#ArtSpecialUNESCO – I Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia

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Per la quarantesima tappa del nostro tour alla scoperta dei siti UNESCO presenti sul territorio italiano, ci rechiamo nuovamente nelle regioni del Piemonte e della Lombardia per trattare di un patrimonio dell’umanità particolarmente significativo per la fede cristiana: parliamo dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, entrati a far parte della World Heritage List nel 2003.

Santuario di Oropa, in cui è custodita una famosa versione della Madonna nera

Il patrimonio condiviso dalle suddette regioni si compone di nove luoghi culturali in cui gruppi di cappelle ed altri monumenti architettonici, fatti costruire tra il XVI e il XVII secolo e tutti dedicati al culto cristiano, si mescolano perfettamente con i paesaggi naturalistici limitrofi integrandosi, in modo equilibrato, con la natura circostante.

Tra le province di Torino, Alessandria, Verbania, Biella, Novara, Como, Vercelli e Varese, si trovano, dunque, i nostri 9 luoghi sacri. Tra i più famosi il Sacro Monte Calvario di Domodossola (immagine di copertina), il Sacro Monte di Oropa ed il Sacro Monte di Varallo.

Presso il Sacro Monte Calvario di Domodossola, in provincia di Verbania, in Piemonte, i lavori per la costruzione della Via Crucis ebbero inizio nel 1656 e si protrassero per circa due secoli. Il risultato ottenuto fu di grande pregio. Attraverso le 15 cappelle realizzate, diverse per stili e per strutture architettoniche è, pertanto, possibile, ancora oggi, ripercorrere la storia di questi luoghi religiosi. Il cammino in questione si snoda dal centro urbano di Domodossola fino al Santuario del Crocifisso, ed oltre ad avere i caratteri del percorso catechistico – devozionale diventa, per il pellegrino che lo segue, un viaggio attraverso le espressioni del barocco e del neoclassicismo.

Il Sacro Monte di Oropa, situato all’interno dell’omonima Riserva Naturale speciale, a breve distanza dalla città di Biella (sempre in Piemonte) rappresenta, invece, il più importante luogo di culto mariologico dell’arco alpino. Le dodici cappelle, realizzate a partire dal 1620 circa con l’impulso del Frate cappuccino padre Fedele da San Germano e dietro commissione delle comunità parrocchiali del posto, hanno le pareti affrescate con le storie della Vergine. Di grande fama è poi ad Oropa il Santuario all’interno del quale è custodita una delle più famose versioni di Madonna nera, presenti in Italia. La statuetta intagliata nel legno e rappresentante la Vergine Maria, risalirebbe al XIII secolo.

Ecce Homo, particolare della 33esima Cappella presso il Sacro Monte di Varallo (VC), in Piemonte, patrimonio dell’umanità dal 2003

Il Sacro Monte di Varallo (siamo in Piemonte, in provincia di Vercelli) rappresenta la componente più attrattiva di questo complesso sito UNESCO e ciò in ragione del particolare intento, ben riuscito, di Frate francescano Bernardino Caimi di Milano, di voler costruire lontano dalla Terra Santa, una “Nuova Gerusalemme“. Articolato in una basilica principale e in quarantacinque cappelle minori, fu realizzato a partire dalla fine del XV secolo e concepito, nella disposizione e decorazione dei suoi spazi, per garantire a tutti colore che nei luoghi importanti della cristianeità non si sarebbero mai potuti recare, l’esperienza fondamentale ed itinerante del devoto pellegrino.

Oltre a quelli sopra menzionati, sono stati inseriti nella World Heritage List anche i Sacri Monti di Belmonte, Crea, Ghiffe, Orte, Ossuccio e Varese (questi ultimi due localizzati nella regione della Lombardia).

Per il II criterio adottato in seno all’UNESCO «la realizzazione di un’opera di architettura e di arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didascalici e religiosi, ha raggiunto la sua più alta espressione nei Sacri Monti dell’Italia settentrionale e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi del fenomeno nel resto dell’Europa». Per il IV criterio infine: «i Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano la riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza realizzati per ragioni religiose in un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica».

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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