Un senso di disagio straniante permea gli scatti di 42nd and Vanderbilt: quella di Funch è una dolce forma di sorveglianza, lontana dallo stalking. Anche i dettagli tornano, sempre uguali: le stesse espressioni, gli stessi gesti, le stesse giacche. Ma chi sono queste persone? Sono felici? Sono tristi? Importa ai fini della ricerca di Funch? Probabilmente no.

La maggior parte dei soggetti è in trance: lo stato di trance è una linea comune a tutti gli scatti, gli individui vivono la loro routine nella più totale inconsapevolezza. I soggetti sono presenti fisicamente, ma non mentalmente: sono usciti di casa per recarsi sul posto di lavoro.

L’incrocio fra la 42esima strada e la Vanderbilt Avenue è un non luogo di anonimato e frenesia: Peter Funch vuole fermare il tempo e riflettere su di esso.

(Courtesy V1 Gallery e TBW Books)

La fotografia di strada è spesso terreno di celebrazione del quotidiano grazie a cui è possibile raccontare la storia. Carattere della street photography è proprio quello di riprendere i soggetti in situazioni reali e spontanee al fine di analizzare gli aspetti della società nella vita di tutti i giorni. Da Henri-Cartier Bresson a Robert Frank, la street photography – il cui grande padre fu Eugene Atget – ha sempre offerto punti di vista inediti. Il primo, il cui stile era incentrato sulle azioni delle persone, ha per primo teorizzato l’istante decisivo in fotografia e il secondo, artista vicino agli esponenti della Beat Generation, ha fatto conoscere al mondo la daily life degli States. E attraverso la street photography Peter Funch presenta uomini persi nel tempo e nello spazio. I soggetti di Funch potrebbero essere ovunque, eccetto che nello spazio che occupano fisicamente. 42nd and Vanderbilt va oltre la fotografia di strada: il progetto vuole presentare, senza alcun giudizio di carattere economico-sociale, l’uomo contemporaneo nei suoi istanti di più anonima alienazione.

 Alice Pini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.