Un viaggio nell’oscurità: l’evoluzione della letteratura gotica

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Un viaggio nell’oscurità: l’evoluzione della letteratura gotica

John Giles Eccardt, Horace Walpole, 1747-8

Esistono edifici che custodiscono segreti. L’eco di risate e di pianti nei corridoi bui, l’odore di muffa e lo spettro di passioni intrappolate dietro tende logore e mura antiche. Vecchi castelli, case abbandonate nelle campagne incolte, vetri marchiati da impronte di storie che premevano contro di essi per uscire ed essere raccontate. Vetri come quelli della villa di Strawberry Hill, costruita nel 1750 nei pressi di Londra su ordine dello scrittore Horace Walpole, il cui stile ha sancito la nascita del neogotico ed influenzato l’architettura europea. Tutto ha inizio dagli edifici, dal rapporto simbiotico che esiste tra architettura e letteratura gotica: le ambientazioni hanno un’anima ed influenzano la narrazione. Horace Walpole, autore de Il castello di Otranto, pubblicato nel 1764 è considerato il precursore del genere gotico. Ambientato nella città salentina di Otranto, la prima edizione del romanzo si presentava come la traduzione di un manoscritto stampato a Napoli nel 1529 e rinvenuto nell’abitazione di un’antica famiglia cattolica nel nord dell’Inghilterra. Solo nella seconda edizione Horace Walpole ammetterà di esserne l’autore e, indirettamente, il padre della letteratura gotica.

Mary Shelley

Il più grande pregio di questo genere narrativo, fin dai suoi esordi, è quello di lasciare nel lettore una parvenza di inquietudine senza che sfoci nel terrore adrenalinico tipico dell’horror puro. Divampa dopo la metà del XVIII secolo come contrapposizione alla razionalità dell’Illuminismo e alla gelida spinta verso l’industrializzazione: una rivolta romantica che esalta la nostalgia per il Medioevo e le sue atmosfere esoteriche. Un rifiuto netto della luce per lasciare entrare il buio: i romanzi gotici sono caratterizzati dalla paura, dagli amori impossibili e dai personaggi tormentati da conflitti interiori senza soluzione, elementi letterari che si ampliano nel 1818 con Mary Shelley ed il suo Frankenstein, con cui l’autrice spiega la paura verso il progresso scientifico utilizzando la figura di un Prometeo. L’essere generato in laboratorio dal dottor Frankenstein per inseguire l’ideale dell’uomo perfetto immune alle malattie, si rivelerà un abominio agli occhi del suo creatore. Un mostro dotato di una forza soprannaturale e di un cuore avvelenato dalla solitudine, un mostro che – al pari di Adamo nel Paradiso Perduto di Milton – si interroga sul motivo della propria creazione per poi ribellarsi a colui che gli ha dato la vita. Una tematica così attuale da far passare in secondo piano l’influenza esercitata sulla letteratura e sulla cinematografia. Anche in Dracula di Bram Stoker (1897) l’orrore proviene da qualcosa di celato nell’individuo: il malvagio Conte appare come un emissario del Diavolo in persona, votato irriducibilmente alla corruzione.

Howard Phillips Lovecraft

Il romanzo gotico si nutre delle angosce umane, le mette a nudo utilizzandole come terreno fertile per la sua evoluzione. Un genere nel genere che contamina la produzione letteraria oltre la Manica, raccogliendo consensi e critiche. La forza è concentrata nella costruzione delle figure che animano le pagine delle opere: attraverso le contraddizioni delle eroine sentimentali di Ann Radcliffe o le passioni represse del Monaco Ambrosio di Matthew Gregory Lewis, questa corrente letteraria crescerà influenzando altri generi.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la letteratura gotica cede il passo definitivamente all’horror moderno. A suggellare questo passaggio c’è il talento assoluto di Edgar Allan Poe, in grado di offrire la rappresentazione più compiuta del filone gotico.

Quelli che sognano di giorno sono consapevoli di tante cose che sfuggono a quelli che sognano solo di notte.

Edgar Allan Poe

La sua vita, come quella di altri scrittori del suo calibro, è stata tormentata e segnata da esperienze che hanno inciso profondamente sul suo stile e sulle sue scelte narrative. Nacque a Boston nel 1809 e rimase orfano a soli due anni: la sua esistenza fu caratterizzata da un’estrema intelligenza ma, al tempo stesso, da un’irriverente indisciplina che nei suoi romanzi si tramuterà in descrizioni tormentate e surreali. Le prime opere di Poe furono Storia di Arthur Gordon Pym (1838), seguito da La caduta della casa degli Usher (1840), La cometa e La conversazione di Eiros e Charmion, e una prima raccolta de I racconti del grottesco e dell’arabesco. Questi sono solo alcuni dei testi con cui l’autore determinò profondamente il suo stile e la sua visione “poetica” del genere horror-gotico. Insieme ad Allan Poe, Howard Phillips Lovecraft fu uno dei precursori della fantascienza angloamericana: tra le sue numerosissime opere, Alle montagne della follia è forse ritenuto il romanzo più incisivo che ha influenzato persino scrittori contemporanei per tematiche e contenuti trattati.

L’eccesso nel descrivere le emozioni esasperate nei romanzi gotici, degli amori proibiti e dell’orrore potrebbero mostrare, secondo la critica, una necessità umana di liberarsi attraverso il testo delle fratture interiori. L’ossessione per il macabro rivela però il fallimento nell’esorcizzare queste ansie e rende chiaro come alla fine il predominio spetti al proibito, al violento e al morboso. Nella sua espressione contemporanea, il romanzo gotico non perde presa sui lettori. Ancora oggi, le opere cult continuano ad essere lette e rilette. Una festa, come quella di Halloween, ci aiuta a ricordarli. Il 31 ottobre è nato per ricordare i defunti e sentire la loro presenza, invocarli e “tenerli” in mezzo a noi. Cos’altro, se non un libro, potrebbe ospitare certe immaginazioni?

Alessia Amato per MIfacciodiCultura

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